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Disco psychedelia (p.1 – p.2) | PostHuman
Su PostHuman Mario Gazzola traccia in due puntate (qui e qui), con la sua consueta erudita e profonda arguzia, una sorta di traccia che percorre la musica pop ma anche sperimentale, colta, dove è possibile rintracciare le cognitività legate alla trance e alla psichedelia, un labile ma robusto filo rosso che ci lega ai primordi della nostra razza fino alle profondità di un futuro ancora da scoprire, ma che ha già i connotati del surreale e della trascendenza fino a realizzare le finiture della new wave e sue derivate; un estratto:
Dunque qual è davvero la psichedelia moderna? Il revival di sonorità vintage percorso da molto alternative rock, talvolta anche con spiritosa riproposizione di look colorati d’epoca, o le glaciali sonorità della techno da rave, che alcuni indicano come la nuova musica “da trance”?
Il fenomeno in realtà risale già agli anni ’90 e si è saldato alla scena dell’indie rock attraverso il capolavoro dei Primal Scream citato al termine della prima parte di questo servizio, cioè lo Screamadelica che ha dato la stura a tutta la scena di crossover fra rock psichedelico, a volte anche hard, e sonorità elettroniche – dal big beat al trip hop – in cui svettano nomi come Daft Punk, Prodigy e Chemical Brothers. Un vero incrocio generazionale in cui si capisce come il nuovo nasca inesorabilmente dal passato (di seguito invece vi godete la folgorante scena del ballo proprio su Supernature).
Cos’è uno stato di coscienza? – L’INDISCRETO
Da L’indiscreto un articolo che tratteggia le differenze peculiari tra “trance” ed “estasi”, profilando sullo sfondo anche l'”ipnosi”. Vi lascio a un estratto:
Numerose specie di organismi viventi presentano una variazione circadiana degli “stati di coscienza”. La maggior parte dei vertebrati di giorno sono svegli e di notte dormono. Nei mammiferi e negli uccelli il sonno presenta fasi di sonno a onde lente che si alternano con fasi di sonno paradosso (con sogni). Gli esseri umani durante la veglia possono presentare “stati non ordinari di coscienza” come la trance, l’estasi e l’ipnosi.
Il termine trance deriva dal latino transire, ovvero “passare”, “trapassare”, e si riferisce al passaggio dallo stato di coscienza ordinario a una dimensione “altra”. Da un punto di vista simbolico la trance è paragonata al “morire”, ovvero al passaggio tra la vita e la morte. Il punto di passaggio tra la coscienza ordinarie e la trance è rappresentato da una condizione di “crisi”, caratterizzata da tremore, agitazione e convulsioni, che costituisce il punto di transizione dalla condizione normale alla morte simbolica. La trance è un fenomeno collettivo, che viene raggiunto attraverso una sovrastimolazione sensoriale ottenuta con il canto, la musica (ad esempio il suono di tamburi) e la danza. Nella trance non è presente un “sé che osserva” quanto sta accadendo. Per questa ragione non è conservato alcun ricordo di quanto accaduto (amnesia). L’individuo è completamente identificato nell’azione. Le forme più note di trance sono: la trance da possessione e la trance di ispirazione o di comunione.
Il termine estasi deriva da una parola greca (ἔκστασις) collegata con l’esperienza di “uscire dal corpo” per innalzarsi in una diversa dimensione (spirituale) dalla quale contemplare ciò che accade. Diversamente dalla trance, l’estasi è una condizione raggiunta perlopiù attraverso la deprivazione sensoriale, ovvero mediante la solitudine, l’immobilità, l’oscurità e il silenzio. Una caratteristica distintiva dell’estasi è la presenza di un “sé osservante”: per questa ragione i soggetti in questo stato di coscienza sono in grado di osservare quanto sta accadendo e di ricordarlo successivamente. Le forme più note di estasi sono: l’estasi osservativa, dovuta a esperienze di uscita dal corpo (Out-of-Body Experience), oppure l’estasi dovuta all’uso di sostanze psichedeliche, alla meditazione di consapevolezza (mindfulness o sati) e alla meditazione unitiva (meditazioni che portano al samadhi).
I diversi “stati non ordinari di coscienza” possono essere considerati come punti di un continuum tra i due poli opposti dell’estasi e della trance. Come ha suggerito più di cinquant’anni fa Ronald Fischer, gli stati di trance sono collegati a una prevalente attivazione del sistema nervoso simpatico, mentre gli stati di estasi a una maggiore attivazione del sistema nervoso parasimpatico. Gilbert Rouget, nel suo famoso libro Musica e trance (1980), ha proposto di caratterizzare i due poli dell’estasi e della trance attraverso una serie di termini in opposizione tra di loro (tabella 1).
L’ipnosi, dal greco ὕπνος, “sonno”, è uno stato di coscienza non ordinario, spesso indotto in maniera artificiale, simile allo stato sonnambulico e al sonno, nel quale il soggetto esegue, in genere in maniera acritica e automatica, le suggestioni verbali suggerite dall’ipnotista. La coscienza del sé e la memoria possono essere alterate. Infatti, l’esperienza ipnotica è spesso seguita da una amnesia più o meno completa. Per questa ragione l’ipnosi viene considerata come uno stato non ordinario di coscienza vicino alla trance.
Tabella1: Caratteristiche opposte degli stati di Estasi e Trance
| Estasi | Trance |
| Immobilità | Movimento |
| Solitudine | Presenza di altre persone |
| Deprivazione sensoriale | Iperstimolazione sensoriale |
| Assenza di crisi | Presenza di crisi |
| Sé osservante | Possessione (dissociazione) |
| Ricordo degli eventi | Amnesia |
| Visioni | Assenza di visioni |


