HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per ottobre 20, 2012
La maschera non lascia filtrare
20 ottobre 2012 alle 21:24 · Archiviato in Deliri, Oscurità, Reading and tagged: Infection, Ridefinizioni alternative
La maschera è appesa sulla parte oscena del mondo. Gli oblò si solidificano per non lasciar filtrare l’aria inquieta dal mondo esoscheletro.
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L’elemento ostile
20 ottobre 2012 alle 19:21 · Archiviato in Connettivismo, Empatia, Energia, Oscurità and tagged: Infection, Luce oscura, Nefandum psichico, Olosensorialità
Il bisogno di protezione rende il comportamento circospetto, in ascolto continuo su cosa può nuocermi, cosa può appiccicarsi addosso a me come elemento ostile.
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Nino Martino | Yamila
20 ottobre 2012 alle 16:50 · Archiviato in Catarsi, Connettivismo, Empatia, Energia, InnerSpace, Oscurità and tagged: Luce oscura, My continuum, Nino Martino, Olosensorialità, Ridefinizioni alternative, Video
Le frasi in suoni sono potenti, travalicano ogni bandiera e linguaggio e diventano poderosi bastioni umorali, emanazioni dirette del Nulla senziente.
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Cosmico
20 ottobre 2012 alle 12:46 · Archiviato in Catarsi, Empatia, Energia, InnerSpace, Inumano, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Luce oscura, Olosensorialità, Ridefinizioni alternative, SCO
Come le stelle cadono verso l’abisso, così l’abisso espelle la materia primordiale verso l’alto, verso il basso, verso i luoghi che non esistono.
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Lingue: la diversa sintassi ha origine biologica | Corriere.it
20 ottobre 2012 alle 08:09 · Archiviato in Creatività, Cultura, News, Sociale, Sperimentazioni and tagged: Language
Copio e incollo qui sotto l’intero articolo apparso sul Corriere perché ha un valore linguistico, culturale, semantico, elevato. Arrivati alla fine vi sembrerà di possedere una qualche chiave del modo di esprimersi umano.
«Cassano calcia il pallone». «Pirlo tira il rigore». Quante volte ci è capitato di ascoltare frasi del genere durante la cronaca di una partita di calcio? Diversi i giocatori coinvolti in campo e diverse le partite del campionato, ma l’ordine delle parole non cambia. Prima il soggetto, poi il verbo e infine il complemento oggetto. È questo, infatti, l’ordine delle parole tipico dell’italiano. Che, come l’inglese, il greco o l’indonesiano, nella costruzione delle frasi segue l’ordine denominato dagli esperti SVO, ossia soggetto-verbo-oggetto («il giocatore calcia il pallone»), a differenza di altre lingue, come il giapponese, il turco, il basco o il coreano, in cui l’oggetto è anteposto al verbo («il giocatore il pallone calcia»), denominate SOV.
EFFICACIA – Perché la struttura sintattica non è uguale in tutte le lingue del mondo? Ovvero, perché le circa 6 mila lingue parlate sul nostro pianeta non sono strutturalmente identiche? Ricercatori del Mit di Boston ritengono di poter spiegare queste differenze ricorrendo alla teoria dell’informazione elaborata da Claude Shannon negli anni Cinquanta. Sulla rivista Psychological Science, Edward Gibson, docente di scienze cognitive al Massachusetts Institute of Technology, sostiene che il linguaggio umano sia un esempio di quello che Shannon chiamava un «canale rumoroso» e che le lingue, di conseguenza, avrebbero elaborato determinate regole, relative all’ordine delle parole, in modo da ridurre al minimo il rischio di errori nella comunicazione. Insomma, per non compromettere l’efficacia comunicativa. Secondo Shannon, infatti, l’efficacia di una comunicazione può essere compromessa da eventuali «rumori»: fattori del contesto che possono impedire al messaggio di arrivare correttamente il destinatario.
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