HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per febbraio, 2026

Coil – Tattooed Man


Indagando dentro, fino a sfinire il continuum di elegia malinconia…

Ilia Belorukov – NRD DRM TWO 2022-2024 | Neural


[Letto su Neural]

Sono state realizzate tra il 2022 e il 2024 su un Nord Drum 2 – un sintetizzatore analogico di suoni percussivi – queste tredici tracce, seguendo un’idea basata su un pattern a 1 step con tempo variabile. Ilia Belorukov è un sound artista di San Pietroburgo, Russia, ora residente a Novi Sad, Serbia, che dispiega equanimemente il suo talento in bilico tra musica improvvisata, noise ed elettroacustica. In NRD DRM TWO il focus dell’azione è sugli algoritmi di riverbero applicati al suono del sintetizzatore, forte della certezza che persino una piccola aggiunta di riverbero riesce a trasformare profondamente il suono, senza la necessità di montaggi o registrazioni aggiuntive. Quello che le tredici sequenze presentate ci raccontano è come gli strati nascosti sotto la superficie rendano l’intera ricerca assolutamente affascinante – nonostante l’indubbio minimalismo e la profonda essenzialità. L’approccio metodico di Belorukov si rivela sin dalle prime battute: ogni traccia esplora una configurazione specifica degli algoritmi di riverbero, creando spazi acustici che oscillano tra l’intimità claustrofobica e l’apertura cavernosa. Il Nord Drum 2, strumento dalla personalità marcata e spesso utilizzato in contesti più convenzionali, viene qui spogliato della sua funzione ritmica tradizionale per diventare generatore di texture e atmosfere. La struttura a pattern singolo, lungi dal risultare limitante, diventa il fulcro di un’indagine timbrica che procede per accumulazione e sottrazione. Ogni impulso viene modellato attraverso code di riverbero che si stratificano e si annullano reciprocamente, creando un tessuto sonoro in costante mutazione. L’ascoltatore si trova immerso in una dimensione dove il tempo sembra dilatarsi e contrarsi secondo logiche puramente acustiche. Particolarmente efficace risulta il modo in cui Belorukov gestisce le dinamiche: i momenti di apparente stasi vengono punteggiati da improvvise aperture spaziali, mentre le sezioni più dense mantengono sempre una trasparenza che permette di percepire i singoli elementi costitutivi. È un equilibrio delicato tra controllo compositivo e imprevedibilità algoritmica, dove l’artista sa quando intervenire e quando lasciare che il sistema evolva autonomamente. Il progetto si configura così come un’esperienza d’ascolto profondo, che richiede tempo e attenzione per rivelare le sue qualità meno evidenti. Non è musica da sottofondo, ma piuttosto un invito alla contemplazione attiva, alla scoperta di quei microeventi che popolano gli spazi tra i suoni. In un panorama spesso dominato dalla ricerca dell’impatto immediato, NRD DRM TWO propone invece una poetica della pazienza, dell’osservazione minuziosa e del fascino nascosto nelle pieghe del suono.

David Lynch vive, Laura Palmer vive: Twin Peaks come rito iniziatico – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un lungo articolo che indaga – ancora una volta – la radice gnostica dei lavori di Lynch, a un anno e poco più dalla scomparsa; un estratto:

Con la logica paradossale e illuminante di un koan zen, che egli tanto amava, David Lynch, a più di un anno dalla sua scomparsa, il 16 gennaio 2025, non è mai stato così vivo.

“Nell’opera di Lynch, si avverte un contatto profondo con la sfera del Mistero, in senso tragico e iniziatico. Lo stesso procedimento sinestetico che il regista mette spesso in scena, nell’utilizzo di suoni, luci e colori, non fa che evocare quegli stati alterati di coscienza che erano la dimensione stessa dell’iniziazione ai Misteri. Nella rappresentazione estrema del dualismo gnostico (tra la ferocia della possessione demoniaca e il candore dell’innocenza assoluta), nel mettere in scena la dissociazione interiore e la schizofrenia, per antifrasi Lynch ci mostra la via verso l’Uno, verso il dissolvimento di ogni alterità.”. Riflettere oggi, ancora, sull’opera di David Lynch significa riconoscere che il suo cinema non appartiene alla categoria dell’intrattenimento (benché d’autore), ma a quella, più elevata, dell’esperienza mistica, della rivelazione iniziatica. La meraviglia letteralmente tremenda della scoperta di ciò che è oltre la superficie rassicurante del reale, nelle sue opere una dimensione di mistero traboccante di ineluttabile orrore ma anche di possibile redenzione, è il punto di partenza dell’indagine filosofica: la quasi ovvia constatazione che è l’inizio di qualsiasi ricerca ulteriore al senso immediato delle cose, quel “niente è come sembra” che affratella Eraclito, Adi Shankaracharya e Kant. L’orecchio divorato dagli insetti nascosto nell’erba, nella sequenza iniziale di Velluto Blu, che sembra la rappresentazione filmica di un’intuizione di Leopardi, è il correlativo oggettivo della poetica lynchiana, quanto la scoperta colma di sgomento del cadavere della reginetta di bellezza è il portale verso la catabasi della nequizia umana nella Loggia Nera…e la successiva risalita verso le visioni celestiali della Loggia Bianca.

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Pinkcourtesyphone – Arise in Sinking Feelings | Neural


[Letto su Neural]

Pinkcourtesyphone è un progetto musicale ambient-drone fondato da Richard Chartier, artista sonoro losangelino attivo ormai dal lontano 1998. Già solo la combinazione di “pink”, “courtesy” e “phone” evoca un’estetica nostalgica e surreale, decisamente confermata dai soundscape onirici e dalle atmosfere malinconiche che lo caratterizzano. Le composizioni sono intrise di un minimalismo ambient con tocchi di field recording, costruite su un’estetica vintage che richiama gli anni ’50-’60, non scevra da romance decadente e alienazione urbana. Arise in Sinking Feelings gioca proprio su similari temi narrativi, evocando atmosfere da incubi gentili e salotti borghesi in decadenza, cene solitarie, champagne stantio e amori perduti. Questo fascino per l’estetica del kitsch e del déclassé altro non nasconde che una riflessione poetica sulla memoria, il tempo e la bellezza effimera. Ma è proprio qui che emerge un paradosso: nel tentativo di decostruire il simbolico attraverso la sua estrema estetizzazione, si rischia infine di perdersi in una dimensione altrettanto incerta e concettualmente indecifrabile. Sia chiaro, Chartier è abile e dimostra maestria tecnica nell’organizzare un impianto sonoro dove ogni elemento è calibrato per evocare una specifica nostalgia. L’album funziona come un perfetto esempio di quella che potremmo chiamare “melancolia di design” – un prodotto artistico che simula la profondità emotiva attraverso codici estetici riconoscibili. Come dovrebbe sentirsi l’ascoltatore in questo emotional branding dell’arte sonora? È qui che si manifesta la natura paradossale del progetto di Chartier. La strategia di Pinkcourtesyphone è a questo proposito volutamente paradossale, e nell’artificiosità consapevole risiede di fatto una forma di onestà progettuale. Chartier non finge di offrire autenticità, ma piuttosto una simulazione sofisticata dell’esperienza emotiva. È ambient music per un’epoca in cui i sentimenti sono diventati oggetti da collezione. A questo proposito si dimostra tecnicamente impeccabile, sollevando allo stesso tempo una domanda ancora più sottile: può l’estetizzazione diventare un atto di resistenza critica in un mondo saturo di stimoli effimeri? Forse sì, se si legge la sua contestualizzazione come un commento ironico sulla nostra ossessione contemporanea per il vintage e il recupero retrofuturista. Pinkcourtesyphone non cura ferite, ma le ricama elegantemente in parvenze sonore, invitandoci a riconoscere la fragilità delle nostre proiezioni emotive. Resta un’esperienza da assorbire come un film di Lynch: affascinante, perturbante e deliberatamente incompleta, lasciando che sia l’ascoltatore a colmare gli spazi vuoti tra un sospiro sintetico e l’altro.

È morto Dan Simmons, autore di Hyperion | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la notizia – sono un bel po’ incredulo – della morte di Dan Simmons, avvenuta ormai giorni fa e resa nota soltanto ieri; ecco come lo ricorda Silvio Sosio:

Simmons è noto soprattutto per il ciclo monumentale I Canti di Hyperion, una saga che fonde spazio, filosofia e letteratura, vincitrice dei più importanti premi di genere e considerata un classico moderno della science fiction, composta dai romanzi Hyperion, La caduta di Hyperion, Endymion e Il risveglio di Endymion.
La sua carriera letteraria ha attraversato i confini dei generi: dalla fantascienza all’horror, dal fantasy al thriller. Tra gli altri romanzi più celebri si ricordano il ciclo di Ilium, Il canto di Kali, Danza macabra e The Terror, dal quale è stata tratta una serie tv.

 

Carmilla on line | Altri mondi. Per sfuggire all’eterno presente


Su CarmillaOnLine una recensione a Altri mondi. Utopie e distopie da Spinoza a Christopher Nolan, di Carlo Altini; stralci:

«Abbandonata la storia e ignorato il futuro, non rimane che l’essere presente» e nonostante l’insistenza con cui da qualche tempo questa parte viene fatto riferimento alla diversità, scrive Carlo Altini nel suo recente volume Altri mondi (2025), questa sembra spesso ripiegare nell’individualizzazione, in una diversità «priva di uno sguardo su una vera alternativa, su una reale alterità, su una possibilità di cambiamento. La vita individuale e sociale si svolge, infatti, nel presente di un click che – solo per un attimo – sembra soddisfare le pulsioni edonistiche e narcisistiche coltivate nei social media, in una bulimica ricerca di emozioni senza fine e senza direzione».
Per quanto l’utopia abbia spesso fantasticato su trasformazioni sociali prive di concretezza storica che, in taluni casi, hanno finito per dare luogo ai peggiori scenari distopici, secondo Altini occorre riconoscerle il merito di aver contribuito a opporre alla cristallizzazione del presente un immaginario di cambiamento radicale. Ciò che interessa all’autore di Altri mondi è discutere «l’importanza teoretica dello sguardo utopico in sé, in quanto espressione di una dimensione antropologica irrinunciabile, visibile nel fatto che gli umani non possono vivere senza una dimensione immaginativa che rinvia al di là del presente» (p. 17). Lo scopo principale che si prefigge Altini è, dunque, quello di «inserire l’utopia e la distopia all’interno della traiettoria della modernità, così da far vedere la profondità e l’ampiezza della loro presenza anche nei casi in cui sembrano essere assenti» (p. 20).

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Dovere piacere necessità


Il dovere di essere una parte del continuum diviene piacere, necessità, espansione di sé verso i confini frontiera del Nulla senziente.

Coil – Tainted Love


Il male pervade gli anfratti che puoi esacerbare dalle invasioni psichiche.
Meraviglia di una cover…

Coperti dagli elementali


Pervasi da strane visioni, ci accoccoliamo oltre le derive del fuoco ad ascoltare terra aria e acqua coprire i nostri elementi.

Patty Pravo – Per una bambola – Sanremo 1984


Devo molto a questo brano, quando lei lo cantò nel febbraio ’84 ne rimasi incantato, lei veneziana e io che sarei approdato lì in quella città per la prima volta dopo qualche settimana, rimanendone affascinato, così come si rimane colpiti da lei; ora tornerò a Venezia e non è un caso se cerco ancora lei, la sua eterea bellezza, il suo brano a risuonare nelle calli sospese su tutto il mondo materiale…

ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

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E' solo un punto di vista

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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