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Mithra nasce in una grotta: l’uovo cosmico e altre contaminazioni orfiche – La misura delle cose
Su LaMisuraDelleCose un lungo articolo che parla di Mithra, divinità che contese al Cristianesimo il predominio delle coscienze della tarda classicità. Un estratto:
Mithra delle lontane origini indo-iraniche e quello dei misteri mitraici sono la stessa divinità, ma la seconda è il risultato specifico di un processo sincretico lento e articolato tra credenze e motivi di origini egizio-fenicie (la simbologia del serpente o ouroboro) e mesopotamiche (lo zodiaco), che i Magusei persiani hanno sintetizzato in una particolare speculazione sulla funzione del Tempo inserita in una complessa teo-cosmogonia che, anche attraverso la sintesi greca, trova nell’orfismo più di un punto di contatto.
“Esportato” dagli esuli della diaspora persiana che segue la caduta dell’impero achemenide, nel suo approdare in Occidente Mithra si spoglia, in parte, di alcune connotazioni “barbariche”, così che alla formulazione iranica delle litanie recitate dai Magi subentra una liturgia redatta in greco, gli antichi nomi degli dèi vengono sostituiti con le relative divinità greco-romane e così accade con la loro iconografia: Ahura Mazda è Giove/Zeus, mentre il suo contrario negativo, Ahriman, non avendo il pensiero religioso classico un dio che incarni eticamente il concetto del male, è identificato con l’infero Plutone, l’haoma, pianta divinizzata da cui si ricavava una bevanda inebriante utilizzata nei rituali, diventa Dioniso dio dell’ebrezza e così via

