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Carmilla on line | Un viaggio in ucronia
Su CarmillaOnLine la recensione di Paolo Lago a Ucronia, di Emmanuel Carrère, uscito per Adelphi; un estratto:
Certo, si potrebbe pensare che l’ucronista, sotto sotto, possa essere anche un oscuro creatore di fantasie di complotto dal momento che molti complotti, come nota Wu Ming 1 in La Q di Qomplotto, si basano su “un gioco di realtà alternative divenuto mostruoso”. Perché non dobbiamo mai neanche sottovalutare, per utilizzare un’espressione di Carrère, “l’onnipotenza di chi ha in mano la penna” e basterebbe evocare un titolo come Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, in cui si infittiscono manoscritti criptati dai quali per gioco emergono piani e fantasie di complotto. E anche quest’onnipotenza – si potrebbe aggiungere – appare del tutto appartenente alla modernità: oggi, nel mondo digitalizzato, basterebbe forse sfiorare pochi tasti di un touch screen. Del resto, lo stesso Manzoni nei Promessi sposi, pur non creando un’ucronia, grazie al potere e alla maestria della sua penna (con la quale ci ha anche presi in giro creando la messinscena del manoscritto ritrovato) ha ritagliato all’interno della storia una vicenda fantastica (ma plausibile) con personaggi anch’essi fantastici ma anche profondamente realistici. L’ucronista-complottista, allora, quasi fosse l’oscuro killer di un romanzo noir, avanzerebbe cancellando prove e eliminando studiosi e testimoni, per creare il suo universo alternativo e per tramandarlo ai posteri, come in una versione moderna di Matrix.
L’ucronista non è un folle, anzi, è estremamente lucido e intelligente perché ha trasformato la sua idea ucronica in un feticcio: il suo solo campo di battaglia – nota Carrère – è la memoria. Se l’ucronia a carattere ‘privato’ e personale può portare a speculazioni, appunto, dal carattere più o meno innocuo (del tipo, se io avessi studiato fisica nucleare probabilmente adesso non starei qui a scrivere questa recensione, ma non si sa mai), quella che ingloba grandi accadimenti storici può essere uno strumento di potere. Charles Renouvier, nella sua opera che si intitola appunto Ucronia, “non dipinge un idillio, non traccia, come Geoffroy, una curva trionfale tutta ascendente: ci sono guerre, invasioni, crisi, proprio come nella realtà” (e in questo modo l’ucronia appare più verisimile). Il filosofo francese costruisce un mondo in cui il cristianesimo non ha attecchito in Occidente, restando relegato in Oriente. In Occidente, anche nella modernità, continua a prosperare la potenza di Roma, rigorosamente pagana, perché gli imperatori hanno cercato di bloccare l’avanzata del cristianesimo in ogni modo (infatti, “se mai riusciranno a trionfare, dovremo rinunciare a tutto ciò per cui la vita è degna di essere vissuta: ai nobili piaceri, alla virtù disinteressata, alla libertà di cui godiamo, alla speranza di estenderla nel mondo…”). Sempre su questo tema, si potrebbero ricordare allora altri romanzi che Carrère nel 1986 non poteva conoscere, e cioè la trilogia ucronica di Sophie McDougall, composta da Romanitas (2005), Roma brucia (Rome burning, 2007) e Il sangue di Roma (Savage city, 2010), in cui si immagina appunto che l’impero romano non sia mai caduto arrivando fino ai giorni nostri.
Cristina Donà, dal vivo tra le mura del castello di ‘Ladyhawke’: “È un cerchio che si chiude” – Repubblica.it
Da Repubblica prendo la segnalazione di un concerto davvero particolare, quello che Cristina Donà ha eseguito due giorni fa a Rocca Calascio, in provincia de L’Aquila, al tramonto (la location de Il nome della rosa e Ladyhawke). Su questo link potrete leggere un’intervista alla sempre interessante e delicata artista milanese.
Addio a Umberto Eco | FantasyMagazine
È morto ieri sera Umberto Eco. Un lutto enorme per la Cultura, non solo italiana. Su FantasyMagazine un articolo di Emanuele “Manex” Manco per ricordarlo significativamente.
Affascinato, come milioni di lettori, dal suo romanzo Il nome della rosa (Premio Strega 1981), non riesco a dimenticare che da studente senza molte disponibilità, acquistai appena uscita l’edizione cartonata di Il Pendolo di Focault, per immergervi in un mondo meta-narrativo, un saggio mascherato da romanzo, che apriva gli orizzonti verso temi, dal complottismo ai templari, che avrebbero dominato la scena mediatica per decenni.
Altro momento spassoso erano le sue Bustine di Minerva, elzeviri che apparivano sull’Espresso nei quali Eco esaminava con arguzia contraddizioni del mondo d’oggi.
Molta della sua narrativa appartiene a un territorio che se fantastico non è del tutto, è tangente al nostro mondo, alla nostra sensibilità: da L’isola del giorno prima (1994) a Baudolino (2000) senza dimenticare La misteriosa fiamma della regina Loana (2004) e Il cimitero di Praga (2010), fino all’ultimo Numero Zero.
A parte Apocalittici e Integrati, è ricordato per tanta saggistica tra i quali l’importante Trattato di semiotica generale (1975) e, insieme a Jean-Claude Carrière, Non sperate di liberarvi dei libri (2009).
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∂| FantasyMagazine | Storia delle terre e dei luoghi leggendari
Da FantasyMagazine la segnalazione di un saggio scritto da Umberto Eco sul mondo del Fantastico, Storia delle terre e dei luoghi leggendari.
Dai poemi omerici alla fantascienza contemporanea, dai testi sacri ai fumetti, passando per tutti i capisaldi della nostra educazione alla lettura (dai “Ventimila leghe sotto i mari” ad “Alice nel paese delle meraviglie”, dal “Milione” di Marco Polo a Tolkien), l’umanità ha continuamente inventato terre immaginarie e leggendarie, proiettando lì desideri, sogni, utopie, incubi troppo ingombranti e impegnativi per il nostro limitato mondo reale. Umberto Eco ci conduce in un vero e proprio viaggio illustrato in queste terre lontane e sconosciute, facendoci scoprire da chi sono abitate, quali passioni le attraversano, quali eroi le abitano e, soprattutto, quale importanza rivestono per noi. Un percorso erudito e godibile insieme che accosta testi antichi e medievali a testi contemporanei, film a poemi, fumetti a romanzi che hanno segnato la sensibilità e la formazione di tutti noi.
Una pubblicazione da tenere sul comodino, sempre, da consultare a ogni dubbio o suggestione.
Umberto Eco, Storia delle terre e dei luoghi leggendari. (2013) – Bompiani — Collana Saggi — Pag. 480 — 35 € – ISBN: 45273926




