HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per febbraio 20, 2023
The Dark Side of Ambient Jazz: A Noir Music Experience
L’essenza del noir metropolitano, quando il metropolitano è inteso come una casa tra le stelle.
Esce “Fiori del Caos”, collana “Versi Guasti”, a cura di Ettore Fobo | KippleBlog
[Letto su KippleBlog]
Esce oggi nella collana Versi Guasti il volume Fiori del caos, a cura di Ettore Fobo, un’antologia di dodici voci provenienti dal sottosuolo del linguaggio che raccontano e vanno a comporre una propria visione mitorealistica e sotterranea tra prosa e poesia.
Diamo quindi un caloroso benvenuto a Ettore Fobo che, da questo numero, subentra nella curatela di collana ad Alex Tonelli, che ringraziamo per aver saputo interpretare i Versi Guasti con grande sensibilità e sperimentazione nel sondare le profondità dell’essere.
L’ebook è disponibile inseme al cartaceo su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie; la copertina è di Ksenja Laginja.
DALLA POSTFAZIONE
I Fiori del Caos crescono nelle caverne del pensiero, nel sottosuolo del linguaggio, laddove irradiano, come stella spente, la potenza e il fascino della loro presenza ambigua e fatale.
I Fiori del Caos calano dalle lune primitive per germogliare cascata cosmica delle cose quotidiane, sono sfingi dal babalbutire astrale. Perché quello che chiamiamo letteratura è un’immersione in tutte le sciarade per ripristinare lo sbocciare profondo della luce e ripetere il buio gesto dell’addio.
Addio a ogni ontologia, spacciata dal frantumarsi obliquo e robotico della voce in una baldoria di balbuzie ironiche e danzanti. Quanto massacro nella tumultuosa levità del sangue, dove sorgono le aurore senza occhi e ci insegnano uno sguardo svagato e per questo più profondo. Siamo ai margini di ciò che Si dice per imprimere un altro giro alla ruota dei Significati. Il corto circuito che interpretiamo non verrà assimilato né decodificato dalla Grande Macchina dei Valori perché all’enorme sole nero delle formazioni gregarie preferiamo la minuta penombra, dove un altro canto ci maschera, ci dilapida, ci eccede. Sappiamo tramontare e traboccare. È antica la legge del divenire.
Come la parola iniziale che ordina i tempi e gli spazi e crea il mondo riformulando il caos originario, lasciando però intatte le sue fluttuazioni alchemiche, noi ci sottomettiamo a ciò che genera la folgore dell’impensato e alla necessità che forgia il mondo come una, perpetuamente instabile, creazione della mente.
Ettore Fobo
LA QUARTA
Ettore Fobo presenta dodici autori, scelti fra chi meglio rappresenta la sua visione mitorealistica e sotterranea, e li raccoglie come una dozzina di fiori a comporre un mazzo di agenti caotici. Tra poeti già noti o narratori che si cimentano anche con la lirica, troviamo Ksenja Laginja, Paolo Spaziani, Sandro Battisti, Mattia Canovaro, Carlo Gregorio Bellinvia, Massimo Fantuzzi, Lukha B. Kremo, Maria Cardamone, Matteo Gennari, Alex Tonelli e Silvio Straneo. La raccolta di poesie, racconti, scritti inediti e pensieri, viene sigillata dallo stesso curatore con altrettanti interventi, una prefazione e una postfazione, a confezionare questo bouquet del caos.
IL CURATORE
Ettore Fobo (Milano, 1976) persegue l’attività poetica da oltre trent’anni, ha pubblicato qualche libro di poesia, in Italia e all’estero, vinto qualche premio, collaborato con riviste e blog. Nel febbraio 2020 scrive il Manifesto di un Movimento: il Mitorealismo del Sottosuolo, di cui è espressione l’antologia che tenete in mano. Per sua natura il Movimento è invisibile, carsico, inattuale, sotterraneo, in profonda contraddizione con la propria epoca storica. In virtù di questo ne può smascherare gli automatismi linguistici, ideologici, tribali, filosofici profondi. Movimento di spiriti liberi, di sciamani erranti e dionisisaci, di nomadi schizoanalitici, di vagabondi patafisici, di astronauti psichici.
LA COLLANA
VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Ettore Fobo interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica, in costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.
Autori Vari, Fiori del caos
Prefazione e postfazione: Ettore Fobo
Copertina: Ksenja Laginja
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti
Formato cartaceo – Pag. 172 – 10.00€ – ISBN 978-88-32179-72-9
Formato ePub e Mobi – Pag. 166 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-73-6
Link:
- su Kipple Officina Libraria: https://bit.ly/3S9LKnT
- su Amazon: https://amzn.to/417mZwI
Waters difende Gilmour: ‘I suoi assolo tra i migliori del rock’ – Rockol
Su RockOl la nuova puntata della querelle tra Waters e Gilmour, solo che questa volta – inaspettatamente – il primo Floyd prende le difese dell’altro. Lo spunto parte da un articolo mal scritto da un giornalista inglese, che il bassista mal tollera…
“C’è un articolo schifoso pubblicato dal New Statesman, scritto, se così si può dire, da un tal Stuart Maconie”, ha spiegato l’artista in una nota pubblicata sui suoi canali social ufficiali: “È il solito mucchio di cazzate mal informate. Tuttavia, nell’articolo, c’è una cosa sulla quale mi sento in dovere di fare chiarezza. Quando parla della mia nuova registrazione di ‘The Dark Side of the Moon’ sostiene, con un’autorità condiscendente immeritata, che ‘Parte di questo processo comporterà la rimozione, come citato nel quotidiano spagnolo El Pais, degli ‘orribili assoli di chitarra’ di Gilmour”.
“Non so chi pensa di citare quando scrive degli ‘orribili assoli di chitarra’ di Gilmour, ma sicuramente non sono io”, mette in chiaro Waters: “Ero lì, amo gli assoli di chitarra di Dave su ‘The Dark Side of the Moon’, così come amo quelli su ‘Wish You Were Here’ e su ‘Animals’, su ‘The Wall’ e su ‘The Final Cut’. Dal mio punto di vista, benché di parte, gli assoli di Dave in quegli album costituiscono una raccolta di alcuni dei migliori assolo di chitarra nella storia del rock and roll. Quindi, Stuart Maconie, piccolo coglione, la prossima volta, per favore, controlla con le fonti del tuo vergognoso articolo, prima di andare in stampa”.
Le perfezioni (in)visibili
Il focus di una visione, il ghiaccio intenso di una percezione che arriva direttamente al perfetto centro della questione.
La recensione di “Storie d’amore e di morte” di Robert Aickman | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a Storie d’amore e di morte, raccolta di racconti di Robert Aickman edita da quei grandi di Edizioni Hypnos. Un estratto:
Aickman è indubbiamente uno dei grandi scrittori di weird tales del secolo scorso. E con la sua operazione Edizioni Hypnos pubblica, per la prima volta in Italia, l’opera omnia di questo scrittore, artefice tra le altre cose dell’evoluzione della classica ghost story inglese.
L’autore si muove infatti nel solco del grande Walter de la Mare, maestro del fantastico psicologico. Come fa acutamente notare David Tibet (leader del gruppo musicale dei Current 93) nell’introduzione al primo volume dedicato allo scrittore, quelle di Aickman non sono propriamente tradizionali storie di fantasmi:“Sembrava che Aickman avesse sbirciato in qualche abisso Nietzschiano, e che fosse stato abbastanza colto e coraggioso da riuscire a descrivere come questo avesse cambiato la sua vita”.
Non è in effetti sempre facile riuscire a capire dove voglia esattamente andare a parare lo scrittore inglese. I suoi strange tales aprono le porte all’irruzione del bizzarro e dischiudono abissi di alienazione e dolore. E, una volta entrati nel suo mondo, si viene immersi in un universo oscuro dominato da una dimensione incubica e soprannaturale.

