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Archivio per Antonello Cresti

Evento 18 Giugno a Milano con ODRZ – presenta Antonello Cresti


Una grande serata tributo ai mondi di Claudio Rocchi, visionario, musicista, poeta, nel quarto anniversario della sua scomparsa.

Cinque live set

FRANCESCO ZAGO (chitarrista di formazioni come Yugen Empty Days e continuatore della epopea R.I.O in Italia)

MAURIZIO MARSICO (protagonista della scena elettronica dagli anni ottanta)

VINCENZO ZITELLO (il “bardo” della musica italiana, arpista apprezzatissimo e autore di numerosi album da solista)

TAI No-ORCHESTRA (collettivo di performers e improvvisatori che vedono coinvolto anche il fotografo Roberto Masotti)

ODRZ (esponenti di punta del sottomondo noise-industrial)

Presenta: ANTONELLO CRESTI, saggista e giornalista musicale

Stand a cura del team Solchi Sperimentali Discografici / crac edizioni – Spazio Ligera – Via Padova, 133 – Milano – dalle 22,00 Ingresso 8,00= euro /// no tessera necessaria

Compleannoise 2017


[Dal bollettino ORDRZ]

Compleanno in musica per festeggiare uno dei musicisti che compie gli anni in quei giorni. Un evento a cui parteciperanno artisti e musicisti dell’area sperimentale, per una festa/concerto arricchita da interventi di strip plastic show e performance video. Presenterà la serata Antonello Cresti.

Sul palco si alterneranno:
Mademoiselle Bistouri – harsh noise
P.U.M.A. aka Luca Valisi – ambient/experimental noise
ODRZ – industrial/noise + Lametàfisica strip plastic show
Calembour – elettronica + video
Mulo Muto – experimental noise

Banchetto dischi a cura delle etichette svizzere Luce Sia e Show Me Your Wuond. Torta industriale di Castrense Calandra.

Spazio Ligera – Via Padova, 133 – Milano / 22 Aprile 2017 – Ore 22,00. Ingresso 5,00 euro

“Solchi Sperimentali Italia”, dal volume al DVD: intervista ad Antonello Cresti – CRITICA IMPURA


Sul blog di SoniaCaporossi una bella intervista ad Antonello Cresti, indagatore della musica sperimentale in Italia e all’estero, con tutto il corollario di culture e subculture che tutto ciò si trascina appresso. Da non perdere! Un estratto:

Da più di tre anni Antonello Cresti, saggista, compositore, scrittore e giornalista, sta lavorando al progetto Solchi Sperimentali, che si è manifestato finora nella forma di due volumi pubblicati dalla Crac Edizioni, uno dedicato alla musica sperimentale proveniente dal mondo, di cui abbiamo già parlato QUI, e un altro alla musica di ricerca italiana, libro che a sua volta abbiamo recensito QUI in virtù delle ampie analisi musicologiche di Roberto Franco. Adesso, Cresti sta lavorando di buona lena alla realizzazione di un  DVD dedicato al panorama underground delle nostre sponde, intitolato, come il secondo volume, Solchi Sperimentali Italia. Il documentario, intorno al quale è già viva l’attesa degli appassionati, conterrà interviste e brani, fra gli altri, di Ataraxia, Mare di Dirac, Abdominaux Dangereux, Orghanon, Le Forbici di Manitù, Wuornos Aileen, Adern X, Bathory Legion, Capricorni Pneumatici, Confusional Quartet, DECA, Girolamo De Simone, Antonio Siniscalchi, Giacomo Salis, Infection Code, Riccardo Sinigaglia, Camerata Mediolanense, Paolo Tofani, Juri Camisasca & Rosario Di Bella, Officine Schwartz, Yosonu, Colloquio, Ascanio Borga, Antinoja, My Cat is an Alien, Francesco Paolo Paladino, Terra Di Benedetto, IN/ELEKTRA, Hikikomori,  Vacuum Templi, AV-K, Menimals, QUADRAPHONIC…

A quali artisti e correnti musicali, per gusti e percorsi personali, ti senti particolarmente legato?

Sono affezionato a tutti gli artisti di cui ho parlato nei libri, la mia predilezione assoluta, però, anche per motivi di “empatia filosofica” va a tutti coloro che ricercano dalla musica effetti psichedelici. Per questo mi sento affine a tutti i mistici del suono, che si parli di raga rock, come di minimalismo, di musica cosmica, etc… In Italia per me tantissimo ha significato la scena freak degli anni settanta (Battiato, Camisasca, Rocchi, etc.)

Dalla carta stampata al video il passo, a livello di concezione e progettazione, è stato breve. Da quali impulsi creativi è nata l’idea di realizzare un documentario sui suoni del sottosuolo italiano?

Come accennavo prima Solchi Sperimentali Italia è oramai divenuta una cornice concettuale che contiene gli sforzi più vari per la valorizzazione di un modo di far musica altro nel nostro Paese. Abbiamo creato un canale Youtube, una serie di minifestival, una webradio www.duradio.net , una etichetta discografica che ha debuttato con un tributo a Claudio Rocchi… Col regista Francesco Paladino spesso ci vediamo e lui mi buttò l’idea di far diventare il progetto un prodotto audiovisivo. Immediatamente convenimmo che – per essere anche noi “sperimentali” e per intercettare un pubblico diverso dal solito – avremmo fatto un vero e proprio film, non un documentario. Ed è ciò che stiamo facendo. Per la parte documentaristica vera e propria ci sarà un secondo DVD che fungerà da enciclopedia interattiva. Noi siamo molto contenti e divertiti da quello che sta venendo fuori e credo sarà una sorpresa per tutti.

Solchi Sperimentali Fest a Milano


Il primo festival itinerante legato al libro di Antonello Cresti “Solchi Sperimentali Italia” si terrà allo Spazio Ligera a Milano. Ispirato dalla medesima attitudine al sincretismo e alla unione di musiche apparentemente lontane la serata vedrà esibirsi:

  • Jumbo
  • Osvaldo Schwartz
  • Enten Hitti + ODRZ
  • Mamma Non Piangere

Presenta Antonello Cresti

Venerdì 3 dicembre 2016, Spazio Ligera, Inizio ore 22,00, Ingresso 8,00 euro

Solchi Sperimentali Fest | N I G R I C A N T E


Una bella segnalazione dal blog di Michele “DottoreInNiente” Nigro: Il Solchi Sperimentali Fest, con ODRZ e altri artisti sonori particolari. Chi può, ci vada, a Milano, il 3 dicembre.

Il primo festival itinerante legato al libro di Antonello Cresti “Solchi Sperimentali Italia” si terrà allo Spazio Ligera a Milano. Ispirato dalla medesima attitudine al sincretismo e alla unione di musiche apparentemente lontane la serata vedrà esibirsi:Jumbo
https://www.facebook.com/jumboDNA/
prog rock
.
Osvaldo Schwartz
https://www.facebook.com/OfficineSchwartz/
Industriale
.
Enten Hitti + ODRZ
http://entenhitti.it/
www.odrz.org
elettronica sperimentale/etnica
.
Mamma Non Piangere
http://www.mammanonpiangere.it/index.html
Art rock
.
presenta Antonello Cresti

Spazio Ligera – Via Padova, 133 – Milano
Inizio ore 22,00, Ingresso 8,00 euro

Antonello Cresti, “Solchi sperimentali Italia – 50 anni di italiche musiche altre” (Crack Edizioni): una recensione – saggio di Roberto Franco – CRITICA IMPURA


Su CriticaImpura un saggio di Roberto Franco per recensire un altro saggio, quello di Antonello Cresti che traccia la storia della musica sperimentale italiano degli ultimi cinquant’anni mettendola in relazione con il panorama relativo internazionale. Imperdibile.

La musica rituale degli anni ’80, ispirata dalla comunità  post-industrial inglese (Psychic Tv, Current 93, Coil), ha conosciuto una storia importante in Italia, dalla seconda metà degli Eighties: dal rigore esoterico, vicino alla musica concreta, dei romani Ain Soph, che troverà parzialmente sbocco in un percorso neofolk giudicato molto rilevante a livello internazionale, all’esperienza più fluida dei LAShTAL, al magma collagistico dei Rosemary’s Baby, dapprima, attraverso il Centro Studi Babalon, titolari della filiazione italiana del Temple Of Psychic Youth di Genesis P. Orrdige, poi addirittura convertitisi al cristianesimo, fino ai primi esperimenti esoterici dei Nightmare Lodge di Ivan Iusco, fondatore della label Minus Habens, progetto che evolverà verso un dark-ambient particolarmente originale. Si approda infine all’universo spirituale del flautista Gregorio Bardini, membro dapprima dei T.A.C., quindi dei modenesi Thelema, di cui però a Cresti non interessa la classica produzione dark-wave, ma la cassetta di musica rituale Rosa + Croce, diffusa ne 1985 in edizione limitata. Vi si può ascoltare il flautismo esoterico di Bardini, ascetico esploratore spirituale ispirato dalla Third Ear Band (e suonatore di svariati strumenti acustici), che si muoverà in seguito entro un microcosmo sonoro che andrà da un certo neo-classicismo, a forme di avanguardia, a una produzione vicina, prima di tutto concettualmente, al martial e al neofolk.

I toscani Limbo propongono una brillante sintesi del ritualismo e altre tendenze estreme dell’universo grey area (per citare Cresti: esoterismo, magia sexualis, provocazione anticristiana, estetica shock). Una sintesi sorretta dalla grande cultura e capacità di elaborazione filosofica del cantante Gianluca Becuzzi. Le loro svariate intuizione musicali saranno via via incanalate in un tessuto ritmico metronomico gelido e tribale,che sfocerà nella formidabile elettronica e nell’EBM illuminata del terzo album Vox Insana (1992).

Ma  il discorso post-industrial. è portato avanti proficuamente anche da più giovani generazioni, tra cui si distingue il poliedrico Daniele Santagiuliana, dalla produzione vasta e diversificata. Cresti ne isola due lavori che giudica probabilmente i più rappresentativi, primo dei quali è Jeremiad (2014), a suo nome, che propone un cupo e spoglio dark-folk rallentato fino a dare impressioni di sfasamento e alterità onirica. L’onirismo di Santagiuliana si sviluppa anche nel collage rumoristico-ipnotico di The Opal Sequence (2015), a nome Testing Vault (la seconda opera esaminata da Cresti), dalle sonorità sorprendenti. Peccato che Solchi Sperimentali Italia sia uscito troppo presto per segnalare il monumentale capolavoro Disintegrator (2015) di Testing Vault, un cofanetto di sei cdr in cui l’artista propone un lungo, appassionante viaggio tra percorsi onirici e sentori di pre-morte, a partire da una specie di dark/ambient che deve qualcosa a MZ. 412 e ad alcune intuizioni dei Controlled Bleeding, per approdare passo dopo passo a una sorta di originalissimo noise elettronico, in parte ispirato ai Premature Ejaculation di Rozz Williams.

Ma in realtà quasi l’intera area dell’industrial classico è in perenne movimento, spesso con progetti nuovi, mai nostalgici o revivalistici, e ciò la accomuna in qualche modo agli sperimentatori dei Seventies.

15 anni di ODRZ


Serata evento in occasione dei quindici anni di attività del gruppo.
Due live set con altrettanti musicisti ospiti, per una interazione totale con altre realtà musicali.
Fra un set e l’altro, un terzo live con un intervento di danza contemporanea.

Il tutto arricchito da video a rotazione in apertura serata e live video durante le due performance musicali.

Ospiti partecipanti:
Musica
Sshe Retina Stimulants
Shari DeLorian

Video
Calembour
Sshe Retina Stimulants

Danza
LaMetáFisica

La serata è completata con una tappa del tour “Solchi Sperimentali Italia” con Antonello Cresti.

Presente banchetto cd/vinili di Show Me Your Wounds e Luce Sia

12 Dicembre 2015 – Spazio Ligera – Via Padova, 133 – Milano
Inizio ore 22,00 – ingresso 7,00 euro

Antonello Cresti: Solchi sperimentali | Ver Sacrum


[Letto su VerSacrum]

Solchi sperimentali di Antonello Cresti è un viaggio attraverso la musica sperimentale e di avanguardia che parte dagli anni ’60 e arriva fino ai nostri giorni. L’autore ha selezionato circa 300 album che ha reputato significativi cercando di estromettere i nomi più famosi per concentrarsi su quelli meno noti. Tutti gli artisti trattati nel testo hanno in comune la volontà di ricerca e l’anelito andare oltre i confini del già conosciuto e del già sentito. Come dice lo stesso Cresti, alcuni strumenti gli sono stati molto utili fra cui libri di culto come i lavori del critico svedese Dag Erik Asbjornsen sulle scene del prog e del Krautrock degli anni ‘70, La musica rock-progressiva europea di Al Aprile e Luca Mayer e Trances & Drones di Gino Dal Soler e Alberto Marchisio. Ma in particolare il vero motore che ha ispirato Solchi sperimentali va ricercato nella mitica Nurse With Wound List, un elenco eterogeneo di artisti – molti dei quali provenienti dalla musica progressiva, dal Krautrock e dall’avanguardia – compilato dal grande Steven Stapleton, leader dei Nurse With Wound, e inserito nel loro album d’esordio del 1981. Il volume è costituito dall’analisi dei dischi ed è diviso in numerose mini sezioni tematiche (con titoli come Diforisti Sonori, Estremo Occidente Elettronico, Mistici Crauti, Moon Musick, etc.). Non c’è stata la volontà di essere completisti tuttavia il numero degli album e degli artisti in ambito avanguardistico è notevole. C’è stata – come si diceva –  grande attenzione per gli album sconosciuti e dimenticati. Il cultore di suoni radicali e anticonvenzionali troverà di sicuro pane per i suoi denti. Ecco quindi l’inserimento di gruppi come i tedeschi Dzyan, Limbus, Dom, Yatha Sidhra, Radio Noisz Ensemble, Kalacakra, Siloah, The Nazgul, Pyramid e Sand. Nell’avanguardia italiana spazio a Roberto Cacciapaglia, il primo Battiato (che proprio sconosciuto non è), Opus Avantra, Pholas Dactylus, Area (con la scelta di un disco “difficile” per gli stessi Area come Event ‘76), Aktuala, N.A.D.M.A., Lino Capra Vaccina, Claudio Rocchi, Pepe Maina, Franco Leprino.

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NecROCKnomicon – sounds from the dark | PostHuman


Uscito su PostHuman un bell’articolo sulla musica occulta (nell’ambito del rock e di tutte le sue deviazioni indie) che ha come base Lovecraft, ovvero tutto ciò che il Solitario di Providence sembra aver ispirato agli artisti musicali contemporanei. L’articolo è per forza di cosa incompleto, è impossibile citare la sterminata produzione contemporanea ispirata a HPL, però quello che c’è è ben scritto. Vi invito alla lettura.

Nonostante l’area psych/prog/hard degli anni ’70, col suo afflato ‘cosmico’, e la sterminata deriva metal – per le consonanti atmosfere cupe e apocalittiche – appaiano un brodo di coltura ideale per far germogliare i contorti semi della narrativa lovecraftiana in musica, va detto che il Solitario ha lasciato il segno anche in alcune delle più interessanti (ancorché marginali) esperienze della galassia new wave, che invece idealmente penseremmo orientata su ben altre tematiche, più ‘moderniste’ e ‘metropolitane’. In particolare, va detto, nell’area industrial, dove un certo mood esoterico ha messo profonde radici, soprattutto laddove alle sonorità marziali e tribali la ricerca si è evoluta verso la direzione del cosidetto neo (o apocalyptic) folk. Ma non solo: anche nell’area dell’elettronica estrema, come dimostrano ad esempio le ascendenze crowleyane degli Psychic TV o dei Death In June (su cui si diffonde l’ottimo saggio di Antonello Cresti, “Come to the sabbat”, ed. Tsunami, di cui vedete la copertina in apertura e QUI una recensione per esteso). O, ancor più, dei COIL, gruppo esoteric-industrial nato da una costola degli Psychic TV (il compianto Peter Christopherson), in cui si possono trovare nitidi punti di contatto con l’universo creato da Lovecraft.

Antonello Cresti: “Come to the Sabbat”


[Letto su Versacrum.com]

Come to the Sabbat, il nuovo libro di Antonello Cresti, ritorna sulle tematiche del precedente Lucifer Over London in maniera più approfondita, indagando l’influenza del retaggio culturale esoterico e occulto della Gran Bretagna sul patrimonio musicale underground.

Il volume, che esce per Tsunami edizioni, è un vero e proprio viaggio all’interno della tradizione “magica” della terra d’Albione e, partendo dagli oscuri culti pagani dell’era pre-cristiana, analizza il persistere e l’evoluzione, attraverso le varie epoche, di un’attitudine nei confronti del misterioso che caratterizza ancora oggi questa terra. Due delle epoche più feconde di cui si parla sono, in questo senso, quelle dell’età elisabettiana e vittoriana. La prima è caratterizzata da una vero “rinascimento” dello spiritualismo dopo un periodo di buio. Il simbolo di questo periodo è quello dell’occultista John Dee, mago e consigliere della regina Elisabetta ma tematiche “magiche” si ritrovano anche in Shakespeare e in poeti visionari come William Blake. L’epoca vittoriana si contraddistingue invece per un revival delle dottrine occulte, che ha il suo apice nel noto “ordine esoterico” della Golden Dawn, associazione a cui aderirono moltissimi scrittori dell’epoca. Fra i tanti, si sottolinea il nome dello scrittore gallese Arthur Machen, maestro della narrativa dell’orrore decadente che ha saputo suggerire, nei suoi scritti, l’esistenza di una realtà nascosta sotto il velo della quotidianità. Grande spazio viene poi dato alla figura del celebre mago Aleister Crowley (1875-1947), la cui influenza è riscontrabile in molti esponenti del mondo musicale del rock fra cui i Beatles e i Led Zeppelin e successivamente in storici nomi dell’industrial esoterico come i primi Current93 e i Coil. Un’altra figura importante trattata è quella dell’occultista Kenneth Grant (1924-2011), che fu segretario dello stesso Crowley e di cui si può in effetti considerare l’erede. Grant fu autore di interessanti studi che ponevano in relazione la dottrina di Crowley con l’opera di H.P.Lovecraft. La disamina dei capitoli dedicati alla musica mette in luce come l’influsso della tradizione magica della Britannia sia alla base di esperienze musicali fondamentali come quella del folk-revival, iniziata alla fine degli anni ’60 grazie a gruppi come l’Incredible String Band: i suoi membri furono infatti fortemente interessati al revival celtico e al Druidismo.  Quel che emerge, nell’analisi dei successivi sviluppi musicali, è l’esistenza di un filo rosso che unisce i gruppi della scena acid-folk degli anni ’70 (fra cui la già citata Incredible String Band, i COB e i Comus) a quella attuale del cosiddetto neo-folk, rappresentato da nomi come Current93, Death in June, Fire + Ice e Sol Invictus. Molto interessante risulta poi l’approfondimento della scena dark-ambient e in particolare di nomi come Zoviet France e Endvra, un gruppo, questo, capace di inglobare nella sua affascinante musica elementi rituali e occultismo.

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