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NeXT Hyper ObscureArchivio per ottobre 5, 2012
Cristina Bellon futurismo transumanesimo connettivismo Veritatis Splendor
Bellissima segnalazione che ho preso da Giovanni “X” De Matteo. Un compendio di nuova SF frammista ad analisi sociologiche, umane e transumane, a opera di Cristina Bellon, che trovate su FutureShockOnline.
Nell’analisi accurata e profonda c’è spazio anche per il Connettivismo, e devo dire che tra singolarità tecnologiche e derive software e firmware della razza umana, vederci inseriti lì a livello mondiale ci fa solo che piacere. Qui sotto il passo che ci descrive:
La marea grafica
Dovresti assegnarti molte più icone, ora, mentre il flusso delle tue ore scorre asincrono e adesso, proprio in questo momento, segnala una stasi innaturale che preclude a un terrificante tsunami psichico.
La necessità occultata
Adopero gli strumenti del caso, ogni oggetto utile per una funzione specifica, una sola, poi decostruisco i miei bisogni e tengo con me le relative icone esplicative come un bisogno grafico, una pura convenzione empatica che nasconde i reali stati psichici del mio continuum.
Pomello di confine
Descritto su un pomello di argine, trovo le voci striscianti dell’altrove che s’insinuano nel mio paradigma, continui riverberi intrusi di lingue aliene, orrende, dei mondi altri.
.:: GUERRA E ARCHITETTURA di Lebbeus Woods | PEJA TransArchitecture research
Sarajevo, anni ’90. L’ultimo lacerante conflitto che è esploso in Europa è al centro del testo di Lebbeus Woods, Guerra e Architettura. La città di Sarajevo, posta sotto assedio dalle forze serbo-bosniache, divisa dal conflitto etnico, presidiata dai caschi blu dell’ONU, perde la propria identità di città europea, in grado di armonizzare la convivenza tra la cultura musulmana e quella cristiana. Edito per la prima volta nella serie Pamphlet Architecture nel 1993, il testo era accompagnato da una traduzione in croato: Guerra e Architettura è infatti dedicato apertamente ai cittadini di Sarajevo, a quelle stesse persone che, in quei drammatici giorni in cui il testo veniva pubblicato, erano costretti ad assistere e resistere all’assedio della propria città. Attratto dall’indagine dell’intimo rapporto che lega architettura e violenza, Lebbeus Woods ci consegna una testimonianza puntuale e commovente dell’effetto dei bombardamenti di Sarajevo, attraverso un viaggio affascinante tra le macerie della città. Il lettore, catturato da Lebbeus Woods, viene costretto a intraprendere un percorso che lo condurrà di fronte a degli interrogativi etici. Quale comportamento dobbiamo tenere di fronte alla visione della distruzione della civiltà? Quali ragioni ci portano a cancellare le ferite della storia che la città porta con orgoglio nella sua memoria? Possiamo davvero fingere che tutto ciò non sia mai avvenuto?
Questo è il nuovo progetto, anzi l’apripista del nuovo progetto, dei ragazzi di ALTA. Una casa editrice di idee architettoniche, sul suo immaginario, con le idee rivoluzionarie di chi è anche esponente transumanista; un calderone di volontà innovative e riformatrici che non ha paragoni nel panorama culturale contemporaneo. Vi lascio alle parole di Emmanuele “Peja” Pilia che illustrano molto meglio di me le idee che animano questo intenso gruppo di colti creativi.
Laibach – Under The Iron Sky
La bellissima sontuosità di questo promo di Iron Sky, i nazisti che tornano dal lato oscuro della Luna, con il commento sonoro dei Laibach. Splendido, tutto. E oscuro da vibrare di nero a contatto.
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