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Archivio per Marco Maculotti

Carmilla on line | In Tech we Trust – Religioni digitali, media e immaginari sociali


Su CarmillaOnLine una intrigante recensione di Gioacchino Toni a Dei digitali. Religioni digitali, media e immaginari sociali, a cura di Michele Olzi, edito da Mimesis; di cosa parliamo?

All’interno di una più ampia riflessione sui rapporti tra media e religione nelle società postsecolari, si è fatto strada lo studio di una sua componente specifica, la Digital Religion, derivata dall’intrecciarsi di forme religiose con le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC). Se negli Stati uniti il rapporto tra religione e digitale viene indagato da almeno tre decenni, in Europa, ed in particolare in Italia, l’interesse per tale ambito è decisamente più recente. Lungi dall’essere mezzi neutri di propagazione di pratiche religiose esistenti, i media, soprattutto digitali, influiscono in maniera importante sull’esperienza religiosa stessa, dissolvendo o riconfigurando autorità, gerarchie, tradizioni e simboli in un contesto reticolare decentralizzato da cui scaturiscono nuove forme di ritualità e spiritualità. Non si tratta dunque della trasposizione di valori propri delle religioni tradizionali in nuovi contesti tecnologici, ma di una profonda trasformazione della pratica religiosa coinvolgente dimensioni esperienziali, simboliche, narrative ed emotive.
Il volume Dei digitali (2025), curato da Michele Olzi, è uscito per la collana ReMedIS (Religioni, Media ed Immaginari Sociali), diretta da Roberto Revello, Michele Olzi e Stefania Palmisano per Mimesis edizioni, una collana incentrata sui risvolti religiosi e mediatici degli immaginari sociali. Nel saggio di apertura Heidi Campbell e Giulia Evolvi indagano come le tecnologie digitali impattino sui concetti di identità, comunità e autorità religiosa offrendo ai soggetti più marginalizzati la possibilità di esprimere la propria soggettività anche in termini di identità religiosa in un contesto di rinegoziazione che può rafforzare le gerarchie tradizionali o conferire nuove forme di legittimazione. Delle nuove forme di appartenenza religiosa che il digitale consente a gruppi marginalizzati si occupa anche Alberta Giorgi che guarda alle potenzialità degli spazi virtuali nella decostruzione delle narrazioni dominanti e nella reinterpretazione dei testi sacri prescindendo dalle gerarchie tradizionali.

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“Oniricon: il Sogno, l’Incubo, l’Altrove” – Recensione di Annamaria Decay dell’albo n. 3 di “AXIS MUNDI” – 𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈


Su AxisMundi una recensione di Annamaria Decay al numero 3 della rivista “AxisMundi”, curata da Marco Maculotti e che per l’occasione verte sul tema dell’onirico in termini espansi; un estratto:

Il tema portante, per questa uscita, è nientemeno che quello del Sogno: da sempre considerato uno dei principali limbi od asse di sconfinamento tra il piano della realtà e quello dell’immaginazione; tra la dimensione razionale e quella più inconscia dell’uomo; il perno di quel mistero che si addentra tra la vita e la morte stesse, diventando, di questo passo, chiave di molti dei nostri miti, credenze, emanazione di paure, angosce, incubi e riflessi archetipici e culturali. Il volume in questione presenta, al suo interno, diversi articoli che, su più fronti di ricerca e di introspezione, intendono esplorare e approfondire questa tematica portante.

VIDEO-INTERVISTA @IL BAZAR ATOMICO: Demonologia con Marco Maculotti – 𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈


Su AxisMundi la videointervista a Davide Francesco Sada da Marco Maculotti sugli oltremondi, misticismo e allo spiritualismo, alchimia e psichedelia e molto altro. Munitevi di tempo, vi ripagherà.

Kenneth Anger, la “Babilonia hollywoodiana” e la fine del “sogno aquariano”


Marco Maculotti propone su AxisMundi un momento molto particolare degli anni ’60, vedendola dall’ottica di Kenneth Anger e della sua sensibilità occulta, capace di ordinare il mondo attraverso altri algoritmi. La chiosa della traduzione di Elizabeth Horkley, che razionalizza un testo che di razionale ha solo l’empatia dei dettagli e della vertigine sensoriale:

Per i primi decenni della sua carriera, Anger ha operato al di fuori di un sistema di studios a cui era vietato pubblicare film come il suo. Lavorando nel ventre del movimento controculturale, si è trovato in una posizione unica per esporne le contraddizioni. Invocation è in definitiva una testimonianza del potere della visione di Anger. Non ha previsto gli omicidi di Manson con il casting di Bobby Beausoleil, né le morti ad Altamont filmando gli Hells Angels. Ma Anger ha riconosciuto le forze subliminali che costringevano le persone ad agire in modi che altrimenti non avrebbero fatto.

OGNI ANIMA È UNA STELLA — 1) Gustav Meyrink – Axis ✵ Mundi


Su AxisMundi un post astrologico sullo scrittore esoterico Gustav Meyrink. Un corposo estratto:

Già con la superficiale vista del segno e ascendente (Sole-Capricorno, Ascendente-Gemelli) si può dire che si tratta di un individuo concentrato nell’usare il suo intelletto per realizzare i suoi obiettivi, un sapere autorizzato e finalizzato, qui la curiosità è responsabile.
Il Sole congiunto a Mercurio e Marte porta l’io a proiettarsi nel pensiero e nell’azione. Troviamo quindi una amplificazione delle caratteristiche mercuriali già forti attraverso l’ascendente e quelle marziali attraverso l’esaltazione di Marte nel Capricorno. Inoltre questo aspetto porta forza e sicurezza nella formulazione del pensiero e delle idee, l’io riesce a trovare immediato corpo di azione attraverso la parola (☿) e attraverso il gesto, l’azione che simbolicamente appartiene alla guerra ma che per analogia riguarda tutto ciò che si immette, proietta attivamente attraverso l’energia fallica. Tale proprietà è interessante da notare nel tema in quanto si riferisce a uno scrittore: la penna sul vergine foglio, il dito sull’accondiscendente tasto — sono tutti simboli fallici che connettono la scrittura a Marte.

Però questa congiunzione si dispone su due fronti vicini, su diverse case: l’io e il pensiero (Sole-Mercurio) sperimentano la IX casa, dunque simbolicamente si può parlare di un interesse verso i temi filosofici: qui si trova il senso, il nucleo motrice, l’investitura divina nella vita. È una casa di idealismo che costringe i pianeti in essa, a affrontare e affermare da sé e da altri i propri processi espansivi, ideali, credenze che devono diventare tangibili anche attraverso prove e abbagli; è una casa che esalta, crea uno slancio per far funzionare correttamente gli archetipi personali interessati nella vita. L’operato letterario di G.M. è fonte di grandi suggestioni, è un voler ispirare, far insorgere all’interno del lettore la necessità di mantenere il fuoco acceso, “stare svegli” — è la casa del Sagittario: l’individuo attinge esperienza dal tempo funzionale alla sopravvivenza nei momenti più bui dell’anno, è un fuoco invernale, un fuoco che si sta per spegnere e si alimenta nel sostenere con la fede la rinascita del sole che avviene per l’appunto al termine del segno, ossia il 21 dicembre, giorno del solstizio — parole ispiratrici dunque e suggestioni radicali, esaltanti, per alcuni fin troppo ardite, destabilizzanti, suggestioni che in parte volutamente hanno saputo trasmettere una tensione, e una “provocante” paura: si tratta comunque di uno scrittore, se non orrorifico stricto sensu, fantastico e decadente — e a conferma di ciò rileviamo la congiunzione di tali pianeti con Lilith, che rende un individuo tagliente e “arpionante”, un individuo che non ha paura della propria “ombra” (in positivo), un’anima che sa ascoltare tutto ciò che non è “normale” e “conforme” per la società — questi sono i temi principali che portano Lilith o apogeo lunare sotto le vesti del mito sulla ribellione verso il patriarcato — e tipico di Lilith: fornire un magnetismo che può spaventare l’esterno, percepire l’individuo Lilith come un usurpatore, un tentatore o un essere da tenere lontano. Posso solo accennare ai casi giuridici a cui G.M. è stato sottoposto anche a causa delle sue idee e ai casi spirituali come le critiche che Rudolf Steiner rivolgeva alle sue “visioni” o alle tremolanti considerazioni di René Guenon nella lettera a Guido De Giorgio in cui si lamentava del contributo di Julius Evola nel pubblicare le opere di G.M., ritenuto dal tradizionalista francese un uomo sinistro e inquietante. Ma Lilith ha anche una forte correlazione con la magia e attraverso suoi transiti o posizioni di nascita può indurre il confronto con un’altra mente — è un apogeo ossia una luna occulta, non ha un corpo fisico, ma una dimensione spettrale — e uso questo punto per trattare dalla casa in cui giace Lilith e Marte, ossia la VIII: è la casa dell’inizio della morte, la dimora di Plutone, delle paludi ctonie procreative e della ricchezza minerale che emerge sedimentandosi sulle sponde. È una casa d’acqua legata al segno dello Scorpione, il suo ambiente è torbido e stagnante. Il veleno rende fertile questa terra: è infatti la casa delle “acque corrosive” e del mutamento (XIII arcano), connessa con il denaro e la sessualità, le vie occulte di conoscenza, con tutto ciò che prevede una “trasvalutazione”, uno scambio, una trasmutazione, un “solve”. La casa VIII è la conoscenza che cambia il conoscitore.

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Apollo, Angelo dell’Abisso | Axis ✵ Mundi


Su AxisMundi la recensione di Giovanni Sessa al saggio di Marco Maculotti “L’Angelo dell’Abisso. Apollo, Avalon, il mito polare e l’Apocalisse”, in cui s’indagano le interazioni mitologiche, energetiche ed esoteriche di Apollo. Un largo estratto:

Il libro muove dalla condivisibile concezione che gli archetipi, compreso quello apollineo: «sono ancora vivi e vegeti, e aspettano solo di essere colti da chi sappia comprenderli e “svelarli” dalla patina storica con la quale sono stati così accuratamente offuscati» (p. VIII). Si tratta di un testo che, costruito tanto sull’analisi delle fonti antiche quanto sulla più accreditata letteratura critica, decostruisce il mito di un Apollo esclusivamente uranico, solare, prodotto tipico del neoclassicismo di Winckelmann e presenta un Apollo dal duplice volto, tanto solare, quanto ctonio.

Marcel Detienne, in uno studio ricordato da Maculotti, Apollo con il coltello in mano, ha sostenuto che il nome del dio rinvia al verbo apollunai, «far morire», significato che, con tutta evidenza, è sintonico alla dimensione tellurica. Eliade aveva colto nel dio della Luce qualità ambigue e nient’affatto riconducibili al mero ordine del reale e all’armonia cosmica. La potestas apollinea, infatti, in Attica era collegata a Pan e alle Ninfe, portatrici, come ben sapeva Calasso, delle «acque mentali» atte a indurre mania. Le Sibille vivevano in antri sotterranei e in essi, visitate dal dio, vaticinavano. Maculotti, in sostanza, sostiene che Apollo è dio della coincidentia oppositorum, nella sua figura divina convissero la dimensione polare e il daimon sotterraneo: «Una doppiezza che, tuttavia, si risolve proprio comprendendo l’essenza di quella dimensione assiale di cui Apollo è epifania, quell’Iperborea dalla quale proviene» (p. 6).

L’autore rileva, inoltre, che il culto apollineo sorse in stretta connessione con la tradizione sciamanica nordasiatica. Per questo i suoi sacerdoti, gli Iatromanti, come attestato da copiosa e verificata letteratura, compivano viaggi «in spirito» e immersioni nell’Ade. Essi, il più delle volte «vivevano e agivano da asceti solitarî, praticando una forma di religiosità che esulava nettamente dai riti e dai sacrificî su cui era imbastita la religione olimpica delle póleis» (p. 7). Sciamanesimo e culto apollineo trovarono una loro coerente elaborazione e sviluppo nella nascita della filosofia, stante la lezione di Colli e Tonelli. Il culto del Fuoco, così rilevante in Eraclito, rinvia al Fuoco-Luce quale arché che vive nei molti e dinamizza la physis. L’esperienza sciamanica è, del resto, presente in Empedocle. La sua morte, realizzata gettandosi nel cratere dell’Etna, rinvia a un’ascesi che si mostra solo successivamente alla pratica della «discesa agli inferi». Molte le testimonianze inerenti i Sapienti che narrano di pratiche estatiche atte a separare l’anima dal corpo, mentre altre testimoniano delle loro capacità medico-taumaturgiche.

 

L’«Altra Realtà» di Arthur Machen – Axis ✵ Mundi


Su AxisMundi una segnalazione/recensione a Un’altra Realtà. Racconti del Mistero, saggio di Pietro Guarriello sulla figura di Arthur Machen, uno dei massimi autori del weird mondiale; un estratto:

Fino a qualche tempo fa un comune appassionato di letteratura fantastica avrebbe associato il nome di Arthur Machen al Grande Dio Pan e al Popolo Bianco. O, forse, a nessuno dei due. Negli ultimi anni la produzione macheniana sta venendo riscoperta da più prospettive, anche grazie al costante lavoro di Pietro Guarriello e della Dagon Press. Il quarto numero della rivista Zothique, uscito nell’estate del 2020, è interamente dedicato allo scrittore gallese, offrendone una panoramica tanto esauriente quanto approfondita. Come sottolinea Matteo Mancini nella sua dettagliata ricostruzione:

“Era un personaggio che ripudiava il materialismo, completamente disinteressato ai soldi e alle cose materiali, sospettoso circa l’utilità del progresso scientifico, essendo ancorato a valori spirituali che lo portavano a regredire ai fasti di un antico passato, in un crocevia di culture tra paganesimo e cristianesimo, passando dalle tradizioni romaniche a quelle celtiche, per interessarsi più alle cose dell’altro mondo – quello a cui si riferiscono gli occultisti – che a quelle del mondo che scandisce i ritmi e determina le scelte di vita della maggior parte delle persone”.

Un’altra realtà. Racconti del Mistero presenta dodici racconti, una poesia e un saggio perlopiù inediti in Italia, introdotti da un testo di Marco Maculotti e dalle contestualizzazioni storico-editoriali del curatore. Nella puntuale introduzione Maculotti, giunto all’ennesima pubblicazione macheniana in pochissimi anni, rileva i tratti biografici principali dell’autore, la stima profonda di Howard Phillips Lovecraft nei suoi confronti, nonché l’utilizzo dell’idioma inquietante definito gaelico cosmico o lingua delle fate.
I racconti, che coprono un arco temporale di quasi cinquant’anni, sono fortemente caratterizzati da un velo di mistero e da un’aura di alterità rispetto al mondo materiale. Del resto, all’inizio del saggio che dà il titolo alla raccolta, Machen scrive senza mezzi termini: «Le persone certe che non ci sia nient’altro, oltre alla materia, sono mediocri; e proprio il muro contro cui si appoggiano si comporta in maniera strana, minacciando di volger loro le spalle prima in direzione dell’energia, e poi della mente».

Non stupisce dunque che uno dei temi centrali della raccolta risieda nel rapporto con sé stessi e nella ricerca della propria individualità. In Johnny e il doppio, uscito nel 1928 e definito da un recensore dell’epoca come un racconto «abbastanza insolito da regalare un brivido», Machen indaga la figura del Doppelgänger attraverso un giovane protagonista in grado di sdoppiarsi e di trovarsi contemporaneamente in due posti differenti, talvolta in degli scenari macabri. La metafora del doppio viene affrontata da un’altra prospettiva in uno dei testi più brevi del volume, Psicologia, pubblicato nella raccolta Ornaments in Jade nel 1924, composta da dieci mistici poemi in prosa. In questo intenso frammento Machen relaziona il contesto di un tranquillo quartiere di Londra con le convulse riflessioni esistenziali di uno scrittore, animate dalla rabbia, dal sogno e dalla follia. La narrazione, che ruota attorno all’insondabilità profonda della natura umana, si conclude con una domanda paradossale: «E ogni giorno […] conduciamo due vite, e la metà della nostra anima è follia, l’altra metà un cielo illuminato da un sole nero. Dico di essere un uomo, ma chi è quell’altro che si nasconde dentro di me?».

La nuova carne presenta: “Massacro – la rivista novocarnista” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova rivista, Massacro, edita dal collettivo più attivo del momento: “La nuova carne”. Vi lascio alle note del curatore:

Massacro è la rivista di horror, weird, fantascienza, narrativa, controcultura e cultura estrema dell’associazione culturale La nuova carne. Massacro è un dispaccio d’orrore che proviene da Marte, o dalla Cambogia di Kurtz; è un pensiero dogmatico frantumato; è narratologia dell’oscuro/dell’oscurato. MASSACRO sono le dita di San Tommaso che rovistano il costato di Dio; Massacro è il cazzo di Rasputin, Massacro è la gamba amputata di Rimbaud; è il suono cacofonico delle lamiere che trasuda, incubato nel cemento e nella terra rapinata, dai piazzali delle fabbriche abbandonate.

Homunculus, di Giorgio Borroni
William Mortensen, di Niccolò Ratto
Essi vivono, noi dormiamo, di Marco Maculotti
Poesia Dark: Rapsodia di sangue, di Alessandro Manzetti
Divorati dall'”altro” cannibale
, di Eleonora D’Agostino
L’ultimo volo di Bird, di Alessio Bacci e Diego Frazzi
Ballard e il rifiuto dell’utopia
, di Stefano Spataro
Livello 49, di Alessandro Pedretta
Racconti: Mister Sangue
, di Caleb Battiago
Concerto
, di Andrea Mungello
L’uomo senza pisello, di Stefano Fantelli

Illustrazione di copertina di Luca Brandi, Illustrazioni interne di Luca Brandi, Stefano Cardoselli e Piercarlo Carella, Grafica e impaginazione di Andrea Garagiola. A cura di Alessandro Pedretta. Pagine: 72, € 8,32

Convegno: “Psychic Landscape. Psichedelia, Magia e sviluppo della Coscienza” – A X I S ✵ m u n d i


Su AxisMundi la segnalazione del convegno Psychic Landscape. Psichedelia, Magia e sviluppo della Coscienza, che verrà tenuto domenica 27 febbraio a partire dalle 17.00 sul canale youtube LSDZ; vi lascio ai contenuti dell’evento:

“Ritengo che il linguaggio sia qualcosa che deve essere visto, non udito, e penso che ci evolveremo verso un linguaggio visibile, anche se al momento stiamo operando con questi codici acustici di qualità scadente. Credo che per certi versi la storia sia il processo che permette a questo linguaggio naturale di uscire, rivelarsi, definirsi, raffinarsi”. – Terence McKenna

Le sostanze psichedeliche nell’ultimo secolo sono state oggetto di grandi controversie da un punto di vista prima mediatico e poi sociale. È solo grazie ad alcuni grandi pionieri della ricerca antropologica ed etnobotanica, come Mircea Eliade e Terence McKenna, e in un secondo momento ad altri ricercatori in campo scientifico come Albert Hoffmann ed Eric Strassman, che l’occidente inizia a vedere queste sostanze sotto una luce diversa.

“È come far cadere una goccia di inchiostro in una tazza d’acqua pulita, improvvisamente le correnti convettive dell’acqua limpida diventano visibili, perché le particelle di inchiostro tratteggiano le dinamiche dell’acqua stagnante che prima erano invisibili. La mente è esattamente così, e gli psichedelici sono simili a un colorante gettato in questo sistema acqueo.”

Partendo da questo assunto esploreremo i mondi delle sostanze enteogene, cercando di metterli in relazione con quell’aldilà popolato di esseri ed entità di cui parlano i maghi e gli sciamani di tutte le ere. Per affrontare questo viaggio nel mondo degli psichedelici abbiamo pensato di coinvolgere ospiti nazionali e internazionali, passando dalla ritualità sciamanica messicana e andina, ai moderni approcci occidentali sviluppati dai pionieri della psiconautica come Peter J. Carrol ed altri esponenti della Chaos Magic. Sarà Julian Vayne a guidarci in questo ultimo argomento, con oltre trent’anni di esperienza nel campo della Chaos Magic e di studi sulle sostanze enteogene.

Il servizio divino dei Greci | AxisMundi


Su AxisMundi un lungo articolo che tratteggia i caratteri salienti dall’antica religione greca, rilevandone le caratteristiche sacrali che “si fondano su una fitta rete di corrispondenze mitico-storico-astrologiche, che consente allo storico delle religioni di considerarla sotto vari aspetti fra loro concatenati: Teogonia, storia esoterica del cosmo e delle stirpi umane, escatologia dei Misteri, sciamanesimo iperboreo”. Alcuni dettagli maggiori:

Nell’antico Egeo, millenni di riti e credenze sacre, in una prima fase “preistorica” pre-indoeuropea (o forse, piuttosto, proto-indoeuropea) e in una seconda fase “storica” indoeuropea, si sono stratificati e armonizzati sorprendentemente, al punto che spesso risulta difficile comprendere con esattezza a quale delle due fasi cultu(r)ali essi appartengano. Storie di dèi ed eroi, disseminate su tutto il territorio dell’antica Ellade, col passare dei secoli hanno plasmato un corpus mitologico che non ha meramente il carattere della leggenda e del folklore, essendo anche fortemente impregnato di corrispondenze esoteriche ed astrologiche. «Non v’è mai stato un servizio divino pari a quello greco: per bellezza, sfarzo, varietà e unità esso è unico al mondo e rappresenta uno dei prodotti più alti dello spirito universale».

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