Archivio per Apocalittico
8 marzo 2026 alle 13:32 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Digitalizzazioni, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Quantistico, Quantsgoth, Surrealtà, Tecnologia and tagged: Apocalittico, Attraverso le dimensioni, Differenze quantiche, Infection, Intelligenza Artificiale, Interrogazioni sul reale, Mariano Equizzi, Nefandum psichico, Teoremi incalcolabili
Mariano Equizzi mi colloca in un metaverso di dolori psichici inimmaginabili, e di apocalittici estremi IA connessi con l’usuale realtà.
29 aprile 2025 alle 11:04 · Archiviato in Creatività, eBook, InnerSpace, Letteratura, Oscurità, Weird and tagged: Apocalittico, Delos Books, Infection, Innsmouth, Luce oscura, Luigi Pachì, Memoria, Simona Conte
Su FantasyMagazine la segnalazione di “Perdita di memoria”, racconto weird di Simona Conte uscito per la collana InnsMouth di DelosDigital; la quarta:
Tommaso è un brillante e valido promotore finanziario che lavora per una grossa azienda nel settore bancario. La sua vita scorre serena finché, alle soglie del suo quarantottesimo compleanno, si rende conto che sta perdendo la memoria. La sua non è una perdita in termini di nomi, volti o appuntamenti: egli si trova a subire il distacco emotivo dalla sua esistenza che non riconosce più come propria. Nel contempo, affiorano ricordi che egli non sa a quale vita attribuite: un volto di donna, spezzoni di conversazioni, un sasso, una foto, episodi che non sa collocare nel tempo e nello spazio. Di settimana in settimana la sua situazione mentale peggiora finché, dopo un paio di tentativi medici egli decide di affidarsi a una clinica per persone con problemi psichiatrici e lì passa la maggior parte del suo tempo dormendo. Un giorno, però, entra nella sua stanza un nuovo psichiatra che gli consegna un quaderno dalla copertina blu. Da lì per Tommaso si apre un mondo nuovo che lo porterà a trovare la spiegazione del suo disagio mentale, con conseguenze drammatiche per tutti.
8 aprile 2025 alle 19:52 · Archiviato in Creatività, eBook, Futuro, Letteratura, SF, Sociale and tagged: Anarchia, Apocalittico, Attività politica, Delos Books, Domenico Gallo, Laura Coci, Resistenza, Roberto Del Piano
Su Fantascienza.com la segnalazione di “L’ultima cordata e altri racconti degli anni Novanta”, raccolta completa dei racconti di Domenico Gallo, scritti dai ’90, a cura di Roberto Del Piano e Laura Coci; editore DelosDigital:
Domenico Gallo attraversa il Novecento e oltre con la sua scrittura ribelle, sospesa tra memoria e immaginazione. Dalla Resistenza italiana all’Aktion T4, dal movimento anarchico alle distopie cyberpunk, i suoi racconti, qui raccolti per la prima volta in un’antologia ragionata, danno voce agli ultimi, ai visionari, ai combattenti di ogni epoca.
Diciotto storie, scritte tra il 1981 e il 2015, divise in due volumi, uno per decennio o poco più, che spaziano dal realismo crudo all’avanguardia letteraria, con uno stile serrato e musicale che richiama il jazz di John Coltrane e Miles Davis. Tra scenari post-apocalittici, città oscure e montagne innevate, Gallo ci conduce in un mondo dove la resistenza è una necessità, la memoria un atto politico e il futuro una sfida da conquistare.
Fantascienza resistente, impegno e lirismo si fondono in questa raccolta unica, per chi non smette di credere che un altro mondo sia possibile. Con un’introduzione di Laura Coci.
11 marzo 2025 alle 15:11 · Archiviato in Acido, Deliri, Empatia, InnerSpace, Oscurità, Tersicore and tagged: Apocalittico, Iosonouncane, Luce oscura, Spiagge, Video
Dalla spiaggia verso l’apocalisse a piombo dei vaneggiamenti, mentre le visioni non possono più nascondersi e la tua ombra è il delirio stesso.
12 febbraio 2025 alle 11:30 · Archiviato in Creatività, Notizie, Oscurità, Recensioni and tagged: Apocalittico, BDSM, Cesare Buttaboni, Controllo sociale, David Tibet, Death in June, Decadenza, Douglas Pearce, Folk, Infection, Marzialità, Patrick Leagas, Richard Butler, Sixth Comm, The Psychedelic Furs, Tony Wakeford, Video
Su VerSacrum una bella recensione di Cesare Buttaboni all’album “Nada!”, dei Death in June, lavoro che è datato 1985; vi lascio ad alcuni stralci:
Ci sono dischi che non appartengono semplicemente a un’epoca, ma sembrano fluttuare nel tempo, sospesi tra il crepuscolo di un passato in rovina e un futuro incerto, inafferrabile. Nada! dei Death in June, pubblicato dalla New European Recordings nel 1985, è uno di questi. mostra Douglas P. e Patrick Leagas (prima che questi uscisse dai Death in June per formare gli esoterici Sixth Comm) sono qui ancora uniti (mentre nel frattempo se ne era uscito Tony Wakeford) sotto l’egida di una visione comune: l’album rappresenta una frattura rispetto al passato e, al contempo, un’inevitabile evoluzione. Per molti fan della band, questo album rappresenta ancora oggi il loro apice creativo, il lavoro che meglio incarna l’estetica e la poetica dei Death in June. Personalmente non si tratta del disco dei Death In June che amo di più ma rimane il primo che ho ascoltato e ne riconosco l’importanza. Se gli esordi della band affondavano le radici in un post-punk contaminato da pulsioni marziali, con Nada! il suono si spoglia delle impetuose asperità post-punk e si cristallizza in un folk apocalittico e decadente a cui non è estraneo il contributo dell’allora amico David Tibet. Fra i membri troviamo anche Richard Butler.
Un’estetica decadente e nichilista, in cui l’iconografia di Nada! è tanto evocativa quanto la sua musica. La copertina, in un bianco e nero sepolcrale, ritrae tre figure di spalle di fronte a un sepolcro, su cui sono disposte una spada, un pugnale e un teschio. La scena sembra quasi un rituale funebre, immerso in un’atmosfera di silenziosa contemplazione e di morte. Questa immagine trasmette perfettamente il senso di ineluttabilità e decadenza che permea l’album. In alto a destra sulla copertina viene inoltre raffigurato (come anche nella inner sleeve e sull’etichetta del disco) il simbolo del Whiplash Hand, una mano guantata e borchiata che stringe una frusta, circondata da un cerchio con un piccolo “6” nell’angolo. Utilizzato dai Death in June sin dall’uscita di “She Said Destroy”, questo simbolo afferente anche l’immaginario BDSM, come dichiarato da Pearce, rappresenta il concetto di controllo, ispirandosi all’espressione britannica “avere la mano a frusta”.
24 giugno 2024 alle 21:36 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Futuro, Oscurità, Recensioni, SF and tagged: Andrea Berneschi, Apocalittico, CarmillaOnLine, George Miller, Infection, Liberismo, Luce oscura, Mad Max, Movie, Patriarcato, Ridefinizioni alternative
Su CarmillaOnLine un’analisi di Andrea Berneschi alla saga cinematografica di Mad Max, interessante soprattutto nella chiosa che, al netto delle sfumature delle varie trame, traccia una domanda che è fondamentale e si colloca perfettamente negli alvei del modello sociopoliticoeconomico che viviamo ovunque, di continuo, senza soluzione di continuità:
Le compagnie petrolifere, le industrie delle armi, la bella classe dirigente che oggi dà il ritmo alle nostre vite, lo stanno facendo per costruire un mondo perfetto e senza scampo come un incubo kafkiano o per una fondamentale incapacità, per campare alla giornata? La seconda ipotesi appare più realistica della prima, e non è detto che sia meno cupa.
29 Maggio 2024 alle 19:55 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Deliri, Futuro, Oscurità, Recensioni, SF, Sociale and tagged: Antonio Pettierre, Apocalittico, CarmillaOnLine, Distopia, George Miller, Gioacchino Toni, Infection, Interrogazioni sul reale, Liberismo, Luce oscura, Mad Max, Margaret Thatcher, Mimesis, Ronald Reagan, Rudi Capra
Su CarmillaOnLine la recensione di Gioacchino Toni a Le strade furiose di Mad Max. Filosofia del mondo post-atomico, saggio a cura di Rudi Capra, Antonio Pettierre edito da Mimesis; alcuni passaggi:
In chiusura degli anni Settanta del secolo scorso ha fatto la sua comparsa nelle sale cinematografiche il film australiano Interceptor (Mad Max, 1979) di George Miller. Realizzato in maniera un po’ rocambolesca, da un regista all’esordio, con un budget di 400 mila dollari, il film ha ottenuto un successo che è andato ben oltre le più rosee aspettative incassando al botteghino cento milioni di dollari. Ciò è bastato all’industria cinematografica per pianificare, a stretto giro, una seconda ed una terza pellicola, dando così vita a una saga ripresa, dopo tre decenni di interruzione, nel nuovo millennio con un quarto episodio di grande successo che ha aperto le porte ad un quinto film giunto ora nelle sale.
Per quanto diversi siano i film della saga, ad accomunarli è certamente la messa in scena di un “immaginario di crisi” variato nei diversi episodi in base al cambiare dei tempi, dei motivi, delle modalità e degli sguardi con cui si guarda con inquietudine al presente ed al futuro più prossimo. Ad esaminare le questioni principali sollevate dai film di Miller – crisi ecologica, economica e politica, oltre che sociale, della mascolinità, del patriarcato… – in concomitanza con l’uscita del nuovo film della saga – Furiosa: A Mad Max Saga (2024) di George Miller –, provvede il volume edito da Mimesis Le strade furiose di Mad Max. Filosofia del mondo post-atomico.
Leggi il seguito di questo post »