HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per giugno 15, 2012
In quale continuum?
Manipolato nel kernel più inaccessibile – l’ultimo strato prima del carapace – disegno i circuiti olografici integrati del mio software quantistico, li applico, ma non so in quale continuum ciò avviene.
Asfissia
Incapsulato in un continuum_lager, cerco le strade alternative che mi portano, tutte, verso il nulla cortocircuitato. Senso di asfissia…
La velina matematica
Intrico matematico di elevata complessità postumana, verso i limiti del disincarnato. Milioni di ecosistemi dimensionali vivono in una sola immagine.
∂| ThrillerMagazine | H. P. Lovecraft – L’orrore della realtà
ThrillerMagazine.it segnala l’uscita dell’ennesima opera dedicata a H. P. Lovecraft, un saggio che ne analizza l’opera attraverso il suo lascito epistolario.
Howard Phillips Lovecraft, attraverso le sue opere, ha rinnovato completamente la narrativa del fantastico e dell’orrore. Quando morì — nel 1937 ad appena 47 anni — era praticamente uno sconosciuto, ma nei suoi straordinari racconti, nei suoi saggi, nelle sue lettere ricche di umanità e di vero genio aveva piantato i semi di una rivoluzione copernicana della cultura: soltanto oggi si comincia a capire la portata del suo influsso sulle generazioni gli sono succedute.
L’opera è curata da due colossi, anzi i due veri colossi del genere Fantastico: Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, e l’editore (Edizioni Mediterranee) completa il prestigioso quadro dell’imperdibile opera.
L’ingresso del fantastico a tutti i livelli della cultura popolare — dalla narrativa al cinema, dai videogiochi alla pubblicità, dai fumetti alla televisione — è avvenuto attraverso i moduli stilistici da lui individuati e delineati nella prima metà del secolo scorso. Non solo, ma in una società come quella fra le due guerre mondiali, orgogliosa delle sue certezze e dei suoi progressi tecnologici, fu tra i primi a individuare i sintomi dello shock del futuro, della crisi delle ideologie, del rovesciamento dei valori, delle incertezze derivanti da una scienza senza coscienza che oggi turbano le menti di tutti.
In questo volume sono raccolti i passi essenziali, tratti dal suo incredibilmente vasto epistolario, in cui Lovecraft tracciò le sue idee sul mondo, sulla società, sul fantastico, sulla scienza, sulla politica, sul futuro dell’uomo, e in cui delinea i contorni di un cosmo immenso e inconoscibile, che non potremo mai afferrare con la ragione, ma dai cui abissi emerge un frullio d’ali di tenebra che viene a turbare la nostra serenità fondata sull’ignoranza.
H.P. Lovecraft — L’Orrore della Realtà. La visione del mondo del rinnovatore della narrativa fantastica. Lettere 1915-1937 (Edizioni Mediterranee) a cura di Gianfranco De Turris, Sebastiano Fusco – Pag 296 — € 24,50 — ISBN: 9788827218839
Recensione a La giustizia di Iside e intervista a Clelia Farris | KippleBlog
La mia opinione:
Si prova un piacevole straniamento immergendosi nelle pagine di questo libro in cui l’Egitto di un universo parallelo diviene terra di confine tra la vita e la morte.
In una caotica e cinetica contrapposizione tra eccessi moderni (l’uso di biotecnologie e lo spettro di antichi esperimenti genetici) e pura filosofia “verde” applicata alla vita di ogni giorno, si compone un seduttivo affresco, a ricche e vivide penellate, fatto di amori consunti, sodalizi inattesi, intrighi, crimini efferati e misteriosi. Nulla è insignificante o improvvisato. Ogni personaggio mantiene per tutta la narrazione la sua “raison d’être”, mentre pian piano l’ideale si scontra con la realtà, con il conformismo della normalità che mal tollera i richiami a un passato etablissement, si fa sempre più scomodo il mistero della fine della vita e della natura dell’anima e le certezze si sfaldano lasciando spazio al cambiamento. Mettendo in rapporto il crimine con il potere, lasciando la parola ai suoi personaggi a tacendo molti particolari (solo nel glossario finale si avranno alcuni chiarimenti), la Farris dona profondità, credibilità e appeal a tutta la narrazione che, ulteriormente impreziosita da un vocabolario ricco di sfumature e vezzi linguistici (l’ideazione di un dialetto completamente inventato può sconcertare in un primo momento ma attira efficacemente l’attenzione), invita e invoglia il lettore ad esplorare autonomamente l’opera, libero da ogni forzatura o costrizione autoriale.
Una storia immaginifica e sorprendente, raccontata con eclettico rigore da una delle più promettenti autrici italiane che abbia letto negli ultimi tempi.



