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NeXT Hyper ObscureArchivio per Neopsichedelia
Disco psychedelia (p.1 – p.2) | PostHuman
Su PostHuman Mario Gazzola traccia in due puntate (qui e qui), con la sua consueta erudita e profonda arguzia, una sorta di traccia che percorre la musica pop ma anche sperimentale, colta, dove è possibile rintracciare le cognitività legate alla trance e alla psichedelia, un labile ma robusto filo rosso che ci lega ai primordi della nostra razza fino alle profondità di un futuro ancora da scoprire, ma che ha già i connotati del surreale e della trascendenza fino a realizzare le finiture della new wave e sue derivate; un estratto:
Dunque qual è davvero la psichedelia moderna? Il revival di sonorità vintage percorso da molto alternative rock, talvolta anche con spiritosa riproposizione di look colorati d’epoca, o le glaciali sonorità della techno da rave, che alcuni indicano come la nuova musica “da trance”?
Il fenomeno in realtà risale già agli anni ’90 e si è saldato alla scena dell’indie rock attraverso il capolavoro dei Primal Scream citato al termine della prima parte di questo servizio, cioè lo Screamadelica che ha dato la stura a tutta la scena di crossover fra rock psichedelico, a volte anche hard, e sonorità elettroniche – dal big beat al trip hop – in cui svettano nomi come Daft Punk, Prodigy e Chemical Brothers. Un vero incrocio generazionale in cui si capisce come il nuovo nasca inesorabilmente dal passato (di seguito invece vi godete la folgorante scena del ballo proprio su Supernature).
The Synthetics – Glimpses of Heaven
Powerful dal flusso istantaneo di movimenti armoniosi e fascinosi…
The Grin – Falsified Sensations
Racconti sull’onda di una strana ilarità il tuo essere ovunque, non lì.
The Orb and David Gilmour – Flat Side: Seamlessly Martian Spheres Of ref…
Attraverso i campi delle ridefinizioni mentali.
The Church – Realm Of Minor Angels
Il ritorno di questa band neopsichedelica, che sembra non aver perso lo smalto dei tempi d’oro.
Niton – Cemento | Neural
[Letto su Neural]
“Usimende”, primo brano in scaletta di Cemento dei Niton è subito fascinoso, notturno e molto immaginifico, assolvendo perfettamente al compito d’introdurre sonorità con particolare cura lavorate, sognanti e in qualche modo neo-psichedeliche o krautrock. I pezzi proposti sono quelli suonati live nell’arco degli ultimi quattro anni dalla band, che è formata da Luca Martegani (ai sintetizzatori analogici), El Toxyque (con una ricca strumentazione che va dal banjo alla pipa, passando per il marranzano e svariati altri oggetti musicali) e Zeno Gabaglio (principalmente al violoncello elettronico), incisioni che adesso sono pubblicate dalla Pulver und Asche di Chiasso e dalla berlinese Shameless e sono state mixate e masterizzate nello studio e laboratorio di sperimentazione sonora del trio a Barasso, vicino Varese, zona di laghi alpini e pace assoluta. Il coacervo di elettronica e acustica, nervi e piacevolezza, suoni sperimentali e melodia, atmosfere cupe e lisergiche, diventa il pretesto per lo stesso titolo dell’album, che evoca il cemento, un materiale che in realtà è a sua volta l’insieme di altri materiali e tecniche, minuziosamente agite allo scopo d’ottenere qualcosa di più resistente, compatto e coerente. A questa solidità multiforme delle trame s’aggiunge una notevole dose d’estetica e concettualismo che trovano la maniera d’esprimersi anche nei video di RO-M, ovvero Roberto Mucchiut, che accompagnano ognuno dei sette brani presentati e dall’artwork decisamente raffinato, che si deve a Julian Lars Gosper e ad Alfio Mazzei che ha invertito uno dei presupposti fondamentali dell’editoria musicale, sovrapponendo contenuto e contenitore. Uno dei brani, “Maas”, è infatti stampato su un flexi-disc trasparente che mediante una saldatura plastica diventa l’imballaggio del tutto, mentre il disco di cartone posto all’interno ha delle scanalature che non gli permettono di riprodurre musica. Al contrario: il disco di cartone quando è nel suo contenitore ostruisce il foro che permette di fissare il flexi disc al piatto del giradischi. Quindi per poter ascoltare la musica occorre rimuovere il dischetto di cartone e posizionare il contenitore direttamente sul giradischi. Noi vi consigliamo di lasciare tutta la confezione com’è e di ascoltare i file digitali ad alta definizione e possibilmente in cuffia: l’effetto è comunque notevole.
How Soon Is Now – Johnny Marr Live At The Crazy Face Factory
Sembra davvero di sentire ancora The Smiths, la vecchia band di Johnny Marr – chitarrina acida neopsichedelica intatta.



