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Lankenauta | Pensiero stupendo. Un saggio sul tradimento
Su Lankenauta una recensione di a un particolare saggio: “Pensiero stupendo. Un saggio sul tradimento”, di Luca Starita. Non è proprio una disquisizione sul poliamore, ma ci si può avvicinare; un estratto:
Come scrive lo stesso autore in apertura, questo libro per lui «è stato un voler provare ad andare sotto le definizioni e comprendere e illustrare ciò che c’è nel mezzo, addentrarmi nelle narrazioni che hanno provato a descrivere ciò che apparirebbe come un amore imperfetto, folle, innaturale, ma, nonostante tutto, esistente. È sulle narrazioni che voglio soffermarmi, è nelle narrazioni che mi voglio perdere, perché ciò che viene raccontato e non vissuto ha una legittimità, un’empatia e una consistenza che nel reale non abbiamo l’abitudine o la disposizione ad accettare».
I reciproci bisogni all’interno di una relazione monogama vengono soddisfatti? Sempre? Qualche volta? Mai? Rimangono solo pensieri (stupendi)?Starita cerca dubbi, e ne trova di antichi e di attuali. Prova a proporre risposte o almeno ipotesi di risposte, cercandole soprattutto nella letteratura, spaziando dal Tolstoj di Anna Karenina a Le affinità elettive di Goethe, arrivando alla coppia aperta di Sartre e Simone de Beauvoir e oltre… Il risultato è un saggio che trasporta il lettore attraverso dei capolavori letti da una prospettiva diversa da quella del grande romanzo, della grande opera letteraria. Starita entra nel sottotesto e ci rimane, ci nuota, portandoci con lui attraverso riflessioni profonde e domande, mettendo in discussione le relazioni come le intendiamo noi nella nostra società, la quale sembra “condurci” ad agire in maniera quasi automatica nelle nostre scelte di vita, dando origine a dei conflitti non da poco.
Starita propone un punto di vista alternativo del tradimento: prova a vederlo come una infuocata battaglia tra il proprio Io e una parte di quei Valori (discutibili?) della società in cui viviamo immersi (e soffocati?) sin dalla nostra nascita. E cerca di farlo attraverso la scrittura: la sua, ovviamente, ma anche analizzando il concetto che secondo lui sta alla base della scrittura: inventare e immergersi in mondi diversi da quello che noi percepiamo come reale, quello in cui viviamo la nostra quotidianità.
«Proporre un mondo alternativo a quello che vivo, non per forza migliore, è il motivo fondamentale che mi spinge a scrivere. Quello che cerco di fare, ora, è provare a renderlo materico questo mondo alternativo, raccontando storie che vorrei trovassero oggi lo spazio necessario per essere vissute nella realtà, e non solo nel terreno immateriale della finzione».
La verità?
Nessun testo si appropria della nostra tradizione, questa viene realizzata scrivendo tomi, imprimendo immagini sul supporto in forma infedele di parole; ma i vocaboli sono illusioni di sensori, non dicono mai davvero la verità.

