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NeXT Hyper Obscure

Archivio per Apocalittico

SANDRO BATTISTI IS THE NEW FLESH | Komplex


Mariano Equizzi mi colloca in un metaverso di dolori psichici inimmaginabili, e di apocalittici estremi IA connessi con l’usuale realtà.

Helicon – Emptiness Remix Matt One


Il giorno si presenta con toni apocalittici ed estesi…

Perdita di memoria | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di “Perdita di memoria”, racconto weird di Simona Conte uscito per la collana InnsMouth di DelosDigital; la quarta:

Tommaso è un brillante e valido promotore finanziario che lavora per una grossa azienda nel settore bancario. La sua vita scorre serena finché, alle soglie del suo quarantottesimo compleanno, si rende conto che sta perdendo la memoria. La sua non è una perdita in termini di nomi, volti o appuntamenti: egli si trova a subire il distacco emotivo dalla sua esistenza che non riconosce più come propria. Nel contempo, affiorano ricordi che egli non sa a quale vita attribuite: un volto di donna, spezzoni di conversazioni, un sasso, una foto, episodi che non sa collocare nel tempo e nello spazio. Di settimana in settimana la sua situazione mentale peggiora finché, dopo un paio di tentativi medici egli decide di affidarsi a una clinica per persone con problemi psichiatrici e lì passa la maggior parte del suo tempo dormendo. Un giorno, però, entra nella sua stanza un nuovo psichiatra che gli consegna un quaderno dalla copertina blu. Da lì per Tommaso si apre un mondo nuovo che lo porterà a trovare la spiegazione del suo disagio mentale, con conseguenze drammatiche per tutti.

Tutti i racconti di Domenico Gallo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di “L’ultima cordata e altri racconti degli anni Novanta”, raccolta completa dei racconti di Domenico Gallo, scritti dai ’90, a cura di Roberto Del Piano e Laura Coci; editore DelosDigital:

Domenico Gallo attraversa il Novecento e oltre con la sua scrittura ribelle, sospesa tra memoria e immaginazione. Dalla Resistenza italiana all’Aktion T4, dal movimento anarchico alle distopie cyberpunk, i suoi racconti, qui raccolti per la prima volta in un’antologia ragionata, danno voce agli ultimi, ai visionari, ai combattenti di ogni epoca.
Diciotto storie, scritte tra il 1981 e il 2015, divise in due volumi, uno per decennio o poco più, che spaziano dal realismo crudo all’avanguardia letteraria, con uno stile serrato e musicale che richiama il jazz di John Coltrane e Miles Davis. Tra scenari post-apocalittici, città oscure e montagne innevate, Gallo ci conduce in un mondo dove la resistenza è una necessità, la memoria un atto politico e il futuro una sfida da conquistare.
Fantascienza resistente, impegno e lirismo si fondono in questa raccolta unica, per chi non smette di credere che un altro mondo sia possibile. Con un’introduzione di Laura Coci.

Summer on a spiaggia affollata


Dalla spiaggia verso l’apocalisse a piombo dei vaneggiamenti, mentre le visioni non possono più nascondersi e la tua ombra è il delirio stesso.

Death In June: Nada! – Ver Sacrum


Su VerSacrum una bella recensione di Cesare Buttaboni all’album “Nada!”, dei Death in June, lavoro che è datato 1985; vi lascio ad alcuni stralci:

Ci sono dischi che non appartengono semplicemente a un’epoca, ma sembrano fluttuare nel tempo, sospesi tra il crepuscolo di un passato in rovina e un futuro incerto, inafferrabile. Nada! dei Death in June, pubblicato dalla New European Recordings nel 1985, è uno di questi. mostra Douglas P. e Patrick Leagas (prima che questi uscisse dai Death in June per formare gli esoterici Sixth Comm) sono qui ancora uniti (mentre nel frattempo se ne era uscito Tony Wakeford) sotto l’egida di una visione comune: l’album rappresenta una frattura rispetto al passato e, al contempo, un’inevitabile evoluzione. Per molti fan della band, questo album rappresenta ancora oggi il loro apice creativo, il lavoro che meglio incarna l’estetica e la poetica dei Death in June. Personalmente non si tratta del disco dei Death In June che amo di più ma rimane il primo che ho ascoltato e ne riconosco l’importanza. Se gli esordi della band affondavano le radici in un post-punk contaminato da pulsioni marziali, con Nada! il suono si spoglia delle impetuose asperità post-punk e si cristallizza in un folk apocalittico e decadente a cui non è estraneo il contributo dell’allora amico David Tibet. Fra i membri troviamo anche Richard Butler.

Un’estetica decadente e nichilista, in cui l’iconografia di Nada! è tanto evocativa quanto la sua musica. La copertina, in un bianco e nero sepolcrale, ritrae tre figure di spalle di fronte a un sepolcro, su cui sono disposte una spada, un pugnale e un teschio. La scena sembra quasi un rituale funebre, immerso in un’atmosfera di silenziosa contemplazione e di morte. Questa immagine trasmette perfettamente il senso di ineluttabilità e decadenza che permea l’album. In alto a destra sulla copertina viene inoltre raffigurato (come anche nella inner sleeve e sull’etichetta del disco) il simbolo del Whiplash Hand, una mano guantata e borchiata che stringe una frusta, circondata da un cerchio con un piccolo “6” nell’angolo. Utilizzato dai Death in June sin dall’uscita di “She Said Destroy”, questo simbolo afferente anche l’immaginario BDSM, come dichiarato da Pearce, rappresenta il concetto di controllo, ispirandosi all’espressione britannica “avere la mano a frusta”.

Stalingrad Valkyrie Roma ‘HERESIARCH’ (Kirlian Camera project)


Il senso di una distopia reale e insidiosa: Kirlian Camera in un loro progetto parallelo, solo Elena e Angelo.

Black Nail Cabaret – Satisfaction


Le apocalissi cerebrali…

Carmilla on line | Un manager prestato alla politica: Dementus. Furiosa: A Mad Max saga (2024) di George Miller


Su CarmillaOnLine un’analisi di Andrea Berneschi alla saga cinematografica di Mad Max, interessante soprattutto nella chiosa che, al netto delle sfumature delle varie trame, traccia una domanda che è fondamentale e si colloca perfettamente negli alvei del modello sociopoliticoeconomico che viviamo ovunque, di continuo, senza soluzione di continuità:

Le compagnie petrolifere, le industrie delle armi, la bella classe dirigente che oggi dà il ritmo alle nostre vite, lo stanno facendo per costruire un mondo perfetto e senza scampo come un incubo kafkiano o per una fondamentale incapacità, per campare alla giornata? La seconda ipotesi appare più realistica della prima, e non è detto che sia meno cupa.

Carmilla on line | Immaginari di crisi. Da Mad Max a Furiosa


Su CarmillaOnLine la recensione di Gioacchino Toni a Le strade furiose di Mad Max. Filosofia del mondo post-atomico, saggio a cura di Rudi Capra, Antonio Pettierre edito da Mimesis; alcuni passaggi:

In chiusura degli anni Settanta del secolo scorso ha fatto la sua comparsa nelle sale cinematografiche il film australiano Interceptor (Mad Max, 1979) di George Miller. Realizzato in maniera un po’ rocambolesca, da un regista all’esordio, con un budget di 400 mila dollari, il film ha ottenuto un successo che è andato ben oltre le più rosee aspettative incassando al botteghino cento milioni di dollari. Ciò è bastato all’industria cinematografica per pianificare, a stretto giro, una seconda ed una terza pellicola, dando così vita a una saga ripresa, dopo tre decenni di interruzione, nel nuovo millennio con un quarto episodio di grande successo che ha aperto le porte ad un quinto film giunto ora nelle sale.
Per quanto diversi siano i film della saga, ad accomunarli è certamente la messa in scena di un “immaginario di crisi” variato nei diversi episodi in base al cambiare dei tempi, dei motivi, delle modalità e degli sguardi con cui si guarda con inquietudine al presente ed al futuro più prossimo. Ad esaminare le questioni principali sollevate dai film di Miller – crisi ecologica, economica e politica, oltre che sociale, della mascolinità, del patriarcato… – in concomitanza con l’uscita del nuovo film della saga – Furiosa: A Mad Max Saga (2024) di George Miller –, provvede il volume edito da Mimesis Le strade furiose di Mad Max. Filosofia del mondo post-atomico.

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