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Sebastian Frisch – Biophonic Garden | Neural
[Letto su Neural.it]
Tutti sanno che le piante crescono seguendo la luce, seppure studi empirici sugli effetti del suono sulle stesse hanno mostrato risultati che sono in effetti meno facilmente esplicabili. Biophonic Garden di Sebastian Frisch presenta un esperimento nel quale un gruppo di piantine di mais vengono sospese in un serbatoio di acqua. Un trasduttore audio sommerso attaccato al fondo
del serbatoio dell’acqua emette un tono sinusoidale puro sintonizzato su 220 Hz. Le piantine di mais rispondono a questo suono, estendendo le loro radici nella direzione della sorgente sonora, così come i girasoli si dispongono a seconda della posizione del sole. Questo fenomeno è stato osservato dagli scienziati durante gli esperimenti di laboratorio ma la causa o la funzione di questo comportamento delle piante rimane un mistero. Le piantine non solo sono sensibili e rispondono al suono ma producono esse stesse dei suoni, emettendo brevi scatti che potrebbero essere interpretati come spunti per fisiologici processi di crescita o come una forma di comunicazione. In Biophonic Garden i due idrofoni collocati nel serbatoio dell’acqua sono usati per monitorare queste biologiche emissioni acustiche. Gli idrofoni sono posizionati alla distanza corrispondente alla spaziatura tra le orecchie umane, per opportunamente incrementare la maggiore velocità del suono sott’acqua, al fine di catturare una coerente immagine uditiva spaziale del fenomeno. Un paio di cuffie viene utilizzato per intercettare i suoni in questo spazio ricolmo d’acqua, ponendo l’ascoltatore idealmente all’interno del serbatoio e aumentando la distanza tra le orecchie dell’ascoltatore secondo un fattore di quattro. Biophonic Garden ricontestualizza un esperimento di laboratorio ponendolo in diretta relazione con la capacità umana di percezione, rivelando una sorta di “vitalità” del dominio di pianificazione che è di solito attribuito a specie animali e a questioni circa il nostro orientamento verso differenti forme di vita.
Phytoacoustics – Listening To Trees | Neural
[Letto su Neural.it]
Gli alberi hanno voci, ma sono per lo più inaudibili. Per diverse decadi gli scienziati hanno studiato le emissioni acustiche delle piante, al fine di acquisire conoscenze di fisiologia vegetale. Un documento sulla conduzione di linfa – pubblicato da Milburn e Johnson nel 1966 – descrive un metodo che i ricercatori hanno sviluppato per misurare un fenomeno chiamato “cavitazione”, una sorta di embolia che si verifica nel sistema vascolare di una pianta quando questa diventa disidratata. I ricercatori hanno attaccato foglie recise di una pianta a una puntina di un giradischi e hanno osservato come queste – mentre gradualmente si
prosciugavano ed essiccavano, –producevano click acustici che il giradischi era in grado di amplificare. Mentre questi scienziati hanno impiegato uno strumento progettato per la riproduzione di musica per studiare le emissioni acustiche di piante, più recentemente Marcus Maeder ha affrontato questo campo dal versante opposto, utilizzando strumenti di misurazione scientifici per creare opere d’arte sonora. Maeder ha implementato e sta portando avanti il progetto di ricerca “Trees: Rendering Ecophysiological Processes Audible” presso l’Institute for Computer Music and Sound Technology di Zurigo. Avendo raccolto registrazioni audio e dati ambientali provenienti da diverse aree forestali e specie di alberi, il materiale ottenuto viene così presentato all’interno di una serie di installazioni sonore spaziali che impiegano una matrice di altoparlanti autocostruiti e omnidirezionali . Gli altoparlanti sono sospesi in forma di un cubo formato da 9 colonne di 4 altoparlanti ciascuno. Utilizzando tecniche di imaging virtuale le fied recording delle condizioni climatiche sono proiettate al di fuori dei confini dell’impianto, mentre le registrazioni delle emissioni acustiche degli alberi sono riprodotte all’interno dell’installazione su colonne singole di altoparlanti. I dati fisiologici raccolti dall’ambiente foresta e dagli alberi viene così utilizzato per articolare i parametri di riproduzione delle registrazioni audio, in modo che valori quali la temperatura rilevata influenzano il volume dell’impianto. I visitatori vengono coinvolti in una esperienza uditiva nella quale la combinazione di entrambi i suoni – riconoscibili e mai prima uditi – danno vita a una rappresentazione sonora dei processi naturali, cercando di trasmettere la complessità dei sistemi ecologici specifici attraverso la correlazione tra i dati ambientali elaborati e le registrazioni dei fenomeni acustici.




