HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Open Source

Carmilla on line | We are not robots – Tecnoluddismo 2/2


Su CarmillaOnLine la seconda parte sul tecnoluddismo (qui la prima) a cura di Gioacchino Toni; vorrei segnalarvi questi stralci:

Il passaggio a strategie basate sulla raccolta di dati quantitativi e sull’analisi automatizzata rappresenta un cambiamento radicale nella cultura militare». A ribadire le analogie tra la logica militare e quella industriale è il fatto che entrambe faranno ricorso a metriche quantitative; non a caso, ricorda lo studioso, a guidare la riqualificazione militare fu chiamato il segretario della Difesa, Robert McNamara, che precedentemente aveva fatto ricorso all’analisi statistica nella ristrutturazione della Ford. «L’automazione della guerra, come l’automazione dell’industria, era uno strumento fondamentale per riaffermare il controllo sui soldati ribelli in Vietnam». Esattamente come avveniva nelle fabbriche, anche in Vietnam erano sempre più frequenti gli atti di insubordinazione e sabotaggio, tanto che si pensò di sostituire le resistenze della fanteria con il ricorso a bombardamenti aerei sempre più automatizzati così come nelle fabbriche si tentava di ovviare alle insorgenze operaie attraverso l’automazione della produzione.
Nel corso degli anni Settanta la posizione degli attivisti nei confronti del computer prende due diversi indirizzi; uno, minoritario, antitecnologico, e un secondo, decisamente maggioritario, propenso a vedere nel computer uno strumento che avrebbe potuto favorire, soprattutto a partire dalla commercializzazione delle apparecchiature, pratiche di liberazione personale su cui si sarebbe poi sviluppato l’internet-attivismo.

Leggi il seguito di questo post »

Rebecca: Arte e Acciaio – Volume Due | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Rebecca: Arte e Acciaio – Volume Due, di Alessandro Forlani, seguito del romanzo “Volume uno” e ambientato nel mondo di “Thanatolia”, un universo opensource ideato da Forlani stesso aperto ai contributi di altri autori; la quarta:

Levias Aurotene, il Principe dei Mercanti di Handelbab, è morto dopo decenni di monopolio del saccheggio di tesori delle tombe: la principale attività commerciale dell’intero continente Thanatolia. Il suo immenso patrimonio è passato all’assistente Rebecca, un’inferma chiaroveggente benvoluta dal popolo. Col denaro di Aurotene, Rebecca ha ereditato il suo potere politico. È la padrona della città e del destino degli abitanti, soprattutto delle bande di avventurieri che vivevano di preda nei sepolcri. Efrin e Francesca, però – una giovane maga e una giovane spadaccina, determinate a combattere i Non Morti – sanno che Rebecca è posseduta dallo spirito di un necromante: Comédio, forse il più potente degli stregoni di Thanatolia. Ma anche il più crudele e di sicuro il più folle. Che trasforma Palazzo Aurotene in fortezza semovente e progetta la rovina degli abitanti di Handelbab.

Software psichico libero


Distribuzioni di software psichico che rasenta la libertà cognitiva estrema, quella inumana.

Strowlers | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un nuovo modo di lavorare (un po’ connettivista, lasciatemelo dire) per la realizzazione dei film: Strowlers, ovvero una libreria (per fare il paragone informatico e col mondo opensource) di universi cinematografici, messi a disposizione di chi vuole creare nuove forme narrative e d’intrattenimento.

Strowlers si propone come un universo cinematografico condiviso, messo a disposizione da Zombie Morpheus Entertainment di chi voglia arricchirlo con una sua opera.

La puntata pilota presenta il  mondo di Strowlers, nel quale magia è reale e regolata dal governo. Chiunque abbia poteri magici deve registrarsi o nascondersi. Il sito ufficiale contiene le informazioni su dove trovare le puntate finora prodotte, come ottenere la licenza per utilizzare l’universo condiviso, e la “Bibbia” operativa dello stesso.

Coloro che non avesse interesse creativo, ma solo come spettatori, possono registrarsi per essere contattati come potenziali finanziatori del progetto, mediante campagne di crowfunding, o supportando i produttori su Patreon.

Orwell 2.0 • Sull’amaca blog


Una segnalazione di un convegno che si svolgerà a Verona il 17 maggio, alle 19.30. Dall’AmacaBlog, il testo lo riporto interamente qui sotto; meritevole…

Internet e smartphone: quanto è profondo l’abisso in cui siamo caduti? Si può tornare indietro dopo aver visto la tana del Bianconiglio? Un incontro con i nostri esperti ci chiarirà una volta per tutte come guarire della tecnopatia.

Giovedì 17 maggio, presso il campo sportivo Luigi Piccoli, via Caroto 1, angolo via Venturi, Porta Vescovo, a Verona, alle ore 19:30 si terrà l’incontro Orwell 2.0 – organizzarsi contro la schiavitù tecnologica, a cura di Michele Bottari e Davide M.

Il caso facebook-Cabridge Analytica ha mostrato che non si tratta di informazioni commerciali: i nostri dati sono usati per fini politici e di controllo sociale. Il cappio non è mai stato così vicino alla nostra gola. A confronto della realtà del 2018, il 1984 letterario è acqua fresca: nemmeno Orwell aveva previsto la completa adesione, anzi, l’entusiasmo con cui le vittime si sarebbero sottoposte al giogo.

Il mondo sta cambiando rapidamente. In peggio. Gli alleati non ci sono più: Linux e gli hacker sono rimasti a presidiare il fortino dei PC e dei server web (vedi L’arma finale 2: come ci possiamo difendere). Vittoriosi, ma con medaglie di cartone, visto che la battaglia vera si svolge altrove.

Nell’era dei droni e delle bombe intelligenti, l’arma più potente la portiamo in tasca (vedi L’arma finale), ed è rivolta verso di noi. E guai a far sentire una voce dissonante: si rischia di essere tacciati di nemici del progresso o peggio criticati di attentato alla sicurezza sociale.

Davvero pensiamo sia possibile fare politica usando la tecnologia del nemico? Davvero non ci interessa che alcune aziende private straniere abbiano una dossier completo su di noi, anche solo per fini commerciali? Davvero pensiamo che il nostro telefonino sia solo un telefonino? Del resto, quante volte leggiamo gli ingredienti di ciò mangiamo? Quanto ci interessa?

Due eretici della tecnologia (con la ‘t’ minuscola), ci illumineranno con la torcia dello smartphone la tana buia del Bianconiglio, facendoci appena intuire l’abisso in cui siamo precipitati.

Ma niente paura: c’è ancora spazio per resistere, certo servirà forza di volontà e un fisico d’acciaio. Nonostante questo magari saremo sconfitti, ma almeno consapevoli. Una proposta che avrà un costo, magari basso, ma diverso da zero. Perché quando un prodotto è gratis, il prodotto siamo noi.

Micro-ritmos, AI orchestrating bacteria | Neural


[Letto su Neural]

Se la cibernetica in origine era strettamente legata alle macchine autoregolanti, immaginate dai loro creatori alla pari di esseri biologici, successivamente tale disciplina si estese su scala ambientale, simulando il complesso collegamento di processi differenti all’interno di un intero ecosistema. Il collettivo artistico Interspecifics si colloca su questa scia. La loro opera “Micro-ritmos” è costituita da uno spazio sensoriale formato dall’interazione fra processi biologici, calcolo digitale e sensazioni umane. L’opera è animata da segnali elettrici generati da cellule di batteri presenti nel terreno raccolto sul posto. I deboli segnali generati dai batteri sono amplificati e usati per attivare una serie di luci lampeggianti. In “Micro-ritmos” le luci sono catturate da videocamere collegate ai computer che utilizzano algoritmi di apprendimento automatico per il riconoscimento di pattern. Una forma di intelligenza artificiale mappa la sequenza di luci generando un suono emesso da un sistema di speaker ad 8 canali. Gli spettatori possono provare a decodificare i pattern percepiti oppure possono rilassarsi e lasciarsi incantare dal risultato. La tecnologia utilizzata è open source e ben documentata sul sito degli artisti.

VV.AA. – Manifestos: Manifestos For The Internet Age | Neural


[Letto su Neural.it]

Manuel Schmalstieg della Greyscale Press comprende bene quello che concerne il pubblicare nell’era post-Internet. Non solo perché il suo catalogo di libri è pieno di testi critici originariamente disponibili solo online, ma soprattutto perché applica una talentuosa qualità nell’editing e idee alla quantità indistinta di contenuti interessanti ai quali possiamo accedere sullo schermo. Quando si tratta di manifesti, va notato che molti di questi sono stati dimenticati negli ultimi decenni, languendo in siti web impopolari o mailing list, anche quando sono estremamente importanti. Inoltre, il formato manifesto è una sintesi di slancio e di analisi in un breve lasso di parole, che continua a funzionare oggi, a causa dei suoi aspetti comunicativi distintivi (il manifesto è autorevole, chiaro e breve). Tradizionalmente, i manifesti dovevano essere molto visibili, pubblicati in una piazza popolare e frequentata, oppure bene in evidenza su un rilevante giornale o magazine. Significativamente questo sembra essere un valore costante, come la “Declaration of the Independence of Cyberspace”, che divenne definitivamente popolare dopo la sua pubblicazione sulla rivista Wired. La collezione è suddivisa cronologicamente – prima del 2000 e poi nei due decenni successivi – e raccoglie molto più di semplici classici (come Computer Lib, GNU, Unstable Media, Lo-Fi, Critical Engineering, etc.). La ricerca è ben focalizzata sulla critica della tecnologia e su svariate operazioni di taglio artistico e così – ad esempio – troviamo Hactivismo, the Web Indépendant, the New Clues e the Xenofeminism manifesto, tutte edizioni adesso riprodotte in un piccolo formato tascabile, rese allo stesso tempo adeguate per essere trasportate ovunque e diventare ad uso di stampa un buon caso edito e archiviato.

Richard Stallman e il compagno smartphone – l’Espresso


English: Richard Stallman gives a talk on Free...

Su L’Espresso, un’intervista a Richard Stallman che inquadra assai bene i rischi – anzi, le certezze – di questa società ipertecnologica e gestita da multinazionali delle comunicazioni in combutta con gli Stati e determinate a fare cassa il più possibile, in ossequi ai dettami iperliberisti. Leggete qui:

Assistiamo a una mediatizzazione sempre più pervasiva delle nostre esistenze. Da un lato smartphone e computer hanno rotto il monopolio dei mezzi unidirezionali come la televisione, dall’altro sembrano diventati imprescindibili per le nostre esistenze.
«La democrazia e le libertà individuali sono a repentaglio ugualmente. Avere un cellulare oggi significa essere costantemente sotto la minaccia della tracciabilità. E non solo. Ogni dispositivo ha una backdoor universale comandabile da remoto che può trasformare in qualsiasi momento il nostro microfono in un registratore permanente. Anche se non stiamo parlando al telefono o ad apparecchio spento. È quello che ho chiamato “Stalin’s dream”, il sogno di Stalin. L’unica soluzione è usarli il meno possibile. Una democrazia che si rispetti sa tutelare i suoi cittadini, a partire dai suoi dissidenti».

Lei si è apertamente schierato contro i più grandi colossi dell’hi-tech come Apple e Microsoft. Che cosa imputa a queste compagnie?
«Innanzitutto impediscono l’accesso ai codici sorgenti dei loro programmi ostacolando qualsiasi cambiamento. Per me i prodotti Apple si dovrebbero chiamare tutti “iPrison”, in quanto minano alla base le libertà informatiche dal momento che accettano solo programmi sviluppati esclusivamente dalla compagnia. Ogni foto o video prodotto su un dispositivo Apple finisce immediatamente sui server della compagnia. Il livello di censura è allarmante: una applicazione di nome Metadata+ che svelava informazioni sugli attacchi nel mondo da parte dei droni statunitensi è stata bloccata per ben cinque volte. Lo stesso avviene su servizi che riguardano il diritto all’aborto o l’occupazione dei Territori palestinesi. La Microsoft ha inserito intenzionalmente su Windows dei bug e backdoor per modifiche unilaterali a distanza. Per non parlare del  controllo che esercita: Windows 10 ha per esempio tredici schermate di opzioni sulla sorveglianza di difficilissima disattivazione. Ognuna di queste compagnie produce software intenzionati a captare informazioni ai propri utenti. Ricorrere ai software liberi è sempre più urgente».

Open Source Hard Ware, a definition and a statement of principles | Beyond The Beyond | Wired.com


I principi dell’open source possono essere estesi, dal software, all’hardware. Bruce Sterling, sul suo blog, ce ne dà info, con questo post da dove estrapolo in lingua albionica alcuni illuminanti passi:

1. Documentation

The hardware must be released with documentation including design files, and must allow modification and distribution of the design files. Where documentation is not furnished with the physical product, there must be a well-publicized means of obtaining this documentation for no more than a reasonable reproduction cost, preferably downloading via the Internet without charge. The documentation must include design files in the preferred format for making changes, for example the native file format of a CAD program. Deliberately obfuscated design files are not allowed. Intermediate forms analogous to compiled computer code — such as printer-ready copper artwork from a CAD program — are not allowed as substitutes. The license may require that the design files are provided in fully-documented, open format(s).

2. Scope

The documentation for the hardware must clearly specify what portion of the design, if not all, is being released under the license.

3. Necessary Software

If the licensed design requires software, embedded or otherwise, to operate properly and fulfill its essential functions, then the license may require that one of the following conditions are met:

a) The interfaces are sufficiently documented such that it could reasonably be considered straightforward to write open source software that allows the device to operate properly and fulfill its essential functions. For example, this may include the use of detailed signal timing diagrams or pseudocode to clearly illustrate the interface in operation.

b) The necessary software is released under an OSI-approved open source license.

Stampanti 3D e open source il nuovo volto dell’hardware – Repubblica.it


Su Repubblica.it un interessante articolo sulle stampanti 3D che stanno, ora, diventando sempre più popolari ed economiche, dotate di software opensource che permettono di stampare con la plastica praticamente qualsiasi oggetto tridimensionale, aggirando i divieti e le pretese delle multinazionali, titolari di ogni tipo di brevetto. Ancora una volta, un grosso impulso alla creatività e al benessere viene dal mondo aperto, non da quello inaccessibile nei meccanismi dei detentori di tecnologia chiusa.

ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

le pagine dei nostri libri

E' solo un punto di vista

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

blog 57

testi e fotografie dell'autore

Jam Writes

Where feelings meet metaphors and make questionable choices.

Creative

Travel,Tourism, Life style "Now in hundreds of languages for you."

DestinodiLux

"Una persona che non ha mai fallito è una persona che non ha mai tentato"

Upside Down

Nadine Spaggiari Scrittura Creativa

maurizio landini

poesia e scrittura

Manuela Di Dalmazi Poetry

𝙇𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙞𝙩𝙖̀ 𝙫𝙞 𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚𝙧𝙖̀ 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙞 (𝙂𝙫 8,32)

Tempera

Rivista moderna di argomenti trascorsi

Troglodita Tribe

Antispecismo e Liberazione Animale

Sogni e poesie di una donna qualunque

Questo è un piccolo angolo di poesie, canzoni, immagini, video che raccontano le nostre emozioni

Francesca Pratelli

Psicologia dell’identità attraverso la scrittura

METATRON - Rivista di Letteratura del Fuori

Rivista di Letteratura del Fuori

Re-Born Project ITALIA

Spirit & Mind Re-coding

©STORIE SELVATICHE

elena delle selve racconta...

My Low Profile

Vôla bas e schîva i sas

Komplex

THE THEATER OF THE GAME23

Pomeriggi perduti

quasi un litblog di Michele Nigro

Architetture Minimali

Blog di Stefano Spataro

Myrela

Art, health, civilizations, photography, nature, books, recipes, etc.

A Cup Of History

Storia e Archeologia... nel tempo di un caffè!

Axa Lydia Vallotto

Un giorno dominerò la galassia. Nel frattempo scrivo.

LES FLEURS DU MAL BLOG

Benvenuti nell'Altrove

The Sage Page

Philosophy for today

Gabriele Romano

Personal Blog

Sobre Monstruos Reales y Humanos Invisibles

El rincón con mis relatos de ficción, humor y fantasía por Fer Alvarado

Gerarchia di un’Ombra

La Poesia è tutto ciò che ti muore dentro e che tu, non sai dove seppellire. ( Isabel De Santis)

A Journey to the Stars

Time to write a new Story

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

chandrasekhar

Ovvero come superare l'ombra, la curva della luna, il limite delle stelle (again)

The daily addict

The daily life of an addict in recovery

Tiny Life

mostly photos

SUSANNE LEIST

Author of Paranormal Suspense

Racconti Ondivaghi

che alla fine parlano sempre d'Amore

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

Creative T-shirt design Mart

An Online Design Making Site

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora