HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per gennaio 17, 2026
Carmilla on line | Il complotto dei progetti che non funzionano
Su CarmillaOnLine una recensione di Franco Ricciardiello a Nero. Il complotto dei complotti, romanzo fantastico di Luca Giommoni; vi lascio alle parole di Franco:
Il sottotitolo potrebbe farci credere che si tratti di un thriller, o persino di un saggio sul complottismo; tutt’altro: è un romanzo di genere fantastico, scritto con stile realistico e al tempo stesso surreale, che racconta una storia di viaggi nel tempo basata su un’idea diversa da qualsiasi cosa possiate avere letto: il fine è infatti il tentativo di trovare una soluzione definitiva (soluzione finale verrebbe da dire) alla questione della disoccupazione.
La storia è divisa in tre parti distinte; la prima è un divertente, paradossale, surreale romanzo che amplifica, deforma e dileggia la defatigante ricerca di un lavoro da parte di un giovane neolaureato, in una parte qualsiasi d’Italia — in questo caso, un comune della provincia toscana. Direte che è fin troppo facile schernire la macchina burocratica attuale, un’organizzazione che serve solo a mantenere un esercito di giovani inoccupati in perenne attesa, ma nel romanzo c’è di più: c’è la protervia di una “razza padrona”, la sua irrazionalità, la mancanza di visione sul futuro che caratterizza l’apparato produttivo di un paese in stagnazione morale. A volte il tono della narrazione scivola nell’amaro, e la scrittura affonda il dito nella piaga:
“Un mondo in cui genitori, più o meno poveri, avevano fatto di tutto per far studiare i loro figli, nascondendo la loro fragilità, il loro bisogno di rimanere vivi, la rapina ininterrotta della realtà nei loro confronti, dietro menzogne di espansione occupazionale, miraggi di aumenti salariali progressivi, promesse di lieto fine a tempo indeterminato, e tutte queste fraudolente illusioni le dicevano in assoluta buonafede, ad alta voce, forse per coprire il rumore di fondo che minacciava la loro sicurezza, ottenendo come unico risultato dei loro investimenti che, alla fine degli studi, i loro figli si erano ritrovati più poveri di loro” (pag. 106)
Strani giorni: IL FATO NON DORME MAI – CAPITOLO QUARTO: PAROLE SEGRETE
“L’assenza del tempo non significa che tutto sia gelato e immoto. Significa che l’incessante accadere che affatica il mondo non è ordinato da una linea del tempo, non è misurato da un gigantesco tic-tac. Non forma nemmeno una geometria quadridimensionale. È una sterminata e disordinata rete di eventi quantistici.”
Carlo Rovelli
Con questo esergo si apre una segnalazione di una poesia di Ettore Fobo uscita sul suo blog; al di là delle sempre magnifiche composizioni di Ettore, il concetto espresso da Rovelli costruisce un ponte connettivista (lasciatemelo dire) tra le dimensioni, e se ci fosse davvero un Premio Connettivismo sarebbe lui a vincerlo. Insieme a Ettore, ovviamente.
Interference Spores 2.0, organic complex communication | Neural
[Letto su Neural]
Uno degli aspetti affascinanti dei software predittivi è la loro apparente complessità e imperscrutabilità. John Wild si basa su questo concetto e crea una nuova idea di software di intelligenza artificiale che mira a relazioni simbiotiche sostenibili tra “intelligenze” meccaniche e organiche. Con Interference Spores 2.0, estende la comunicazione del micelio a vari livelli, ad esempio amplificando le sue attività elettriche, i cui segnali vengono trasmessi attraverso una rete WIFI, per ottenere concettualmente una simbiosi più forte attraverso le sue spore rispetto a quanto già avviene. La complessità della comunicazione organica diventa quindi una speranza per elevare i risultati a un livello davvero non convenzionale e imprevedibile.
Dea celtica Dôn : la mitologia e il potere della divinità madre celtica | Iridediluce
Su IrideDiLuce un esempio di come ovunque le leggende divengano prima o poi mito, con l’intrecciarsi di entità e nomi diversi e afferenti a immaginari ben definiti, prendendo a prestito la mitologia norrena e alcune figure divine comprese dalla mistica celtica; un estratto:
Addentrandoci nell’intricato arazzo della tradizione celtica, emergono parallelismi tra i Figli di Dôn e i Tuatha Dé Danann. Entrambi i gruppi incarnano forze potenti nelle rispettive mitologie, con misteriosi legami che alludono a origini o influenze comuni. I legami tra Dôn e i Tuatha Dé Danann, rappresentati da personaggi come Danu, amplificano ulteriormente l’intrigo che circonda il suo personaggio e il pantheon più ampio.
Esplorando la discendenza di Dôn, ci imbattiamo nella possibilità di una sua relazione con Beli, che si ritiene sia il padre di Arianrhod e potenzialmente l’altro discendente di Dôn. Questo legame ancestrale presenta un’intrigante rete di connessioni, suggerendo una dinamica familiare che si estende attraverso più generazioni e regni mitologici. Sorgono anche speculazioni sulla possibile identificazione di Dôn con Anna, intrecciando ancora una volta la sua storia con la discendenza divina di Beli e la loro famiglia allargata.




