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Pink Floyd: arriva in Italia “Pigs Might Fly – La vera storia” | OndaRock
Su OndaRock la segnalazione dell’uscita editoriale di sempre, per quanto riguarda i Floyd: “Pigs Might Fly – La vera storia”, del giornalista inglese Mark Blake; rappresenta l’ultima e più aggiornata versione dell’opera considerata dalla stampa internazionale la biografia definitiva della band inglese. Un passaggio:
I dettagli fanno la differenza in “Pigs Might Fly”. Dal curioso arresto in Francia nel 1965 di Barrett e Gilmour per busking, alla leggenda del presunto intervento di Barrett in “Sgt. Pepper’s” dei Beatles, fino all’ospitalità concessa dalla rockstar Alice Cooper durante il primo tour negli Stati Uniti o alle “lezioni” di Southern Comfort impartite da Janis Joplin a Waters e Mason. Jeff Beck, invece, si rifiutò di sostituire Syd Barrett, mentre David Gilmour si improvvisò fonico per Jimi Hendrix all’Isola di Wight.
Tra esperienze psichedeliche ed eccentriche sperimentazioni, la band ha sempre portato nei dischi e nei concerti uno sforzo artistico e una ricerca tecnologica senza precedenti: dalle tecniche di registrazione pionieristiche all’uso dei synth, dalla mescolanza di generi musicali agli effetti luminosi e alle scenografie colossali dei live, tutte caratteristiche che riflettono la personalità dei singoli membri.
Nel libro emergono prospettive diverse, spesso scaturite da fallimenti umani e professionali, ma altrettanto spesso terreno fertile per la nascita di indiscussi capolavori musicali. Una lunga storia musicale costellata da sperimentazioni sonore, grafiche e fotografiche all’avanguardia, testi intrisi di filosofia e introspezione, che hanno fatto dei Pink Floyd uno spartiacque per la loro epoca.
PINK FLOYD: “SHINE ON – THE DEFINITIVE ORAL HISTORY” IL NUOVO LIBRO DI MARK BLAKE | PINK FLOYD ITALIA
Su PinkFloydItalia la segnalazione dell’ennesima pubblicazione in uscita sul mercato internazionale a ottobre che riguarda i Floyd: Shine On – The Definitive Oral History, biografia della band che:
…è la prima storia dei Pink Floyd raccontata dalla band, dagli amici e dai collaboratori attraverso nuovo materiale, esclusivo ed inedito, tra cui le lettere del defunto membro fondatore Syd Barrett, scritte alla sua ragazza nel 1965/66, che rivelano i suoi pensieri intimi sulla band, la loro prima sessione di registrazione, le sue preoccupazioni di lasciare l’università d’arte e molto altro ancora.
L’autore Mark Blake si avvale anche di interviste inedite con i membri superstiti passati e presenti dei Pink Floyd, David Gilmour, Roger Waters e con il loro ex compagno di band, il compianto Richard Wright. Da segnalare anche una rara intervista a Rosemary Breen che si lamenta del fatto che suo fratello minore Roger, alias Syd Barrett, non avrebbe mai dovuto diventare un musicista, nonché nuove interviste esclusive a Nick Mason e Guy Pratt, che riflettono sulla loro eredità duratura e sulle svolte recenti più complicate della storia della band.
La scienza di Star Trek | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la recensione di Emanuele Manco all’ennesimo trattato scientifico del mondo di StarTrek: La scienza di Star Trek, di Mark Blake; è un testo agile e che propone per poi invogliare il lettore ad approfondire perché si pone in modo diverso rispetto ai suoi competitor. Un estratto della rece:
In questi anni sono stati pubblicati decine e decine di libri che indagano sui rapporti tra varie discpline, non solo scientifiche, ma anche umanistiche, e i prodotti del mondo della fantasia. Mark Brake, autore di La scienza di Star Trek, è uno dei più attivi scienziati divulgatori in questo campo, avendo pubblicato titoli analoghi su Star Wars, Harry Potter e altri ancora, portando anche in giro degli spettacoli di divulgazione scientifica con questi contenuti. Ritengo che la migliore condizione per approcciare questo testo sia invece di dimenticarsi della pletora di prodotti analoghi, per cercare di immergersi nella lettura, senza pregiudizi.
Brake affronta la questione cercando spunti nelle varie serie e film di Star Trek dividendoli non tanto per discipline scientifiche, quanto per aree tematiche: Spazio (Ultima Frontiera, non viene immediato pensarlo? NdR.); Tempo; Macchine; Mostri…
I Pink Floyd come non li avete mai ascoltati prima – Rockol
Su RockOl un bell’articolo che ripercorre le vicissitudini del remix di Animals, dei Floyd, uscito ieri, articolo arricchito di aneddoti che non conoscevo e che mi gasano davvero, è come se fosse nato un loro nuovo disco, tornando ai tempi in cui erano davvero tosti.
Grazie a James Guthrie, produttore e ingegnere del suono londinese, vero e proprio mago del suono alla corte dei Pink Floyd sin dai tempi di “The Wall”, l’upgrade sonoro completato nel 2018 si è ramificato all’interno di tutto l’album, evidenziando in particolare la limpidezza dei suoni e in particolare delle timbriche della batteria di Nick Mason. È proprio lo storico batterista dei Floyd il primo a dichiararsi soddisfatto del 2018 remix: “Sono contento che l’abbiamo remixato invece di lasciarlo così com’era. Penso che di tutti gli album sia forse quello registrato meno bene. Ha meritato un miglioramento”. Anche Aubrey Powell, che ha curato le grafiche della nuova copertina, esterna la sua approvazione: “So che la band non è mai stata del tutto soddisfatta di “Animals”. Lo realizzarono nel loro studio per la prima volta e hanno avuto un sacco di problemi iniziali. Ora ha preso vita e la grinta è proprio quella immaginata da Roger. È incredibile”.
Bisogna ammettere che “Animals” è un disco di rottura nella discografia dei Floyd, vera e propria linea di demarcazione che separa la musica sognante e onirica di “The Dark Side Of The Moon” e “Wish You Were Here”, i loro due dischi precedenti, dal successivo “The Wall”, vero e proprio tsunami lirico e sonoro. Con “Animals” la band rompe musicalmente col passato: niente musica d’atmosfera, da ascoltare a occhi chiusi: il suono di “Animals” ti tiene sveglio, non te lo godi rilassato sulla sedia a sdraio, non puoi suonarlo con la chitarra davanti a un falò con gli amici, non potrai utilizzarlo all’interno di un documentario sul surf o come colonna sonora per l’acqua minerale, come gran parte delle canzoni dei Pink Floyd. Nulla di tutto questo. “Animals” ti fa riflettere, ti colpisce dritto nello stomaco e ti costringe a reagire, ribellarti, prendere posizione. Non è accomodante, è scomodo. Ed è pericolosamente visionario e attuale. Non è un caso che quarant’anni dopo Roger Waters ne abbia ripescato suoni e iconografia per i suoi concerti dell’”Us+Them” tour del 2018, adattandoli perfettamente alla situazione politica e sociale di quel periodo. Per questo i testi e le musiche di “Animals” suonano ancora più pregnanti oggi, fungendo da perfetta colonna sonora dei tristissimi tempi che stiamo vivendo.
A parte l’impegno in fase d’incisione, c’è da rimarcare il diverso coinvolgimento dei quattro musicisti all’interno dei Britannia Row Studios. Sin dalle prime settimane Nick Mason si è particolarmente attivato producendo ai Britannia Row alcuni musicisti e prendendo confidenza con le attrezzature, prima dell’inizio delle incisioni di “Animals”. Richard Wright, preso da problematiche personali, si pone ai margini delle lavorazioni del disco, vivendo con disagio lo strapotere decisionale del quale si era investito Roger Waters anche grazie alle distrazioni degli altri componenti della band. Infine Gilmour e Waters vivono quelle settimane totalmente presi dalla loro vita privata: freschi sposi, diventano per la prima volta genitori proprio nel 1976, Gilmour ad aprile, Waters a novembre.

