Archivio per Prostituzione
27 luglio 2025 alle 10:43 · Archiviato in Cybergoth, Empatia, Erox, InnerSpace, Oscurità, Progetti, Reading, Surrealtà and tagged: Frascati, Impero Connettivo, Menade, Prostituzione, Sacro
Trascinando oltremodo la stasi, come una paura di procedere – per la fatica immane che attende – mentre le immagini evanescenti e atomiche della prostituta sacra agitano statuarie e saltuariamente la fantasia in ascolto sotteso…
24 luglio 2025 alle 16:55 · Archiviato in Catarsi, Concerti, Creatività, Empatia, Energia, InnerSpace, Onirico, Oscurità, Progetti and tagged: Dioniso, Fields of the Nephilim, Menade, Prostituzione, Sacro, The Eden House, Video
Le menadi al cospetto dell’estasi che introduce alla sacralità…
20 luglio 2025 alle 20:17 · Archiviato in Creatività, Empatia, Energia, InnerSpace, MobLog, Oscurità, Progetti, Ricordi, Surrealtà and tagged: Frascati, Impero Connettivo, Luce oscura, Menade, Perversioni, Prostituzione, Sacro
Ho ancora pochissime certezze: la prima a palesarsi è stata la scena del ritrovamento, poi mi è diventato chiaro il nome – Lavinia, come un sussurro intenso nella mente – e infine l’ombra di chi sta narrando (chi è, realmente?) si è presentata informe, fumosa.
Sono fermo qui, adesso, mentre continuo ad arrovellarmi sul senso della narrazione e sul ruolo del narratore più che di Lavinia; sullo sfondo, le distopiche ombre scure imperiali si agitano indefinite, distanti, vaghe come una nemesi…
18 luglio 2025 alle 11:42 · Archiviato in Empatia, Energia, Erox, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Progetti, Quantsgoth, Reading, Surrealtà and tagged: Dioniso, Frascati, Impero Connettivo, Menade, Perversioni, Prostituzione, Sacro
L’appuntamento come una piccola pietra miliare cui riferirsi per le empatie morbose, come un richiamo di pietra, come un trasporto muliebre: prostituzione sacra una delle terminazioni più letali del percorso psichico.
16 luglio 2025 alle 17:48 · Archiviato in Empatia, Energia, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Dioniso, Divinità, Frascati, Infection, Menade, Prostituzione, Sacro
L’elenco è stilato con le prerogative massime, un fiotto di liquami mentre attendi quel flusso empatico che ti avvolge la psiche.
14 luglio 2025 alle 20:27 · Archiviato in Empatia, Energia, Erox, Filosofia, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Progetti, Quantsgoth, Reading, Surrealtà and tagged: Castelli Romani, Dioniso, Frascati, Impero Connettivo, Menade, Prostituzione, Sacro
…e rimango a guardarti, per istanti come eoni, fin quando mi arriva lo schiaffo della consapevolezza e della libido, della potenza della tua carne nutriente: prostituta sacra, e io non posso fare altro che desiderarti…
9 luglio 2025 alle 15:23 · Archiviato in Progetti, Reading and tagged: Dioniso, Frascati, Impero Connettivo, Menade, Prostituzione, Sacro
Un sapore di tenue trasgredito, di evocazioni che trapassano il sacro e il torbido, nella comprensione del morboso e della perversione: la sacra prostituzione apre il portale della libido, la trasforma in trascendenza.
7 luglio 2025 alle 21:37 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Empatia, Energia, Erox, Fantastico, Filosofia, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Passato, Progetti, Reading, Sesso quantico, Storia and tagged: Dioniso, Frascati, Impero Connettivo, Luce oscura, Menade, My continuum, Perversioni, Prostituzione, Sacro, Silyon
Attraversando gli istanti della concupiscenza interiore, la Menade si muove nella psiche usando il fascino perverso della prostituzione sacra.
11 novembre 2020 alle 08:30 · Archiviato in Cultura, Oscurità, Passato, Sociale and tagged: Cimiteri, Impero Romano, Luce oscura, Prostituzione, Roma
Su VanillaMagazine un bel post che indaga le consuetudine postribolari del mondo romano, in particolare si pone l’accento sulle prostitute che in un modo assai gothic, diremmo così oggi, consolavano i parenti dei defunti all’interno dei cimiteri. Un estratto:
Le bustuariae, chiamate anche nocticulae, esercitavano di notte all’interno dei cimiteri. Incarnavano il lato oscuro della prostituzione, esaltato anche da un certo aspetto fisico che oggi definiremmo dark: incarnato pallido e volto senza espressione, sguardo gelido quasi da defunta e movimenti del corpo lentissimi.
Solitamente il primo approccio con i clienti avveniva durante un funerale, visto che la maggioranza delle bustuariae di giorno lavorava come prefica e piangeva per morti sconosciuti. Secondo il poeta romano Marziale erano i vedovi recenti a essere attratti dalle bustuariae, per quel loro modo lugubre e lamentoso di gemere durante l’amplesso, disposte ad assecondare fantasie macabre, come fingere di essere un cadavere o consumare il rapporto sulla terra appena scavata di una tomba.
7 aprile 2018 alle 22:51 · Archiviato in Cognizioni, Cultura, Passato, Sociale and tagged: Antropologia, Classicità, Paganism, Paveseggiando, Prostituzione, Religioni, Sacro

Un lungo excursus a puntate sul tema della prostituzione sacra. Sul blog Paveseggiando. Interessanti alcuni passaggi antropologici e culturali, religiosi per lo più; eccone un paio:
In Mesopotamia il sesso era vissuto come un valore importante, non solo come mezzo riproduttivo, ma anche come funzione religiosa; ciò si evince dal passo della Saga di Gilgamesh dove è Shamkat, prostituta sacra di Ishtar e del dio del sole Shamash, a dover iniziare alla civiltà Enkidu, trasformandolo da uomo primitivo ad eroe.
Nel santuario della dea Ishtar coesistevano tre diversi tipi di prostitute: le ishtaritu, ragazze vergini destinate unicamente agli dei, e non agli uomini; le qadishtu che, proveniente tutte da una buona famiglia, si concedevano unicamente ai fedeli, dietro compenso; le harimtu, prostitute profane, solitamente chiamate presso il tempio solo durante ricorrenze speciali.
E poi:
Anche a Cartagine sarebbe esistita la prostituzione sacra, da quanto ci riporta Giustino, il quale scrive che simile prostituzione sarebbe stata introdotta, nel Nord dell’ Africa, da Didone. Ella avrebbe ordinato ai suoi uomini, una volta sbarcata a Cipro, di rapire e imbarcare sulle navi almeno ottanta delle giovani che si stavano prostituendo sulla spiaggia. Il numero delle rapite, inoltre, corrisponderebbe a quello delle famiglie più influenti di Cartagine, riporta Cristiano Panzetti nel suo libro La prostituzione sacra nell’ Italia antica. Il rapimento, molto simile al ratto delle Sabine, sarebbe stato necessario affinché i soldati di Didone potessero avere spose e dare una discendenza alla futura Cartagine.
La chiosa è interessante, abbastanza scontata per chi ha occhi per vedere, ma di certo non così ovvia per chi si è fatto blindare la consapevolezza dai dogmi religiosi monoteistici e dalle scontate percezioni maschiliste della nostra società.
Quindi, prima dell’avvento delle religioni monoteiste, intente a rendere il sesso un fattore unicamente atto a procreare, la prostituzione sacra era considerata una parte fondamentale della società, tanto che le famiglie nobili erano le prima a dare le proprie figlie, affinché queste divenissero tramite tra gli dei e gli uomini.
Più il dominio maschile si stringeva attorno alla figura della donna, e più la prostituzione perse di sacralità, andando a divenire un mero sfruttamento del corpo femminile.
Questo tipo di sacrificio da parte di giovani belle e di buona famiglia, si infiltrò nei racconti del folklore, però sotto forma di fanciulle offerte a mostruose creature. L’alto lignaggio e la bellezza eccelsa rendevano queste vittime perfette per essere prede sessuali, di una sessualità più nascosta, ma sempre presente.