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Povere creature! | Fantascienza.com
Mostro. Nella maggior parte dei casi, appena si legge questa parola, si pensa subito a qualcosa di diverso, raccapricciante, un’alterità che provoca paura, incomprensioni, «combina l’impossibile e il proibito» (Nuzzo: 18). Mostruosità e differenza: mostrare la mostruosità significa concentrarsi su quello spazio in cui emerge la differenza e come questa viene «costruita, assoggettata, neutralizzata, usata» (Nuzzo: 26). La differenza è mostruosa, perché ci mette davanti ai nostri limiti, a quelli del nostro pensiero, nel suo aggrapparsi con tutte le forze alla sovranità dell’Uno, invece di aprirsi alla possibilità del Molteplice.
È difficile, quindi, quando Bella appare davanti a noi, pensare che lei/questa sia un mostro. Ci si aspetterebbe di vedere la Creatura di Frankenstein, patchwork di corpi umani, un essere brutto, la cui alterità fisica subito lo etichetta come mostro. La mostruosità con cui abbiamo a che fare, invece, è Bella – esempio eclatante di questa discordanza è Febo di Notre Dame de Paris (il romanzo, non la versione animata), la cui deformità interiore veniva celata dal suo bell’aspetto, come accade con il personaggio di Wedderburn. La bellezza della ragazza non la notiamo soltanto, ma ci viene sottolineata per tutto il film, fin da quando McCandles la vede per la prima volta. L’alterità arriva in un secondo momento, quando la sentiamo (tentare di) parlare, quando la vediamo muoversi in modo strano, come chi sta imparando a muovere i primi passi nel mondo, comportarsi a metà tra l’infantile e il problematico. Come la Creatura di Frankenstein dimostra però segni di intelligenza, capacità intellettuali, se pur minime, un desiderio di imparare e di intessere legami, di avere compagnia.
Il continuo paragone con Frankenstein non è dovuto solo alla comune trattazione dell’entità mostruosa: attraverso un continuo gioco di specchi, di doppi, di indizi minimi la storia che ci viene narrata è quella di Mary Shelley stessa.
Questo è un estratto dalla recensione apparsa su Fantascienza.com al film “Povere creature”, di Yorgos Lanthimos, pellicola che ha incuriosito un po’ tutti in queste settimane invernali; v’invito a leggere il resto della rece, interessante, avvolgente, istruttiva.


