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NeXT Hyper ObscureArchivio per novembre 13, 2017
Tutti i seguiti di Blade Runner | Fantascienza.com
Sul numero 192 di Delos continua la serie di articoli dedicati a BladeRunner2049; Giovanni De Matteo, dopo questo pezzo iniziale, sforna un altro momento topico sul sequel e sull’universo a esso collegato. In particolare, lo affascinano i seguiti del primo film, sparsi tra i media letterari, videogame e citazioni cinematografiche. Metauniversi che prendono vita accanto e dentro noi…
Blade Runner 2049 non rappresenta il primo e unico tentativo di dare un seguito alle vicende di Rick Deckard, il cacciatore di androidi ideato da Philip K. Dick nel romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? e poi entrato nel nostro immaginario collettivo con il volto e i modi spicci di Harrison Ford, protagonista del film che Ridley Scott ne ricavò nel 1982. Prima dell’opera di Denis Villeneuve, si contano almeno quattro tentativi ufficiali, ed è interessante notare che se tre di questi sono dei romanzi, il quarto è un videogioco. Ma procediamo per gradi.
La ballata di Black Tom | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la recensione a La ballata di Black Tom, di Victor LaValle, per Edizioni Hypnos. Uno stralcio:
Con La ballata di Black Tom, Victor LaValle riprende, campiona, rielabora il racconto Orrore a Red Hook di H.P. Lovecraft, dandocene una versione vista da punti di vista opposti rispetto a quelli dell’originale.
La trasformazione che LaValle effettua non è di ambientazione, ma anche di linguaggio. Laddove Lovecraft raccontava, LaValle mostra, secondo una più attuale concezione della narrazione.
LaValle dimostra come si possa scrivere nel mondo lovecraftiano senza scimmiottare lo stile ridondante e ampolloso del modello originale.
Ne risulta un romanzo breve dettagliato nonostante la brevità, una perla del weird contemporaneo, perché l’autore riesce con poco a caratterizzare in modo brillante personaggi e ambientazioni, e a immergerci senza indugio nel cuore pulsante di orrori senza tempo.
Un allievo che eguaglia i suoi maestri perché aggiunge la sua esperienza e perizia.
È arrivato in libreria Jerusalem di Alan Moore | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo romanzo di Alan Moore: Jerusalem. Ecco la sinossi:
Su questa crepa sorge Northampton, la città inglese che ha dato i natali ad Alan Moore, epicentro di questa monumentale opera polifonica. È qui che l’umanità abbraccia l’abisso, dando vita a storie che intrecciano le visioni di William Blake ai vortici di James Joyce, le nere periferie di Charles Dickens ai vuoti lunari di Samuel Beckett. Dal creatore di Watchmen e V per Vendetta, un romanzo che sfida i canoni della letteratura contemporanea.
Nel mezzo miglio quadrato di decadenza e distruzione che un tempo era la capitale della Sassonia Britannica, l’eternità si aggira tra palazzoni a rischio di incendio. Incastonato nell’ambra sporca della storia del quartiere – tra i suoi santi, re, prostitute e derelitti –, si svolge un tempo umano diverso, una simultaneità sudicia che non distingue tra le pozzanghere color petrolio e i sogni infranti di chi le naviga. Demoni la cui ultima citazione risale al Libro di Tobia aspettano su scale che puzzano di urina, spettri delinquenti di bambini sfortunati scavano gallerie tra i secoli e nelle sale ai piani alti capomastri dal sangue dorato riducono il destino a un torneo di biliardo inglese. Vicoli scomparsi svelano la propria voce, nata da parole perdute e da un dialetto dimenticato, per raccontare leggende spezzate e sorprendenti genealogie, storie familiari di vergogna e follia. C’è una conversazione nella cupola colpita dai lampi della cattedrale di St. Paul, un parto sui ciottoli di Lambeth Walk, una coppia in crisi che trascorre una notte intera sui freddi gradini all’ingresso di una chiesa gotica e un bambino che per undici capitoli soffoca a causa di una pastiglia contro la tosse. Si sta allestendo una mostra e, sopra il mondo, un vecchio nudo e una splendida bambina morta corrono lungo gli Attici del Respiro verso la morte termica dell’universo.
Una sfarzosa mitologia per chi non ha nulla, attraverso le strade e le pagine labirintiche di Jerusalem percorse da fantasmi che cantano di ricchezza e povertà; dell’Africa, di inni e del nostro logoro millennio. Parlano dell’inglese come se fosse una lingua visionaria, da John Bunyan a James Joyce, discutono a lungo dell’illusione della mortalità post Einstein e insistono nel dire che lo slum peggiore in assoluto è l’eterna città santa di Blake. È il racconto di ogni cosa, dotato di un’immaginazione feroce e di una portata stupefacente, narrato da una fogna scomparsa.
Niente male, vero? Da non perdere…
Le albe divengono riferimenti
Tu sembri una perfezione navale a solcare i flutti siderali
mi appari nel tuo momento culminante per essere poi
l’essenzialità che mi conquista psichica,
la necessità di non essere più il chiarore di un’alba perfetta e corrotta.


