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Archivio per Falso

Polar Horseshoe


Nel circolo delle evidenze fasulle.

L’evoluzione falsa


L’assurdo si fa strada in te e leviga i ricordi, li rende epici, li costruisce colti, li realizza falsi.

Emulazioni spinte


Gli orizzonti si modificano come un pannello di controllo, usi l’implosione interiore e il contrasto dei colori si attenua o esalta con un delta temporale nullo, quasi a sottolineare l’emulazione da cui scaturisce il reale.

Percezioni granulari


In forse, ti giri su te stesso e cerchi una descrizione del tuo universo che possa calzare con le percezioni granulari dello spaziotempo che sperimenti, ma non hai modo di capire dove finisce l’inganno e dove la comprensione, né se esse sono da considerare certezze.

Milioni, miliardi, fantastiliardi di Brian Kernighan al Festival della Tecnologia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Milioni, Miliardi, Fantastiliardi. Come difendersi in un mondo pieno di numeri, scritto da Brian Kernighan, un nome che i professionisti dell’informatica riconosceranno senz’altro, visto che si tratta del co-autore, insieme a Dennis Ritchie, del libro Il Linguaggio C (The C Programming Language), alias il K&R, manuale fondamentale sul quale si sono formate generazioni di sviluppatori che hanno adottato il linguaggio ideato da Ritchie.

Perché questo libro è importante? Per il semplice fatto che analizza i numeri che ci vengono quotidianamente forniti a corredo di un articolo, di una notizia, di un’informazione; fornire numeri dà autorevolezza a un’opinione, ma se andiamo ad analizzare quei dati, cosa possiamo scoprire? La quarta del saggio:

L’obiettivo è di fornire un’utile guida alla comprensione dei numeri. Mai come negli ultimi anni infatti politici, media e blogger parlano di cifre e numeri esorbitanti, commettendo spesso errori o presentando i dati in maniera fuorviante. È facile per la maggior parte delle persone farsi confondere dai dati ed avere un’idea distorta della realtà.

Questa incomprensione può influenzarci nelle decisioni più importanti, tra cui chi votare, cosa comprare, etc.

Il nuovo saggio di Kernighan ci aiuta quindi ad essere meno ingenui e a guardare i dati con occhio critico grazie a numerosi esempi concreti utilizzati dallo stesso Kernighan durante le sue lezioni universitarie alla classe di informatica e computing. Il suo tono morbido e amichevole, decisamente distante da quello da professore della Ivy League, aiuta a far comprendere a tutti le sue spiegazioni.

I capitoli del saggio trattano grandi numeri, unità, dimensioni, e mettono a nudo diversi elementi, come alcuni grafici ingannevoli. Attraverso semplici ragionamenti e scorciatoie, chiunque può imparare a riconoscere gli errori comuni, determinare se i numeri sono credibili, e fare le proprie stime ragionevoli quando necessario.

Un esempio tra i tanti che Kernighan cita nel libro proviene da un articolo che recita:

Spegnere il computer e il monitor durante la notte, invece che tenerli accesi h 24, comporterà un risparmio di 88 dollari al giorno. (Newark Star-Ledger, dicembre 2004)

In realtà questo era il dato riferito al risparmio annuo, se si conoscesse il prezzo effettivo dell’elettricità si capirebbe l’improbabilità di questo dato. Se il prezzo fosse effettivamente stato di 88 dollari per mezza giornata non molte persone si sarebbero potute permettere un computer. Un ulteriore esempio viene dal New York Times che nell’agosto del 2007 ha affermato che, dal 2000 al 2005, il reddito medio annuale degli americani era di 7,43 miliardi di dollari. Se questo fosse vero significherebbe che il reddito medio per famiglia sarebbe di circa 70 dollari annui, ovvero una cifra irrisoria (questo dato si calcola semplicemente dividendo 7,43 miliardi di dollari per il numero di famiglie presenti in America ovvero circa 100 milioni).

Questo libro è rivolto a chiunque cerchi una guida per informarsi meglio e assumere un atteggiamento più cauto rispetto a tutto ciò che sente o legge.

La posta in gioco/4 – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine quest’interessante articolo mostra come, nel frattempo che c’invischiamo in sovranismi, lotte fake all’immigrazione e principi ecologici imputati a impotenti politicanti mondiali, sviando così i nostri problemi idioti su binari morti, gli assoluti responsabili del delirio liberista mondiale operano in silenzio secondo principi inumani, aderenti soltanto al Business, smontando e ricostituendo a piacimento reti disincarnate di profitto e di disfacimento. Prendetevela con loro, con questo mondo irreale e ineffabile, con questo modello di vita folle e proiettato verso l’impossibile crescita infinita: abbattete nel vostro piccolo il principio liberista, se proprio davvero volete sentirvi nuovi e liberi. E sovversivi contro l’ipocrisia.

«Sempre più business leaders stanno prendendo coscienza che sostenibilità e profitto vanno insieme e che l’azione per il clima rappresenta la più grande opportunità commerciale dei prossimi decenni».

Credo che le parole di Anand Mahindra, presidente di una multinazionale indiana produttrice di SUV, rappresentino la sintesi migliore degli obiettivi del UN Climate Action Summit 2019, conclusosi a New York martedì scorso. Ovvero il tentativo di contrastare anche attraverso la Green Economy il rallentamento della crescita della produzione mondiale, e più in generale di rilanciare l’accumulazione e dare ossigeno al saggio di profitto.

Il summit ha visto la partecipazione di oltre 100 ‘business leaders’, che hanno aderito al movimento globale nato per allineare gli obiettivi dell’impresa a quelli definiti dall’accordo di Parigi, ripercorrendo le orme di altre centinaia che hanno fatto questo passo prima di loro.
Puntano su un mercato promettente, che risponde con nuove merci alla paura per la catastrofe che incombe. Un mercato aggiuntivo, perché l’aumento delle produzioni ‘green’ andrà a sommarsi, e non a sostituirsi, alla crescita in termini assoluti delle produzioni climalteranti.

Particolarmente sotto accusa per gli incendi forestali la brasiliana JBS, la più grande azienda di lavorazione della carne al mondo, coinvolta già in passato in processi per corruzione e per palesi violazioni della ‘Moratoria del bestiame’ voluta da Lula nel 2009, che impegnava le imprese a non acquistare carne bovina da allevamenti coinvolti nella deforestazione.
Proprio in prossimità degli impianti JBS sono stati riscontrati lo scorso agosto una miriade di focolai.

Non troveremo la JBS nella lista delle imprese virtuose, quelle che sottoscrivono impegni colmi di eticità durante i Climate Summit.
Ma le multinazionali che le garantiscono la sua rete di distribuzione sì.
Loro ci sono.

C’è l’olandese Ahold Delhaize, che ha intrattenuto affari con JBS per 113 milioni di dollari nel 2019.
C’è la francese Carrefour, che possiede le più grandi catene di supermercati del Brasile. Ha collegamenti significativi con la catena di fornitura della JBS, nonostante si sia impegnata a eliminare la deforestazione dai suoi prodotti entro il 2020. Ma la politica non si applica alla carne bovina congelata, proprio quella che JBS produce.
C’è Casino, un gigante francese dei supermercati, seconda catena di supermercati in Brasile.
C’è Walmart (USA), che ha condotto affari con JBS per un valore di 1,68 miliardi di dollari nel 2018.

Imprese che commercializzano tranquillamente merci che incorporano la distruzione di ecosistemi, specie viventi e comunità umane, per poi firmare dichiarazioni del tipo:
Recognizing the urgency of the climate challenge, I am pleased to confirm thatmy organization, is joining the global movement of leading companies aligning their businesses with the most ambitious aim of the Paris Agreement, to limit global temperature rise to 1.5°C above pre-industrial levels“.

Altri giganti della distribuzione, come Sysco e Costco, si limitano a decantare sui loro siti web l’eticità delle loro catene di forniture, sebbene la prima nel 2019 abbia fatto affari con JBS per 525 milioni di dollari, e la seconda per 1,43 miliardi di dollari.

Il corollario di tutto ciò è che esista o no una vera emergenza climatica determinata dall’uomo, il Liberismo ha trovato un modo per far proliferare un business più aggressivo e capace di dividere profitti ancora più stellari, sempre più inesistenti. E se è vero che un virus per sopravvivere non può uccidere tutto il suo continuum adiacente, allora mi viene il sospetto che tutto l’allarme climatico sia soltanto un clamoroso fake.

L’orrenda vergogna delle leggi razziali fasciste


Va ricordato che il 15 luglio 1938 ricorre un’infamia. Per ordine espresso del Duce viene pubblicato sul Giornale d’Italia un documento ufficiale, sotto il titolo “Il fascismo e i problemi della razza”. Una lettura che crea angoscia e vergogna. Eccola, a futura memoria di tutti, anche di chi pensa che il fascismo abbia fatto cose buone. Ecco il decalogo, pregno di incredibili falsità e meschinità, l’orrendo disonore che deve perseguitare chi ha anche lontane fantasie fasciste. Tornate nelle fogne.

“Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.

2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.

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Le parodie e le false promesse


Nel controllo dei gesti, i ricordi hanno un ruolo determinante nel disvelamento delle parodie e delle false promesse, quando sai cosa ti può attendere alla fine del percorso e delle parole che ti sono state dette.

A Perfect Circle – Disillusioned [Official Video]


Il nuovo single dei Perfect Circle. Uno stile riconoscibilissimo diluito nel tempo.

Fake News: il profumo della storia | nonquelmarlowe


Sul blog di Lucius Estruscus un post per sondare il mondo della fake news, ovvero falsi storici che hanno scatenato il putiferio, svolte epocali basate sulla menzogna; un esempio?

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L’imperatore Costantino dona il potere alla Chiesa: questo editto è noto con il nome di Donazione di Costantino. Già dal Quattrocento si è cercato di spiegare la falsità di questo documento, ma ovviamente la Chiesa non ha gradito questi sforzi.
Per saperne di più pare che la fonte migliore sia Lezioni di metodo storico di Federico Chabod (Laterza 1969), ma non avendolo letto non mi esprimo.

Ovviamente, l’articolo è pieno di esempi, ma forse quello esposto qui sopra è il più significativo, sia per il peso che che è calato sulla Storia, sia per la devastante incrinatura etica di chi l’ha perpetrato.

ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

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Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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