HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per giugno 6, 2012
Nano’s
Le schede notturne s’impregnano di essenze nanoestese, i profumi sembrano nascere dai fiori qui intorno e invece sono le cellule di nanospore a esplodere silenziosamente, a un preciso comando neurale. Di chi? Mi giro sospettoso, potrei essere spiato da individui tecnologici disincarnati.
The Church – Columbus
Il filone sinestetico si amplia. Lascio andare i sensi, e canto sotto un cielo verde acido.
Decoro psichedelico
Decoro psichedelico lasciando andare le suggestioni, come sentir recitare una song acida dalle parti di Colombus.
Kipple.it: Continuano le recensioni a La giustizia di Iside
[Letto su KippleBlog]
Nell’altro Egitto di Clelia Farris ci sono i Sette, una super-squadra poliziesca, che – in certe condizioni – possono scambiare l’anima di chi è stato ucciso con quella della vittima.
Gran romanzo questo «La giustizia di Iside» che è uscito nella collana Avatar – della genovese Kipple Officina Libraria – prima in e-book e ora in cartaceo (240 pagine per 15 euri).
Al centro della trama sono i Sette. La squadra non può funzionare (o meglio: non può tentare di richiamare in vita i morti) se è incompleta. Così quando Menes è ucciso, al suo posto viene chiamata Naima che in quel momento è a caccia di un assassina/o – o di una maga? – che dissangua le vittime ma alla cui esistenza poche/i credono. Naima è una poliziotta metodica quanto sentimentalmente inquieta: la promozione non le piace soprattutto quando passa l’esperienza traumatica del Serdab, la stanza segreta dove i Sette evocano Iside per lo scambio delle anime. Alla fine Naima risolverà, quasi da sola, il mistero ma il futuro dei Sette forse non dipende solo dagli esiti di una congiura politica (il vecchio regime che rialza la testa? I Greci?) ma dalle loro deficienze umane prima che investigative, dai limiti dell’obbedienza alla realtà. O per citare Eraclito: «La guerra è comune, la giustizia è contesa e tutto accade secondo contesa e necessità».
L’altro Egitto della Farris è un perturbante misto di moderno, antico e X. C’è il culto dei morti ma anche la lotta all’inquinamento industriale. Si comunica con l’ostrakon, una conchiglia il cui mollusco è stato modificato geneticamente. Le droghe sono all’incirca tollerate ma c’è grande allarme per il mazut, una sostanza psicotropa ottenuta dalla cottura degli animali di quel Mare-di-sotto dove abitano creature che possono finire nelle leggende metropolitane ma anche nei laboratori dove il dottor Wandjiuk mostra a Naima il pharmakos, una sorta di murena succhia-sangue.


