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NeXT Hyper ObscureArchivio per Reincarnazione
Alla “Giornata Mondiale della Poesia” – Roma, 21 marzo 2026
Una fotografia di Valentina Di Stefano mentre performavo i miei testi di “Ade converge” (assieme ai virtuali Asphodelics, in particolare le musiche di Stefano Bertoli e le fotografie di Silvia Minguzzi) alla Giornata Mondiale della Poesia, in Roma; grazie ancora per l’invito (Marco Colletti e Valentina) graditissimo, e per la meravigliosa sensazione che mi ha lasciato dentro per tutto il giorno.
Ancora vivi | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a una piccola perla che non conoscevo: l’antologia “Ancora vivi”, dedicata al tema della reincarnazione, a cura di Alessio Valsecchi e Gabriele Lattanzio; un estratto:
“Ancora Vivi” è un viaggio in dieci tappe dentro un’idea che inquieta da sempre, ma qui viene spogliata della sua aura mistica per mostrare il suo lato più oscuro. La reincarnazione, in queste pagine, non è una seconda possibilità. È una condanna ciclica, un parassita che si annida tra le pieghe della carne, un ritorno che nessuno ha davvero chiesto. Consigliato a chi ama l’horror che sa essere creativo, inquietante e profondo. Ma attenzione: certi ritorni non lasciano scampo.
Velvet Acid Christ – Hell One
Quando mi trovo lì, ho visioni di cosa ero lì, ère fa; il sole squassante e il caldo alienante, l’aridità della terra fuori dalla fattoria, la cruda esistenza del nulla in prospettiva.
Indossare incarnazioni
Nel ricrearsi di un polo psichico trovo ogni occorrenza riferita alla radice di qualcosa, un rincorrersi che sa di legami e ricordi, qualcosa intimamente legato alle incarnazioni che indossi.
Luci psichiche
Ti mostri alla luce psichica delle fotoelettriche, mostrando la parte più accattivante delle metempsicosi volute e mai ammesse.
Il bacio della buonanotte | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la recensione a Il bacio della buonanotte, di Francesco Dimitri, romanzo denso e pregno di quello stacco del Fantastico che Dimitri ha sempre saputo donare. Un estratto:
Martin è un diciottenne ribelle che si oppone al volere del padre e fugge a Londra, cavandosela al meglio delle proprie capacità. I fili del destino però lo portano a incontrare Bruce e Summer. Grazie a loro e ad altri amici scoprirà che sotto lo strato di realtà quotidiano esiste qualcosa di magico e misterioso: la capacità di alcune persone di reincarnarsi, ricomparendo sotto personalità diverse nei secoli ma sempre destinate in qualche modo a incontrarsi. Si fanno chiamare Pellegrini. Ogni volta che rinascono non hanno memoria delle proprie vite passate e per recuperarla devono entrare in contatto con oggetti che sono stati importanti per loro nel passato.
La scoperta di un’arma leggendaria porterà Martin e la sua nemesi in uno scontro all’ultimo sangue, perché è l’unico artefatto capace di spezzare la catena di reincarnazioni e porre fine così alla guerra tra Pellegrini in corso da secoli.L’autore Usa la propria capacità di inserire la dimensione fantastica nella vita di tutti i giorni, da semplici suggestioni fino alla meraviglia nascosta sotto alle cose più comuni. Non si concentra solo sull’argomento accennato in apertura, ma espande il senso di fantastico, introducendolo un po’ per volta. Anche la casa dove vivono Summer e Bruce, per esempio, è un personaggio importante. L’autore lascia che il lettore si ambienti in luoghi e situazioni familiari per poi sorprenderlo e incuriosirlo gradualmente. Man mano che si prosegue nella lettura si aggiungono strati sempre più profondi e avvincenti. Il tema trainante è il vincolo che trascende i semplici sentimenti di amicizia e amore, capace di attraversare i secoli e che porta a voler bene davvero ai protagonisti.
Il bacio della buonanotte, titolo criptico che assumerà un vero significato molto avanti nella storia, è quindi un validissimo esponente della narrativa fantasy. Accessibile per lettori adolescenti e adulti, sia per chi mastica il genere da sempre, perché offre un approccio molto originale, sia per coloro che di solito scelgono altri generi più concreti, permettendo loro di lasciarsi affascinare dall’incanto senza stravolgimenti drastici.
Il bacio della buonanotte | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo lavoro di Francesco Dimitri, Il bacio della buonanotte; ecco la quarta del romanzo:
Londra, giorni nostri. Martin ha diciott’anni, un futuro tutto da inventare e un padre che detesta. Quando incontra Bruce e Summer scopre di fare parte dei Pellegrini, creature che si reincarnano nei secoli e la cui guerra continua di vita in vita; a ogni incarnazione possono cambiare sesso, origine, nazionalità, ma restano sempre se stessi. Ogni volta il fato li riporta in contatto e ogni volta nessuno di loro ricorda nulla del passato. Recuperare quei ricordi è possibile, ma ha un costo; spezzare la ruota, invece, sembra impossibile. Fino alla comparsa di un’arma leggendaria. Per trovarla, Martin dovrà decidere per cosa combattere – e quanto sarà disposto a sacrificare.
Voci notturne a ponte Sublicio – A X I S ✵ m u n d i
Marco Maculotti su AxisMundi traccia le rotte esoteriche e non solo che Pupi Avati predispose, più di ventisei anni fa, col suo sceneggiato TV Voci Notturne, trasmesso in prima serata su Rai1 e di fatto, da allora mai più rimandato in onda così popolarmente.
Al centro della misteriosa vicenda vi è infatti il ricordo (che solo ricordo non è) di ancestrali riti sacrificali con vittime umane, officiati dai sacerdoti del culto dal ponte Sublicio, che fu il primo ponte sacro per i Romani, evidentemente continuatori di una tradizione più arcaica, di ecumene etrusca. Il ponte da cui il sacrificio veniva effettuato era stato edificato, secoli prima del dominio romano, in legno senza l’utilizzo dei chiodi (Sublicius significa proprio “che poggia su pali”): peculiarità da connettere forse alla credenza diffusa anticamente, ad es. anche nei paesi celtici, sull’effetto negativo del ferro sugli spiriti dimoranti nell’Altro Mondo.
Si trattava, dunque, di un rito antichissimo, espressione esteriore di un culto in parte acquatico officiato in epoca romana dal collegio sacerdotale degli Argei: ogni anno le vestali gettavano dal ponte alcuni manichini di vimini, come reminiscenza dei mai dimenticati (e, forse, mai realmente interrotti) sacrifici umani che venivano compiuti nel medesimo luogo in epoca preromana. La vittima veniva precedentemente cosparsa di unguenti e le si faceva ingurgitare una sostanza purificatrice, un estratto di silfio, per separarla dal mondo profano. Il suddetto background storico degli avvenimenti narrati nei cinque episodi che compongono Voci notturne ci viene riferito nel bel mezzo di un dialogo dell’episodio IV: viene pure riportata una testimonianza di Marco Terenzio Varrone, secondo cui le vittime designate (due per volta) venivano annegate nel Tevere, anticamente chiamato Albula.
Fin dai tempi della dominazione etrusca — si rivela in seguito — i costruttori del ponte (pontifex) avevano mantenuto il più stretto riserbo sul segreto iniziatico connesso ai sacrifici rituali, di cui essi erano e — lasciano intendere gli eventi narrati in Voci notturne — sono tuttora gli unici depositari. Da tale confraternita semisegreta derivò successivamente, come viene esplicitato nel IV episodio, quella dei Fratelli Muratori e dei Costruttori delle Cattedrali gotiche. Viene anche detto che i membri della setta, che tra di loro si chiamano alternativamente “custodi del passaggio”, “costruttori del passaggio” e “costruttori del ponte”, si ricordano le rispettive vite passate e si credono immortali, oltre a essere capaci di uccidere pur di mantenere gelosamente i proprî segreti.
Uno di questi sta proprio nell’utilizzo del silfio: proprio semi di silfio vengono rinvenuti nello stomaco di Giacomo Fiorenza, il ragazzo morto improvvisamente in apertura dell’episodio pilota del serial… peccato solo che la pianta del silfio sia estinta da almeno 1500 anni! Più avanti (ep. IV) viene ad ogni modo rivelato che il suo utilizzo provoca effetti stupefacenti: nella massa cerebrale del giovane Giacomo, infatti, continuano a registrarsi deboli segnali elettrici anche a mesi di distanza dalla sua dipartita.
Sensorium – Dreams Of The Dead
Lascio che ogni stilla di istanti coli dentro, fino a rinnovare e a portare via ciò che ora è dolore.
Il Segno del Comando: il primo sceneggiato esoterico della Rai – Auralcrave
Su AuralCrave un lungo articolo che tratta il famoso sceneggiato Il segno del comando, trasmesso dalla RAI ormai mezzo secolo fa, quando il Fantastico era di casa nelle TV italiana. Un estratto del lungo post.
Non a torto, Il Segno del Comando è stato definito uno sceneggiato (al giorno d’oggi sarebbe denominato fiction) di genere “parapsicologico”, comprendendo una vasta gamma di elementi, per la verità presentati in maniera piuttosto confusa e caotica, ma che saranno sviluppati dalla letteratura e dalla cinematografia dei decenni successivi. Alla grande suggestione abilmente provocata da scene ricche di sfumature multiformi e di suspence, non corrisponde una rigida coerenza narrativa, forse per le preoccupazioni dei dirigenti televisivi di non presentare un prodotto esclusivamente noir e fantastico, come era stato il grande successo francese di qualche anno prima, Belfagor, ma di temperare “il clima” con l’innesto di ingredienti da film giallo e di spionaggio.
Senza entrare troppo nei dettagli, per non lasciare il piacere della visione del celebre sceneggiato facilmente individuabile su Raiplay, anticipo che il finale lascia il racconto ancora in sospeso, in modo che lo spettatore possa tirare le proprie conclusioni con la forza dell’immaginazione. Per la verità, la scelta dell’epilogo fu abbastanza travagliata e sembra che ne siano state elaborate quattro o cinque versioni, prima del confezionamento definitivo della sceneggiatura. Alcune interviste rivelarono che certi interpreti fecero pressione sul regista Daniele D’Anza, affinché fosse perfezionato un epilogo “magico” e “onirico”, in linea con l’intera trama della storia.
Gli indici di ascolto furono straordinari per l’epoca: si stima un indice medio di circa 15 milioni di telespettatori a puntata, incuriositi ed affascinati da una proposta assolutamente alternativa da parte della televisione di stato.

