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NeXT Hyper ObscureArchivio per ottobre 14, 2025
Dea etrusca Vanth: i misteri degli inferi | Iridediluce
Su IrideDiLuce è il turno della dea infera etrusca Vanth: chi era (o chi è)?
Vanth, dea etrusca, ricopre un ruolo significativo nella mitologia etrusca, in particolare associata al regno dei morti e agli inferi. Rappresentata come una figura femminile alata, Vanth è spesso raffigurata accanto a Carun, il guardiano etrusco degli inferi. Come possibile psicopompo, Vanth guida le anime dei defunti verso l’aldilà. Il suo abbigliamento distintivo e i suoi simboli, come la torcia e la chiave, trasmettono la sua natura attiva e protettiva.
Vanth funge da guida spirituale, conducendo le anime dei defunti verso la loro destinazione finale nell’aldilà. Naviga tra gli oscuri e insidiosi sentieri degli inferi, assicurandosi che le anime raggiungano il luogo designato con facilità e sicurezza. La sua presenza simboleggia il passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti.
La torcia impugnata da Vanth funge da fonte di luce, sia letterale che metaforica, nel regno dell’oscurità. Illumina il cammino, permettendo alle anime di trovare la propria strada. La chiave che porta con sé rappresenta la sua capacità di aprire le porte degli inferi, garantendo l’accesso all’aldilà.
Questi potenti simboli sottolineano la tutela e l’autorità di Vanth sul percorso di transizione del defunto.
Torna la macchina del tempo di Piero Schiavo Campo | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di Van Eyck e la macchina del tempo, nuovo lavoro sui viaggi e paradossi temporali per Piero Schiavo Campo in uscita per i tipi DelosDigital; la quarta:
Nel XXI secolo la scienziata Suzanne Kostner eredita un segreto che attraversa i secoli: la macchina del tempo costruita da Barbara Lemming, presunta figlia di H. G. Wells. Le spedizioni temporali della fondazione Time & Line sembrano ormai routine accademica, finché un viaggio nella Bruges del 1480, sulle tracce del banchiere Tommaso Portinari e del pittore Jan van Eyck, rivela un’anomalia inquietante: il celebre specchio dei “Coniugi Arnolfini” non dovrebbe esistere… eppure è lì, in vendita su una bancarella.
Dalla bottega del genio fiammingo alle sale sterili dei laboratori futuri, Suzanne si troverà intrappolata in un paradosso in cui l’arte e la realtà si rispecchiano letteralmente. Per ristabilire la coerenza del tempo, dovrà diventare lei stessa parte della storia: la donna che consegna a van Eyck lo specchio destinato a cambiare per sempre la pittura occidentale.
Un racconto che intreccia la precisione storica con la vertigine della fantascienza, dove ogni pennellata e ogni viaggio nel tempo interrogano la stessa domanda: chi dipinge davvero il passato?
LAKE ARIEL — AREA 47 | Komplex



Quanto l’intelligenza artificiale si pone oltre le stesse barriere antropiche? Con Mariano Equizzi…



