HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per febbraio 1, 2018
Cordata psichica
Mordo i tuoi residui emozionali e li trasformo in una rissa enfatica dimensionale, mostrando cosa sei esattamente al resto della cordata psichica incarnata.
Serro gli abissi
Salto oltre le sublimi resistenze dell’occulto e mi rendo disponibile a serrare gli abissi cognitivi del mio carapace psichico.
Asenath Noir – Angoscia
Ascolti le parole farsi suoni, poi sensazioni, poi surrealtà. Sei disincarnato.
ÆTER, it can hear, it can play | Neural
[Letto su Neural]
Alla fine degli anni Venti, mentre gli Stati Uniti si preparavano a essere travolti da una delle più grandi crisi economiche della
storia recente, la Russia dei Soviet bussava alle porte del suo avversario di sempre, l’America, presentando il primo (e tutt’oggi l’unico) strumento al mondo in grado di suonare senza entrare in contatto con il musicista. Con questo gesto i russi, forse senza esserne pienamente consapevoli, stavano scrivendo una delle pagine più importanti della musica elettronica: dalle mani del fisico e violoncellista Lev Sergeevič Termen era nato il Theremin. La sua invenzione, nata diversi anni addietro, aveva già affascinato Lenin e una buona parte di pubblico europeo. L’eterofono si prestava infatti a risultati visivi strabilianti: il musicista, per la prima volta nella storia, diventava un demiurgo, un magico sacerdote che con il solo movimento delle braccia e delle mani dava vita al suono etereo che tutt’oggi possiamo ascoltare in molti film dagli anni ’40 e ’50 in poi e in numerosi brani di musica di ogni genere. Alla complessa vita e alle opere di Lev Sergeevič Termen si è ispirato l’artista e compositore danese Christian Skjødt nella creazione di “ÆTER”, un ambiente sonoro immersivo e interattivo in continua evoluzione. Una serie di antenne, cerchi in rame collegati a circuiti elettronici analogici e a subwoofer aspettano, immobili, pronte ad “ascoltare” e tradurre in suono le onde elettromagnetiche di tutto ciò che, fermo o in movimento, le circonda. L’ambiente generato non è soltanto un’interfaccia tra il visitatore e l’opera, ma una vera e propria rete interconnessa e costantemente contagiabile, laddove le antenne percepiscono e raccontano una storia invisibile agli occhi, con la voce eterea e morbosa dei film di Hitchcock.
Note sul vodou in Haiti – La misura delle cose
Su LaMisuraDelleCose un articolo per entrare nei dettagli del Vodoo, cos’è, come vi si interagisce, quali energie coinvolge.
Nel vodou si crede in esseri extraumani (loa) che agiscono nel mondo reale per un vantaggio materiale dell’individuo, e il modo in cui queste entità si manifestano è la possessione. Esiste un “dio supremo” e creatore chiamato Bondje (dal francese Bon Dieu), ormai lontano e disinteressato al mondo; i fedeli quindi si appellano a degli spiriti, detti “santi” o “angeli”, chiamati loa. I loa sono divisi in 21 “nazioni” e in innumerevoli “famiglie” che determinano il loro “cognome”: Erzulie Dantor ed Erzulie Freda, ad esempio, sono due loa diversi appartenenti alla stessa famiglia. Ogni individuo è devoto a uno o più loa, ai quali deve un tributo particolare a seconda del carattere e delle attitudini dello spirito, che si dice “possiede la sua testa” o “monta”. I loa si dividono in due rami: i Rada (di origine africana, più mansueti) e i Petro (spiriti di derivazione indigena, dal temperamento più burrascoso, che richiedono molte attenzioni da parte dei fedeli).
Gli operatori rituali sono chiamati mambo (donne) e hougan (uomini). Le loro funzioni sono di guarigione, interpretazione di sogni e predizione del futuro, preparazione di incantesimi e pozioni di ogni sorta.


