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I 10 migliori dischi goth degli anni ’80 | Rolling Stone Italia


Su RollingStoneItalia un articolo di Fabio Zuffanti che elenca i migliori dieci dischi dark (o gothic) della storia, condivisibile in larga parte, mancano ovviamente tanti album, ma come si fa a essere esaustivi su tutto? L’incipit:

Malinconia, spleen, nichilismo, la bellezza decadente di cimiteri e ville in rovina, di statue consumate dal tempo, di giardini sfioriti. Nero come colore dell’anima, neri i cappotti, neri i capelli, con acconciature stravaganti che non temono la forza di attrazione terrestre. L’amore per intellettuali come Albert Camus e Jean-Paul Sartre, poeti come Charles Baudelaire o dandy come Oscar Wilde. Ritmiche squadrate, chitarre lancinanti, voci disperate, come dal fondo di un abisso. Altre volte invece tappeti funerei di tastiere, un canto da altre dimensioni, archi e fiati che richiamano un classicismo dolente, da medioevo oscuro o da salotti ottocenteschi tarlati e ammuffiti.
In Inghilterra si chiama gothic rock (in alternativa goth rock o goth), in Italia semplicemente dark. La terra d’Albione non è nuova a questo tipo di proposta: già tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 tutta una serie di formazioni indugiò in tematiche oscure e destabilizzanti; da cult band come Atomic Rooster, Still Life, Dr. Z, Quatermass e High Tide ai famosissimi Black Sabbath, che daranno vita a un persistente movimento dark-metal. In questi casi però il dark sound racconta storie più o meno inquietanti, traspone in musica gli orrori letterari di Poe o Lovecraft, insiste su streghe, castelli maledetti e tutto un apparato fumettistico/fantastico. C’è almeno un caso però, quello dei Van Der Graaf Generator, nel quale l’orrore in musica non è più solo quello dei manieri stregati, ma è il male di vivere, le paure dell’uomo moderno, il non sentirsi adeguati al mondo. Questi argomenti verranno sviluppati da un manipolo di band a partire dalla rivoluzione punk e poi da quella post punk (o new wave). Dal 1978 il punk muta infatti in qualcosa d’altro, si contamina con svariati stili mantenendo intatta la sua tendenza all’essenziale, il suo fare a meno di assoli e lungaggini assortite. Dalla new wave prende le mosse il gothic rock, con l’approfondimento dei temi esistenziali già caratterizzanti la band di Peter Hammill, che prendono definitivamente campo in un gran numero di formazioni dal sound teso e malato.

I seguaci del goth sono figure ancora più pessimiste dei Sex Pistols e del loro “no future”. Non è solo la società il nemico, è la propria anima, persa in un mondo che non riconosce più la bellezza, un’esistenza frettolosa e avida che non accetta la sensibilità e l’introspezione. Gruppi e ascoltatori sono uniti da uno stato di nichilismo assoluto, diventando fautori di una filosofia nella quale non è peccato affogare nelle proprie malinconie e nel proprio disagio esistenziale. Tra la fine dei ’70 e quella degli ’80 si assiste così a una vera esplosione di formazioni dedite ai suoni oscuri del gothic rock. Alcune caratterizzate da suoni metallici e ossessivi, retaggio del punk, altre maggiormente elettroniche, altre ancora dedite a composizioni ammantate di orchestre, cupe tastiere e voci d’oltretomba. Con diversi personaggi che diventeranno vere e proprie icone (due per tutti: Robert Smith dei Cure e Siouxsie Sioux dei Siouxsie And The Banshees). In Inghilterra, come in Italia e in svariati angoli del globo, il dark diventa una moda, con giovani esistenzialisti nerovestiti – capelli sparati, catene, anfibi e trucco – che si aggirano per le città con in mano l’immancabile copia de I fiori del male o de La nausea. In quei giorni ci si può permettere di rifuggire il divertimento a tutti i costi per sentirsi realmente diversi, crogiolarsi nei propri malesseri, girare torvi con le cuffie in testa e l’anima inquieta che si riflette nella decadenza di cimiteri e parchi abbandonati. Il dark funge da colonna sonora di vite alla costante ricerca di sé. L’âge d’or del dark viene qui riassunta in 10 dischi più che essenziali.

Animals è il miglior album dei Pink Floyd e vi spieghiamo il perché | Ondamusicale


Su OndaMusicale un articolo che elegge il miglior albume dei Floyd; quale? Animals, of course…

Taluni amici sono riusciti a sparare la pallonata che Wish You Were Here sia invece il migliore, commettendo diversi reati di opinione in rapida sequenza. Aggiungo che, ovviamente, quando parlo di album dei Pink Floyd parlo di quelli veri, quelli con Syd Barrett al comando e poi quelli guidati da Roger Waters. Una volta uscito Roger dalla band, i Floyd valgono il dieci per cento del valore totale, in termini artistici compositivi. Hanno suonato a Venezia sulla bagnarola galleggiante? Sempre dieci per cento, forse anche meno. Se per ottemperare all’assenza di Waters devi mettere su una band con più del doppio dei musicisti e portarli a Venezia per distrarre il pubblico dal vero show… (Mi andava di dirlo questo, per aumentare l’astio e la strafottenza di questo articolo.)

Togliamo di mezzo Syd a cui vogliamo tutti bene, togliamo di mezzo The Piper at the Gates of Dawn e lo mettiamo tra i più grandi dischi di musica psichedelica — così nessuno si spazientisce. Poi togliamo (sono belli, eh!) Meddle, Atom Heart Mother, Ummagumma, Obscured by Clouds, A Saucerful of Secrets. E anche More. Rimangono i Fantastici Cinque: The Dark Side of the Moon (il più bell’album della storia della musica), Wish You Were Here (l’album più fortunato della storia della musica perché segue il più bell’album della storia della musica), Animals (il miglior album dei Pink Floyd, se conosci i Pink Floyd), The Wall (il muro, ma per gli amici il mattone, con affetto), e The Final Cut (un album di una bellezza sconcertante, quando chiunque altro sarebbe andato invece in vacanza alle Bahamas con la valigia piena di royalties).

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La lista dei 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una curiosa classifica: i 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit. Molti titoli famosi, vi anticipo che ci sono pellicole conosciute e altre meno, ma v’invito a spulciare l’elenco come le carte a una partita di poker.

Kipple.it: Classifica degli ebook più venduti di kipple.it


Notizie da Kipple.it, per quanto riguarda la classifica ebook di sempre della stessa casa editrice:

1) Il gatto di Schrödinger, di Lukha B. Kremo
2) Due mondi, di Francesco Verso
3) eDoll, di Francesco Verso
4) Sogno di un futuro di mezza estate, di Francesco Verso
5) Antidoti Umani, di Francesco Verso
6) Trans-Human Express, di Lukha B. Kremo
7) Le balene di Maath / Zombie Carpocalypse, di Giuseppe Agnoletti e Domenico Mastrapasqua
8) Å e altre storie, di Lukha B. Kremo
9) Aethra, di Michalis Manolios
10) Flush / Electronic Noises, di Francesco Verso e Sandro Battisti

Se vi siete persi qualcosa andate sul sito kipple.it oppure su tutti i portali di eBook!

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