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La porta dell’irreale | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine una recensione di Cesare Buttaboni a “La porta dell’irreale”, di Gerald Biss, uscito per la collana “La biblioteca di Lovecraft” di Arcoiris; un estratto:

Nelle fitte pieghe del tempo e dello spazio, si cela un mondo oscuro e misterioso, dove le leggi della realtà vacillano e la magia dell’ignoto danza con l’immaginazione dell’uomo. In La porta dell’irreale, il capolavoro soprannaturale di Gerald Biss finalmente viene pubblicato in Italia grazie alle edizioni Arcoris nella collana “La biblioteca di Lovecraft” curata da Jacopo Corazza e Gianluca Venditti. Quest’opera, lodata persino dall’oscuro maestro Lovecraft, getta uno sguardo audace in un regno dominato da licantropi, nobili decaduti e misteri avvolti nel sottile velo della notte.

La porta dell’irreale non è solo un romanzo di licantropi e misteri gotici; è un’opera che sfida i confini della realtà e invita il lettore a esplorare le profondità dell’animo umano. Con la sua scrittura magnifica e la sua capacità di incantare e sorprendere, questo libro merita di essere annoverato tra i grandi classici del genere gotico. Gerald Biss si distingue come un maestro dell’oscuro e del sovrumano, e la sua opera non mancherà di lasciare un’impronta indelebile nel cuore di chiunque si avventuri attraverso la sua “porta dell’irreale”.

Le indagini di Simon Iff – Aleister Crowley


Su Scheletri.com la recensione di Cesare Buttaboni a “Le indagini di Simon Iff”, di Aleister Crowley, per i tipi di Arcoiris.

Grazie alle Edizioni Arcoiris vedono finalmente la luce Le indagini di Simon Iff di Aleister Crowley all’interno della collana La Biblioteca di Lovecraft, un testo che giunge finalmente anche nelle mani dei cercatori di enigmi e segreti.
Franco Pezzini, con acume, ci introduce al protagonista Simon Iff scrivendo come “”Iff è nei fatti un alter ego dell’autore mago e profeta delle leggi di Thelema, sgomitante del suo egocentrismo e della sua voglia di colpire gli interlocutori”. Questo detective del mistero, sgomitante del suo egocentrismo, si manifesta come una figura enigmatica che sfida il lettore a perdersi nei meandri delle sue indagini. Crowley ha influenzato anche il sottobosco della musica esoterica, lasciando un’impronta indelebile nei Current 93 e nei Death in June. La filosofia di Crowley, chiamata Thelema, ha ispirato profondamente soprattutto i Current 93 (Il nome del gruppo rimanda a “The 93rd Current”, definizione della religione Thelema), divenendo una forza guida nei loro primi dischi esoteric-industrial.

Scritti durante la sua permanenza in America (probabilmente per sbarcare il lunario), questi racconti rivelano una prosa non eccelsa, ma intrisa di un fascino oscuro e sulfureo che persiste ancora oggi. Crowley si avventura nel genere del giallo, intrecciando abilmente elementi di occultismo e misticismo nella trama classica del detective. Franco Pezzini suggerisce un parallelo con Chesterton e i suoi racconti di Padre Brown, mentre non possiamo ignorare l’atmosfera dell’epoca dei John Silence di Algernon Blackwood e Carnacki di William Hope Hodgson.
Simon Iff, il protagonista, emerge come un detective esperto, praticante delle arti occulte, un’ombra carismatica in un mondo di misteri. La trama, permeata di atmosfere mistiche, si svela attraverso casi intricati che si snodano come fili sottili nella notte.
Crowley, con maestria, integra elementi di occultismo nella narrazione, citando persino le sue celebri parole “Fa Ciò che vuoi sarà tutta la legge”. Tra i racconti più suggestivi, “Caccia grossa” e “Il temperamento artistico” emergono come gemme in cui si svelano club di adorazione del diavolo e analisi profonde sulla natura dell’arte. “Non abbastanza bravo” risuona di echi di Frazer, aggiungendo ulteriore profondità alle indagini di Iff.
Questa raccolta offre ai lettori un viaggio stimolante e avvolgente, dove la luce del razionale si fonde con l’ombra dell’inspiegabile. Aleister Crowley continua a dimostrare la sua maestria nel plasmare mondi narrativi unici, offrendo una prospettiva letteraria che sfida e affascina, in un crepuscolo di conoscenza inesplorata.

Jimbo | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a Jimbo, romanzo di Algernon Blackwood, autore che adoro a livelli stellari, uno dei miei massimi che amo sempre leggere. Un estratto:

“Troppo sottile, forse, per una precisa classificazione fra i racconti dell’orrore, ma forse più veramente artistica in senso assoluto, è la delicata fantasia di Jimbo. Blackwood raggiunge in questo romanzo un accostamento aderente e palpitante alla più profonda sostanza del sogno e spazza via le barriere convenzionali fra realtà e immaginazione”.

Il giudizio di Lovecraft è corretto: il Solitario di Providence adorava Blackwood al suo meglio come avviene proprio in Jimbo non lesinando critiche quando il suo stile diventava troppo pesante. Il romanzo (pubblicato nel 1909) viene ora proposto dalle edizioni Arcoiris nella collana La Biblioteca di Lovecraft (curata da Jacopo Corazza e Gianluca Venditti) nella traduzione di Lucio Besana. Jimbo si erge come un monumento letterario nell’esplorazione delle intricanti sfaccettature della psiche infantile, intrecciando con abilità il soprannaturale con le ansie più profonde dei giovani cuori.
Algernon Blackwood raggiunge qui l’apice (assieme a un capolavoro come il racconto I salici del 1907) della sua maestria nella creazione di atmosfere cupe e suggestive (pur trattandosi di un romanzo per ragazzi) a differenza dei suoi romanzi esoterici francamente troppo pesanti come L’accordo umano. La prosa evocativa di Blackwood avvolge il lettore in un vortice di suspense, svelando lentamente i segreti nascosti dietro ogni ombra. Il confine tra la realtà e il fantastico si sgretola, portando il lettore in un mondo in cui il normale si fonde con l’insolito. 

Il romanzo ci guida attraverso il mondo di Jimbo, un bambino dotato di un’immaginazione vivida che diventa la chiave per aprire le porte di un reame inquietante e misterioso. Jimbo è un ritratto commovente dell’infanzia, con le sue paure, curiosità e la lotta per comprendere il mondo che lo circonda. Blackwood ci immerge nelle ansie interiori del protagonista, facendoci simpatizzare profondamente con le sue esperienze e avventure. La storia diventa un’indagine profonda sull’inevitabile confronto con la propria oscurità interiore e sulla conquista della paura attraverso la comprensione.

La Biblioteca di Lovecraft presenta “Jimbo” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Jimbo, romanzo di Algernon Blackwood uscito per la prima volta in Italia grazie all’editore ArcoIris. La quarta:

Troppo sottile, forse, per una precisa classificazione fra i racconti dell’orrore, ma forse più veramente artistica in senso assoluto, è la delicata fantasia di Jimbo. Blackwood raggiunge in questo romanzo un accostamento aderente e palpitante alla più profonda sostanza del sogno e spazza via le barriere convenzionali tra realtà e immaginazione”. Così H.P. Lovecraft descrive il primo romanzo di Algernon Blackwood, fino a oggi inedito in Italia

Le novità di Biblioteca Lovecraft | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione delle novità per la casa editrice ArcoIris che fa esordire la collana “La Biblioteca di Lovecraft”. Mi intriga, in particolar modo, Aleister Crowley, I racconti della bestia.

Dieci racconti macabri e irriverenti, otto dei quali tradotti per la prima volta in italiano, del celebre esoterista inglese. Introduzione a cura di Steve Sylvester, leader della storica band DEATH SS.

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