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NeXT Hyper ObscureArchivio per Lustmord
Lustmord – Dark Matter | Neural
[Letto su Neural]
Brian Williams, aka Lustmord – un veterano delle scene dark ambient e membro del seminale combo industriale degli SPK – ha pubblicato per la prima volta a suo nome su Touch Music, primigenia e ben conosciuta label sperimentale britannica. L’etichetta fondata da Jon Wozencroft, Mike Harding e Andrew Mackenzie – e che fu pensata al fine di sottolineare un approccio multimedia e specificatamente audio-visual – ben si presta a questa interessante, dettagliata e super-vivida partitura cosmogonica, che organizzata a partire dalla suggestione d’un vuoto creatore è particolarmente evocativa d’un qualsiasi stato costitutivo, non solo artistico ma anche fisico. “Abbiamo sempre cercato di prestare attenzione a tutti quegli invisibili sentimenti e idee a proposito d’atmosfera, spazio e presenza, concetti del quale è difficile parlare e che hanno bisogno di un contesto, al fine d’essere esperiti”. Così Jon Wozencroft parlava della Touch – ben prima di questa uscita – e il tutto sembra particolarmente appropriato anche adesso, seguendo l’ispirazione di una dark matter, materia informe che cerca nuovi modelli d’aggregazione, un diverso e propulsivo respiro. I suoni adoperati da Williams in questo album sono field recording davvero speciali e sono state raccolte da varie fonti tra cui la NASA (Cape Canaveral, Ames, The Jet Propulsion Laboratory e Arecibo), The Very Large Array e The National Radio Astronomy Observatory, nonché in varie istituzioni educative e sostenitori privati in tutti gli USA. Questi suoni sembrano onde e frequenze che viaggiano nel vuoto siderale, alcuni anche difficilmente distinguibili dall’orecchio umano, seppure nel vuoto – lo si può affermare scientificamente – le onde sonore non sono trasmissibili. Se lo spazio esterno è pensato come un vuoto, un mondo di sogno dove i paesaggi sintetici e la plasticità delle forme visive inventate da Lustmord sono equivalenti di una condizione interiore, questa galassia sospesa, pervasa da una sorta di ronzio onnicomprensivo – tuttavia – va al di là di ogni infinitesimale entità singolare, ammiccando alla kosmische musik d’antan, alla ricerca di un respiro tra krautrock e ambient che renda la composizione iper-contemporanea ma allo stesso tempo molto classica e vibrante.
Lustmord Live Backdrop Video Preview 2015
Il suono siderale delle galassi si trasformi in droni senzienti alieni.
Lustmord: The Word As Power | Ver Sacrum
[Letto su VerSacrum]
Ritorna Brian Williams con la sua creatura Lustmord, nome leggendario del dark-ambient, un genere che ha praticamente inventato. Lustmord è sinonimo di oscurità: la sua musica, registrata in luoghi come bunker e mattatoi, evoca da sempre altre dimensioni spaziotemporali in cui regnano entità misteriose e occulte. Album come l’apocalittico e esoterico The Monstrous Soul, il siderale The Place Where The Black Stars Hang e il dark cosmico Stalker – mitica collaborazione con l’influente sperimentatore elettronico californiano Robert Rich, un disco che ha creato nuovi standard per l’ambient – sono pietre miliari con cui chiunque sperimenti questo tipo di sonorità deve fare i conti. Brian Williams ha sempre dimostrato di essere un artista intelligente, durante la sua lunga carriera ha cercato di non ripetersi mai come dimostra questo nuovo The Word As Power. Pur non snaturando la sua musica Lustmord, in questo nuovo lavoro, ha deciso di purificare con la luce e la spiritualità le sue visioni da incubo. L’artista gallese ha così compiuto un viaggio alle radici del canto sacro e del potere terapeutico e primordiale della parola. Ha chiamato a collaborare con lui la vocalist Aina Skinnes Olsen, Soriah, Jarboe e Maynard Keenan dei Tool. Ascoltando The Word As Power si ha la vivida sensazione di vivere in un tunnel buio e profondo in cui alla fine si riesce a vedere una luce salvifica. Le prime tre tracce – “Babel”, “Goetia” e “Chorazin” – vedono protagonista la voce mistica e eterea di Aina Skinnes Olsen che riesce a creare, grazie alla qualità spirituale del suo canto, una radiazione luminosa nel fitto velo di tenebra della musica di Lustmord. In “Grigori” troviamo invece ospite Soriah che, con la sua particolare voce gutturale, ci conduce in un viaggio alla ricerca di un inaccessibile monastero di monaci tibetani custodi di segreti millennari. La parte finale di The Word As Power è all’insegna di una calma quieta e minacciosa: la ricerca della dimensione divina è sempre presente ma l’atmosfera generale tende sempre all’oscurità generando un contrasto luce-tenebra di indubbia originalità come in “Abbadon”, dove si può ascoltare un canto gregoriano che sembra provenire da qualche pianeta sconosciuto. Chiude la mistica “Y Gair”, caratterizzata da un mistico organo a canne. The Word As Power è un album imprescindibile per tutti coloro che amano il dark-ambient e le atmosfere oscure.
Lustmord – Black Star
Rivolta nel settore siderale inumano. Rivolta capeggiata da angusti esseri appena incarnati nella loro bestialità senziente.
Lustmord | Descent
L’angoscia biologica dello spazio profondo si realizza in sibili appena udibili, terrificanti urla subliminali confuse col rumore siderale.
Lustmord – Album: The Place Where The Black Stars Hang
Il suono che si arrovella sulle definizioni sfuggenti degli universi latenti, quando la spessa consistenza biologica diviene soltanto inutilità dannosa.
Robert Rich & B. Lustmord – Stalker – Undulating Terrain
Guardo, in alto, con lo sguardo rappreso e mistico, non riesco a credere all’immensa emozione che cade e che m’investe, mi ricopre, mi rende solo polvere senziente, di Nulla senziente. Parlo, senza essere.


