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Magnetica Ars Lab: Ruggine – Ver Sacrum


Su VerSacrum una bella recensione di Cesare Buttaboni a Ruggine, nuovo lavoro di Magnetica Ars Lab, progetto di Arnaldo Pontis; ecco cosa scrive Cesare:

In un mondo sconfinato di suoni e sensazioni, Ruggine del progetto Magnetica Ars Lab di Arnaldo Pontis si erge come un’opera visionaria che sfida i confini della percezione sonora. Pontis, una figura iconica della scena industriale italiana, affronta un viaggio sonoro che va al di là dei limiti convenzionali, guidando l’ascoltatore attraverso un labirinto di emozioni e paesaggi mentali. Quest’opera, pubblicata per la label digitale Maison Le Gras, è molto più di una semplice raccolta di tracce; è un’esperienza immersiva che fonde soundscape ambientali con interventi di spoken word e improvvisazioni jazz, creando un collage sonoro ricco e coinvolgente. Ruggine è un’odissea di oltre un’ora che invita l’ascoltatore a esplorare mondi interiori e a confrontarsi con la propria percezione del suono. La presenza di una nutrita schiera di ospiti, tra cui Joe Perrino, Fausto Rossi e Stefano Giaccone, arricchisce ulteriormente il tessuto sonoro dell’album, offrendo una varietà di sfumature e influenze che contribuiscono a creare un’atmosfera poliedrica e vibrante. Attraverso una combinazione di chitarre incantevoli, suoni ambientali eterei e interventi vocali evocativi, Ruggine cattura l’immaginazione dell’ascoltatore e lo trasporta in un viaggio oltre i confini del tempo e dello spazio. Le tracce si susseguono con fluidità, creando un flusso continuo di emozioni che si dipanano come fili di un intricato intreccio. La musica di Pontis penetra nell’animo dell’ascoltatore, scavando profondamente e toccando corde emotive nascoste. Le composizioni si sviluppano con una maestria e una sensibilità che rivelano la profonda conoscenza e la passione dell’artista per l’esplorazione sonora. Ruggine evoca paesaggi onirici e surreali, immergendo l’ascoltatore in un mondo di suggestioni e visioni. Le tracce si trasformano in racconti emotivi che si dipanano attraverso strati di suoni e significati, creando un’esperienza intensa e coinvolgente che lascia un’impronta indelebile nella mente di chi ascolta. In definitiva, Ruggine è un viaggio sonoro straordinario, un’opera d’arte che trasforma il semplice atto dell’ascolto in un’esperienza profonda e trasformativa. Arnaldo Pontis e il suo Magnetica Ars Lab hanno creato qualcosa di veramente speciale, un’opera che rimarrà impressa nella memoria degli ascoltatori per molto tempo a venire.

RUGGINE | MAGNETICA ARS LAB | MAISON LE GRAS


È disponibile sul BandCamp di Maisonlegras, Ruggine, il nuovo lavoro di Magnetica Ars Lab, il progetto di Arnaldo Pontis che è di un ricco di artisti dell’underground italiano che lascia a bocca aperta; ci sono infatti, con altri musicisti, Joe Perrino, Roberto Belli, Carmine Mangone, Faust’O

Ascoltate il disco, e lasciatevi adagiare tra le derive di una Sardegna più misteriosa del solito, come sottolineò Valerio Evangelisti nel suo indimenticabile romanzo “I misteri di Eymerich”, posata sui misteri surreali che intessono quella terra da tempo immemore.

Da Faust’O a Fausto Rossi, sempre fuori dagli schemi: «Battiato falso, De André fascista» | Rolling Stone Italia


Fausto Rossi – o Faust’O – è un autore davvero unico, anarchico e forse misantropo non accetta alcun compromesso né ha peli sulla lingua nel dire che ciò che pensa di chicchessia; credo che però sia una persona fondamentalmente onesta, e perciò v’invito a leggere questa sua lunga e recente intervista rilasciata a RollingStone; un estratto:

Quella che state per leggere, più che una intervista, è un J’accuse – dal titolo di uno dei suoi album più noti – verso tutta la musica italiana e non solo. Perché Fausto Rossi, in arte Faust’O, nonostante i 68 anni suonati, ancora non accetta le regole del “sistema”. Cioè quelle imposte da altri, che si parli di mercato discografico o della vita di tutti i giorni. Da un decennio non pubblica un disco, Blank Times è del 2012, eppure a cadenza fissa qualche collega lo ricorda come uno dei cantautori da cui ha tratto più ispirazione. Un vero autore di culto, ma sfuggente, sempre al limite, dissacrante, indignato e ribelle ai limiti della sfrontatezza. Anarchico? Nemmeno, preferisce definirsi uno «che vuole essere lasciato in pace». Con noi ha fatto una eccezione e lo abbiamo incontrato a Milano, dove è tornato di malavoglia («perché le città non sono un bel posto») dopo aver passato anni sulle colline brianzole a sperimentare nuove musiche e vecchi “viaggi” psichedelici. E in fondo, a guardalo bene – con quei lunghi capelli bianchi e un maglione dolcevita che ne accentua la magrezza – sembra di avere di fronte un novello Williams Burroughs, lo scrittore che, tra l’altro, stima in modo sconfinato: «Lui ha sempre ragione, ricordatelo».

Chi è oggi Fausto Rossi dopo aver abbandonato il nome d’arte Faust’O?
Non mi sento molto cambiato da quando a un certo punto ho deciso di lasciar perdere il nome d’arte e di uscire dal mondo dello spettacolo. Ho sempre creato musica, anche quando ero lontano dal mercato. Ho composto, studiato, sono soltanto passati gli anni.

Che rapporto hai con la musica di oggi?
Faccio veramente fatica ad ascoltarla. Non guardo la televisione. Sul web qualcosa mi passa davanti, leggo qualche notizia. Ma adesso soprattutto della guerra in Ucraina. Già trent’anni fa mi sono ripromesso di uscire da tutto, di non prendere posizione, tanto sono sempre i soliti a decidere. Quelli di cui non si parla mai…

Non c’è mai stato un periodo in cui hai avuto fiducia nella politica?
Quando sono entrato nel mondo della discografia mi è stata chiara da subito la spartizione. Il Partito Socialista si era accaparrato tutta la musica giovanile e il Partito Comunista tutta la cultura, quella più di élite. Una vera schifezza! Oggi è uguale, con altre persone che hanno sostituito i partiti. Non decide certo il “rettiliano” Draghi, ma stiamo vivendo una dittatura. Non come in Russia o in Sud America, però quando ce n’è bisogno emerge, si smaschera… a proposito di mascherine…

In un mondo in cui tutti fremono per il successo, pubblicare, dimostrare di esistere tu te ne freghi e rifiuti la fama, non sai neanche se pubblicherai e non sembri per nulla soffrirne.
Ormai sono dieci anni che non pubblico un disco. Un po’ di fretta dovrei averla, solo che ho avuto dei problemi familiari, senza quelli forse sarei uscito prima. Inizialmente la produzione era piuttosto regolare, poi dopo Love Story sono passati sei-sette anni. Negli ani ’80 mi sono fermato perché sentivo l’esigenza di studiare. L’etnomusicologia, la musica contemporanea. Non capisco perché tanti non si fermino mai per studiare. Non mi garantisce di fare buona musica, ma almeno ci ho provato. Poi ho pubblicato Cambiano le cose, ci ho messo poco per L’erba e Exit, solo che in collina sono stato impegnato a sperimentare altre cose. Avevo il giardino pieno…

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Faust’O – Funerale a Praga


Rotto dietro il vetro
peso la tua noia
sopra i miei piedi
mai distesi

dritto contro il muro
bevo la mia forma
mentre aspetto il carro
mai in ritardo

un po’ irritato
un po’ irritato e stanco

termo sulla porta
taglio il fiato che
mi spinge contro il muro
mai sicuro

stretto nell’ asfalto
sputo sui miei piedi
mentre arriva il carro
mai in ritardo

un po’ irritato
un po’ irritato e stanco.

Benvenuti tra i rifiuti – Faust’O


La modernità affascinante e oscura, punk, di Faust’O. Immarcescibile e bellissima. Via Stefano Bertoli.

Quando cade la notte
e i vostri sogni si fanno pesanti
ricchi, poveri politicanti
siete figli della merda
noi scaviamo dentro il buio
vomitiamo sangue sulle vostre verità!

LoopKlängeNoise by Magnetica Ars Lab and Maurizio Bianchi MB


 

Promo di un po’ di tempo fa per un lavoro che conosco bene solo oggi: LoopKlängeNoise – verses without words (2013) music by Magnetica Ars Lab and Maurizio Bianchi MB (extract from the album: LoopKlängeNoise – verses without words, 2013 – www.magnetica.org). Un paio di recensioni in giro per la Rete per questo disco sublime, in oscillazione perenne tra Industrial e Dark Ambient: qui e qui (dell’amico di vecchia data, mai troppo citato, Carmine Mangone). Disco da non perdere, per nessun motivo, per nessuna errata congiuntura dell’energia cosmica (grazie, Arnaldo).

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