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NeXT Hyper ObscureArchivio per novembre, 2017
Il razzo a orologeria | Recensione su BibliotecaGalattica
Cosa contiene un romanzo di Greg Egan? Su BibliotecaGalattica la risposta, con una recensione all’ultimo suo romanzo edito in Italia, su Urania: Il razzo a orologeria.
Il romanzo è ambientato in un universo dalla leggi fisiche profondamente diverse dal nostro. La velocità della luce non è costante ma proporzionale alla sua frequenza: la luce rossa è sempre “in ritardo” rispetto ai rami blu-violetti dello spettro. La protagonista principale, Yalda, è l’equivalente alieno di Einstein: è lei a scoprire il parallelo alieno di quella che conosciamo come relatività ristretta, denominata qui fisica rotazionale, scoprendo ed esplorando il concetto di spazio-tempo; uno spazio-tempo dalle proprietà completamente differenti da quello che Einstein ha illustrato sulla Terra…
Il mondo in cui il romanzo è ambientato ha un livello tecnologico pari all’incirca a quello dell’Occidente a cavallo tra XIX e XX secolo. La specie intelligente che domina il pianeta, cui Yalda appartiene, è radicalmente diversa dall’uomo, a partire dall’anatomia e dalla fisiologia: gli alieni hanno due paia di occhi, sono in grado di modificare quasi a piacimento il proprio corpo mutando forma o estroflettendo nuovi arti per esempio. Ma una radicale differenza, con profonde ripercussioni sulla società aliena, è dovuta alla differente modalità di riproduzione: ogni femmina della specie muore, infatti, dando vita, nella norma, a due coppie di individui maschio-femmina, tradizionalmente destinati a diventare futuri partners. La filiazione è associata alla morte della partner femmina, sono i padri ad allevare in forma esclusiva la prole.
Una minaccia incombe sul mondo di Yalda, rappresentata dalle “stelle ortogonali”; quelle che sembrano all’apparenza semplici meteore, possono in realtà rappresentare un pericolo molto più serio, mortale per la sopravvivenza stessa del pianeta e della civiltà, per motivi che Yalda inizia a comprendere svelando le basi fisiche del suo universo.
La trama del romanzo è basata sulle battaglie di Yalda su due fronti, che si intrecciano tra loro nella vita della scienziata. Il primo è quello scientifico-accademico, nel quale il lettore ripercorre le geniali intuizioni, l’affermazione della nuova fisica rotazionale fino all’epopea del primo viaggio nello spazio alla ricerca della salvezza per il proprio pianeta. Il secondo è invece una sorta di scenario femminista alieno, basato sulla lotta affinchè ogni donna possa decidere autonomamente quando terminare la propria vita, in un mondo dove invece è incessante la spinta alla riproduzione nei tempi più rapidi possibili.
Antologia del Fake | L’Indiscreto
Un bel trattato sul mondo del Fake, su L’Indiscreto. Cos’è fake? Quali sono i limiti del falso? Autentico è diverso da vero? Un estratto:
Sebbene la critica dei documenti al fine di stabilirne l’autenticità abbia quindi una storia piuttosto lunga (e si potrebbero citare esempi anche anteriori a quello di Lorenzo Valla) per avere una vera e propria disciplina settoriale occorre attendere il 1681 quando il benedettino Jean Mabillon pubblica il primo volume della sua opera De re diplomatica libri sex. In essa Mabillon rispondeva polemicamente al gesuita Daniel Papebroch il quale – in un eccesso di furore iconoclasta – aveva precedentemente denunciato come falsi gran parte dei documenti sui quali si fondavano i diritti dell’abbazia di Saint Denis. Ma così facendo Mabillon arrivava a formulare le basi per una nuova scienza, basata su una ricognizione rigorosa delle caratteristiche formali, intrinseche (cioè riguardanti il contenuto) ed estrinseche (supporto della scrittura, presenza di sigilli, eccetera), del documento.
Questa scienza, che si occupa di discernere il vero e il falso, ha il nome di “diplomatica”, laddove i diplomi sono appunto documenti che certificano o dispongono l’esistenza di un fatto giuridico (la concessione di un privilegio da parte di un sovrano, la vendita di una terra, la risoluzione di una lite). Documenti talvolta emanati da un’autorità, talvolta redatti con l’aiuto di una figura di garante come il notaio, talvolta semplicemente autocertificati, ma che presentano sempre determinate forme di validazione (firme, timbri, sigilli, ecc.). Ma cosa significano le parole per “vero” e per “falso” in questo contesto?
Al termine “vero”, in realtà, viene preferito in diplomatica il termine “autentico” proprio per evitare confusioni, mentre non si sono fatti grandi sforzi per evitare gli usi ambigui del termine opposto – “falso” – che qui significherà allora “inautentico”, “contraffatto”.
Philippe Lauzier – A Pond In My Living Room | Neural
[Letto su Neural]
Alla Sofa Music di Ingar Zach e Ivar Grydeland – label sperimentale norvegese attiva dagli albori degli anni duemila – in tutte queste stagioni passate non si sono certo fatti mancare ardite collaborazioni con artisti dai più disparati orientamenti musicali. Ricordiamo le uscite free form dei Mural e le contaminazioni in bilico fra elettronica, field recording e percussioni acustiche, dello stesso head honcho – il primo citato – e di Miguel Angel Tolosa, per non parlare poi dei collage folk-digitali di Kim Myhr o della ricerca meta-strumentistica di Jim Denley, spesso orientata anche a progetti site-specific. A Pond In My Living Room di Philippe Lauzier evoca di primo impatto la suggestione – e con un titolo del genere non potrebbe essere altrimenti – sia di quello che è un classico science-fiction (una finestra spazio-temporale che si apre nella nostra quotidianità) sia della impropria chimera di qualsivoglia produttore e sound-maverick da home-studio (ovvero la fantasia di poter attingere da un pozzo incantato direttamente negli spazi che gli sono propri). Philippe Lauzier, che è d’origine canadese, esattamente di Montreal, nel Québec, ha iniziato le sue ricerche come sassofonista e clarinettista, poi è passato allo studio della composizione e ha partecipato fra il 2005 e il 2010 a ben sei uscite collettive – con differenti ensemble – realizzando poi, nel 2013, un album solista, Transparence. Adesso il suo percorso stilistico sembra aver acquisito la giusta maturità, grazie a mescole molto lavorate e rarefatte, dal respiro solenne e ingegnoso, ricche di stratificazioni e momenti improvvisativi poi ricondotti a una sapiente partitura delle trame. Con un simile background non mancano naturalmente gli echi modern classical e perfino certe contaminazioni di matrice jazzistica, seppure a prevalere sono le atmosfere assai dilatate, la polifonia astratta e i droni ipnotici, che tengono la scena grazie ad un flusso immaginifico e continuo, che cattura inesorabilmente all’ascolto. Sono quattro le suite presentate, in un ipotetico passaggio dalla penombra all’insistente sinuosità dell’acqua, da una finestra incantata a un caleidoscopico giardino, denso di vita autonoma e sospesi incantamenti. Insomma, una prova che definire solo convicente sarebbe poco, perché quando la grazia vibra come in questo caso fra i solchi si superano tutti gli steccati stilistici moltiplicando le potenzialità e fornendo il pretesto per un coinvolgimento auditivo davvero a 360°.
Disponibile per il download gratuito l’intervista ad Amedeo Balbi | KippleBlog
È disponibile gratuitamente su tutti i portali ebook e, naturalmente, sul sito Kipple, l’intervista con fumetto ad Amedeo Balbi, nata da un’idea di Roberto Bommarito e Alessandro
Napolitano; l’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Electric Sheep Comics, mentre le tavole e i disegni interni sono di Marzio Mereggia. Il lettering è di Claudio Fallani e la copertina è di Ksenja Laginja.
Il tema dell’intervista verte sul ruolo dell’uomo nell’universo e vira su altre suggestioni aliene e astrofisiche tenute insieme dalla passione per la Fantascienza e la Scienza, passando per gli argomenti che interessano l’umanità sul procinto di una possibile Singolarità Tecnologica.
Amedeo Balbi è nato a Roma nel 1971, è professore associato di astronomia e astrofisica al Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, i suoi interessi di ricerca spaziano dall’origine dell’universo, al problema della materia e dell’energia oscura, alla ricerca di vita nel cosmo. È editorialista de Le Scienze, scrive tra gli altri per Repubblica, La Stampa, Wired, Il Post, collabora con programmi radio e tv, ed è autore di diversi libri. Con Cercatori di meraviglia (Rizzoli, 2014) ha vinto il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2015. Il suo ultimo libro è Dove sono tutti quanti? (Rizzoli, 2016).
La collana fuori (collana)
Uno spazio per le opere di frontiera di Kipple Officina Libraria, intrise di sensibilità ineffabile da lasciare l’anima e il cuore aperti, istanti di essenza in crescita.
Crepax: Conte Dracula, Frankenstein e altre storie horror | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione che è uscito il volume a fumetti Crepax: Conte Dracula, Frankenstein e altre storie horror, raccolta delle storie horror di Guido Crepax, fumettista famoso per il personaggi di Valentina, che ha firmato nella sua carriera alcuni adattamenti da racconti e romanzi fantastici.
Noto in tutto il mondo per l’erotismo iconico dei suoi fumetti, lo straordinario talento di Guido Crepax spaziò in realtà in diverse direzioni, arrivando anche all’adattamento a fumetti di due grandi classici della letteratura gotica: Dracula di Bram Stoker e Frankenstein di Mary Shelley. Questo volume raccoglie, accanto a questi due capolavori, altre storie in cui i temi e le atmosfere horror, del soprannaturale e dell’occulto dominano, combinandosi con la componente onirica e sessuale tipica dello stile di Crepax.
Accanto a vampiri e mostri, tra queste pagine non poteva mancare Valentina, protagonista di una serie di storie dark e disturbanti, i cui orrori sembrano provenire direttamente dalle nostre più oscure fantasie.
Volume unico nel suo genere, imperdibile per gli appassionati.
If, il secondo numero della nuova serie è dedicato al futurismo | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione del secondo numero della nuova serie per la rivista If; il tema è il Futurismo. Silvio Sosio ne parla così:
Quando si dice Futurismo si pensa al passato. A una stagione lontana e a un’immagine un po’ sfocata, popolata da signori in abito scuro, cappello duro e baffi a manubrio. Immobili nella posa davanti al fotografo, con la macchina a soffietto poggiata a terra. Così contraddittori: Marinetti che uccide il chiaro di luna e poi entra nell’Accademia d’Italia; così sprovveduti: fascisti della prima ora di cui Mussolini si sbarazza assieme ai suoi trascorsi avanguardisti nella ricerca dell’ordine; così sfortunati: Boccioni che muore a soli trentatré anni cadendo da cavallo, ma che da solo può rappresentare nel mondo la scultura moderna. Niente che faccia pensare al futuro. Nemmeno le loro poesie spezzate, sparse sul foglio bianco a ricercare un disordine grafico, né le loro pitture spaziali; il tutto ammantato di irrequietezza, ricerca impaziente di movimento, inni alla giovinezza. Ma non è più quello di una volta, così fissato per sempre in un dagherrotipo ingiallito che mostra tutta la sua età. Oltre un secolo. Eppure, nella sua confusa aspirazione all’azione, il Futurismo è stato il primo movimento che abbia guardato al futuro con determinazione, ricercando nuove forme espressive. Come tutti i movimenti d’avanguardia, ha prodotto una tale ricchezza d’informazione da ridurre il piacere della fruizione e rischiare di non essere compreso. La sua carica rivoluzionaria, irrazionalista e irriverente ha cambiato il modo di vedere il mondo. Dal positivismo ottocentesco ha tratto piena fiducia nella tecnica e l’ha usata per forgiare il domani all’insegna del progresso. Quell’idea di futuro così poco praticata dalla cultura, occupata a guardarsi indietro, al passato fatto di certezze, ricordi, valori. Il Futurismo ha avuto il coraggio di rompere con una tradizione che valutava il passato più del presente e si è spinto avanti, senza reti di protezione, improvvisando per svecchiare la società.
Noi connettivisti abbiamo sempre apprezzato quel Movimento, ne abbiamo tratto linfa così come abbiamo tratto ispirazione da altre esperienze avanguardistiche e artistiche, per cui è momento di particolare festa quello che ha fatto If, che ringrazio vivamente.






