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NeXT Hyper ObscureArchivio per Ivo Torello
Carmilla on line | Volpi danzanti
Su CarmillaOnLine la recensione di Franco Pezzini a L’anno delle volpi. Un armanàcco da Val Lemûria, di Cristiano Demicheli, edito da Hypnos. Ci andrò a breve, in quelle zone, che ho già amato profondamente e ora so perché.
Trovandomi davanti a questo romanzo, edito in realtà da un paio d’anni – tra l’altro con elegante cura grafica (di Ivo Torello), la copertina rossa con due volpi danzanti è bellissima – per i tipi di un editore specializzato in letteratura fantastica, non sapevo bene cosa aspettarmi: ma me n’erano giunti elogi da amici che stimo, e dunque meritava di essere avvicinato. Partiamo da una considerazione: si tratta di un libro costruito sulla base di un’idea brillante, ma che in altre mani si sarebbe convertito in un gentile omaggio da ottuagenari o madamine a un mondo passato, con un po’ di blanda, insipida ironia sulla fantasia dei piccoli centri di provincia e qualche venatura di tedio. Invece il risultato, grazie al piglio – autenticamente letterario, ed efficace sia per costruzione che per stile – di Demicheli, è ben diverso: la storia, condita di cultura genuina (che inventa, pázzia, affabula con una lievità incantevole) sa conciliare l’esilarante e il malinconico, il riflessivo e il malizioso con un equilibrio raro. E terminato L’anno, rimpiangiamo che non ne segua subito un altro.
E il fantastico? c’è, non si tema: non solo attraverso richiami fantasmagorici e giocosi a zoologia (il pappagufo, il chimello che è sempre cinque minuti avanti sull’osservatore, il gigantesco verme del racconto di sciô Manoælo, l’elusivo…) e botanica (l’antoninn-a propiziatrice di fecondità, lo spexülin dalle proprietà medicamentose, il fenóggio gràmmo forse identificabile con l’aneto…), affrontate dall’autore con piglio enciclopedico sornione alla Borges, ma nei richiami a un sovrannaturale diffuso, per quanto confinato in racconti, paure e chiacchiere. Di qui paradossi onirici, spettri, demoni come i Desconténti pagani, e poi doppi, inonbràj/umbratili e creature altre di tutto un folk horror – o orrore popolare, visto che l’ambientazione è italiana – surreale e onirico, ai margini degli eventi principali come per antica tradizione sono i mostri: figure spesso bizzarre come l’entità che possiede lo specchio del bagno, il lungo braccio grigio che infesterebbe la camera 4 dell’albergo o i fantasmi dei mugnai Caniggia, uno buono e uno cattivo, ma difficili da distinguere; o talora inquietanti come i negromanti Serpiero capaci di fare “il pellegrinaggio alla rovescia alla città chiamata Corazin” (cfr. qui) o le presenze emerse o perdute oltre le lugubri Porte Migre.
Hypnos, nuovo numero, nuovo corso | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo corso editoriale della rivista Hypnos, che da adesso in poi sarà curata da Ivo Torello.
Inizia un nuovo corso per la rivista Hypnos, da questo numero sotto la curatela di Ivo Torello, con una rinnovata veste grafica e tutto a colori! A svettare i nomi di giganti del fantastico come H.G. Wells con il suo seminale “La porta nel muro” e Fritz Leiber con “I sogni di Albert Moreland”, tra i capolavori del fantastico del Novecento, cui si accompagnano le voci contemporanee di A.C. Wise, con “Come funziona il trucco”, con protagonista Harry Houdini, e il racconto vincitore del premio Hypnos “Alle case vecchie” di Matt Briar. Letteratura, storia, cinema e folklore sono invece l’oggetto d’esplorazione dei preziosi contributi di Cristiano Demicheli, Simona Cremonini, Emanuele Manco e Franco Pezzini. Illustrazione di copertina di Elena Furlan.
Recensione “Le creature della follia”, di Ivo Torello (2023) | La Tela Nera
Su LaTelaNera Cesare Buttaboni recensisce “Le creature della follia”, romanzo di Ivo Torello uscito recentemente per Hypnos; alcuni brani:
Il titolo del nuovo romanzo di Ivo Torello ovvero Le creature della follia fa subito pensare a H.P. Lovecraft. Sembra quasi un titolo più lovecraftiano di Lovecraft stesso. In realtà questa volta il “Solitario di Providence”, a differenza dei suoi romanzi precedenti, dove si potevano trovare riferimenti a vari pseudobiblion della sua opera, non viene mai citato. E sinceramente sarebbe riduttivo pensare a Torello come a un clone di Lovecraft (in Italia in questo senso non mancano gli esempi pur apprezzabili) in quanto emerge indubbiamente anche l’influenza di scrittori inglese dell’800 come Robert Louis Stevenson e Thomas Love Peacock. Torello ha creato un suo universo personale fatto di citazioni magiche, di scienza e occulto il tutto rivestito da una solida ambientazione storica.
Lo scrittore genovese scrive anche bene (a differenza di qualche suo collega) e si lascia leggere. Le sue storie sono piacevoli e non annoiano anche se il formato del romanzo è impegnativo e il rischio è quello, alla lunga, di perdere la misura.Le creature della follia è il seguito di Predatori dall’abisso, anche se dico subito che il libro si può leggere in maniera indipendente senza aver letto per forza di cose il capitolo precedente. I due protagonisti sono ancora il professor Thaddeus Walkley e Julius Milton.
La vicenda è ambientata nel 1897 in una Edimburgo plumbea e nevosa con le sue torri sullo sfondo; in città tiene banco la mostra “Iside svelata” del fantomatico Valentin Morleu. Le sculture della mostra diventeranno presto l’ossessione del professor Thaddeus Walkley: rappresentano i simboli ancestrali della storia del cosmo. Nel frattempo Julius Milton è vittima di incubi ricorrenti.
Presto su Edinburgo si crea un’atmosfera da Apocalisse imminente con la presenza di molti fenomeni inesplicabili. Per cercare di venire a capo dell’enigma Walkley si circonda presto di alcuni aiutanti fra cui la signora Minerva Russell e il poliziotto Rufus Begbie oltre a chiedere la consulenza della sedicente maga italiana Serafina Lupinacci. La sua ricerca lo porterà infine a Praga per consultare il Grimoire von Wranau.
Alla fine le creature della follia appartengono a un’altra dimensione spazio-temporale, una dimensione che preme costantemente sulla nostra quotidianità.
È in prevendita Le creature della follia, il nuovo romanzo di Ivo Torello | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione della prevendita dalla casa editrice Hypnos di Le creature della follia, nuovo romanzo di Ivo Torello, seguito di Predatori dall’Abisso; la quarta:
Edimburgo, 1897. Un’invasione di prodigi si abbatte sulla capitale scozzese, forse preannunciando un evento catastrofico di portata planetaria. Saranno il professor Thaddeus Walkley e un nient’affatto entusiasta Julius Milton, nuovamente vittima di incubi sempre più allucinanti, a dover lottare contro il tempo cercando di porre un freno all’oscura minaccia dell’Iside rivelata e le sue creature. A Walkley e Milton si affiancheranno nuovi e pittoreschi personaggi, in una sarabanda gotica, visionaria e umoristica degna di Stevenson, Lovecraft e Peacock.
Dopo il successo di Predatori dall’abisso torna il consolidato duo Thaddeus Walkley e Julius Milton in una nuova e imperdibile avventura.
Da certe conchiglie non è il mare a sentirsi – Carmilla on line
Su CarmillaOnLine la recensione di Franco Pezzini a La casa delle Conchiglie, di Ivo Torello, con prefazione di Paolo Di Orazio ed edito da Edizioni Hypnos; un estratto:
Impensabile banalizzare in un riassunto le infinite avventure offerte da questo tripudio gotico e romantico, in un brillante e originalissimo mix di arte, magia nera, sessuologia e storia della cultura dove il fantastico esonda, compreso quello dell’erotica che ne ricorda le dimensioni teatrali, antinaturalistiche e fittizie, in sostanza fantastiche. Un libro scritto per il puro piacere della scrittura, alieno dal desiderio di compiacere chicchessia, e che dunque si lascia andare al divertimento e allo sberleffo (in chiave erotica, perché no), con una sincerità rara: sberleffo anche a un certo horror alla moda dell’oggi, che celebrando e banalizzando Ligotti e altri alfieri del Nero, celebra l’iperviolenza sterile, il maledettismo ripiegato su se stesso, un certo uso gratuito dell’angoscia e – fuori tempo massimo – dello splatter. Comprese le sacrestie dei finti outsider fitte di devoti a un Lovecraft premasticato: e in effetti qui troviamo – con benvenuta vis polemica – entità paralovecraftiane adorate dai beceri cultisti dell’Ordine del Dio Dormiente o Confraternita di Dagon, evolianamente maschilisti, compiaciuti nella messa in scena distorta e distorcente di copioni che hanno preteso di arraffare, credendo di celebrare il politicamente scorretto e corteggiando solo un modaiolo grottesco. Non è forse un caso che gli odierni cultisti di HPL sminuiscano la carica critica di questo bel romanzo. Regolarmente penalizzato anche dall’algoritmo bacchettone dei social, cieco e idiota come certe entità lovecraftiane: il seno all’aria sulla copertina (“L’orrore. L’orrore…”) sembra recare problemi più gravi agli uomini di Zuckerberg di certi repellenti post o gruppi neofascisti. Il che, diciamolo, stupisce moderatamente.
Hypnos. Rivista di letteratura weird e fantastica. Vol. 13 | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni al numero 13 della rivista Hypnos, pubblicazione dedicata ovviamente al weird. Un estratto:
Non ci sono dubbi, il nuovo numero di Hypnos è un’autentica bomba per gli appassionati di narrativa horror!
In copertina campeggia il nome di Ramsey Campbell, da qualcuno considerato (come nel caso dell’esegeta di H.P. Lovecraft, S.T. Joshi) come il più grande scrittore horror vivente. Si tratta di un punto di vista opinabile ma indubbiamente Campbell è un gigante del genere e c’ha pensato Edizioni Hypnos, pubblicando di recente la novella “lovecraftiana” L’ultima rivelazione di Gla’aki, a rinnovare l’interesse per quello che è un maestro dell’horror contemporaneo, con all’attivo romanzi iconici come La bambola che divorò sua madre (1976), La faccia che deve morire (1979) e La setta (1981).Questo numero 13 della rivista risulta così un’occasione succulenta per i seguaci di Ramsey Campbell: ci vengono proposti un’intervista (con domande di Andrea Vaccaro, Ivo Torello e Matteo Carnio) e uno splendido e pauroso racconto inedito intitolato Lo schema.
Ma questo numero di Hypnos non si ferma certo a Campbell e ci presenta alcuni racconti assolutamente degni di interesse. In particolare ho trovato notevole Egnaro di M. John Harrison, autore che deve molto alla tradizione di un autore come Arthur Machen che viene da lui riletto in maniera originale. A me personalmente questo racconto ha ricordato anche qualcosa di Borges anche se su un piano più weird e di genere.
Arriva Hypnos Magazine n.13 | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo numero (il 13) di Hypnos, la rivista dell’omonima casa editrice specializzata in ogni declinazione del weird.
In questo tredicesimo numero di Hypnos il maestro inglese dell’horror Ramsey Campbell ci presenta uno dei suoi racconti più terrificanti, “Lo schema”; altro classico del perturbante è “Egnaro” di M. John Harrison, uno storia fuori dagli schemi, così come il bizzarro “Macchina d’acqua” dell’americano Michael Cisco. “Chiaro di luna” di Valentina Ramacciotti è il racconto vincitore del premio Hypnos 2021, mentre per i classici è la volta di Hugh Walpole con “La maschera d’argento”. A chiudere il numero l’ultimo capitolo della Strana Storia dell’Arte, di Ivo Torello, recensioni a cura di Laura Sestri e un articolo di Francesco Ceccamea sull’antologia “Il colore del male”.
Predatori dall’abisso | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a Predatori dall’abisso, nuova edizione del primo romanzo di Ivo Torello, edito da Hypnos; uno stralcio:
Come scrive Andrea Vaccaro nell’introduzione, Predatori dall’abisso fu una sorta di apripista, un punto di svolta (anche se non immediatamente percettibile), un’opera italiana, weird, di stampo lovecraftiano, intrisa di sense of wonder capace di parlare ai lettori d’oggi, conquistando pubblico e critica. Con il successivo romanzo La casa delle conchiglie, Torello ha cercato nuove strade abbandonando (almeno in parte) la via tracciata con il romanzo d’esordio, ma questo non vuol dire che l’avesse disconosciuto. Tanto che ora ne esce una nuova edizione (sempre per le Edizioni Hypnos) rivista, ampliata e anche, almeno in gran parte, riscritta. In pratica questa nuova edizione è quasi un nuovo romanzo.
Avevo un buon ricordo del romanzo, ma dopo averlo riletto posso dire che siamo di fronte ad un’opera di assoluto livello in ambito weird e di orrore cosmico “lovecraftiano”. Forse anche grazie a una maturata esperienza dell’autore, questa seconda stesura risulta superiore alla prima.
La storia è ambientata nel 1890 a Londra e in Scozia, nelle Highlands. La vicenda inizia in una Londra cupa e piovosa dove Julius Milton, artista squattrinato che ritrae nei suoi schizzi strane creature visionate al British Museum, è ossessionato da sogni allucinanti che gli mostrano una realtà pazzesca. In questi incubi vede un fantomatico castello dalle torri asimmetriche, mostri inconcepibili e avverte una presenza gelida proveniente dagli abissi del cosmo. Impossibile non pensare al leggendario Wilcox, il giovane artista di Il richiamo di Cthulhu.
Milton riesce a risolvere l’enigma del castello grazie all’aiuto di un libraio: effettivamente l’edificio esiste ed è situato in Scozia nel paesino di Kirsdale, nelle Highlands. Viene poi a conoscenza, tramite un articolo di giornale, della morte del professor Renwick, stimato paleontologo le cui ricerche nella torbiera della località scozzese avevano portato alla luce fossili antichissimi. A questo punto Milton, spinto dalla curiosità, lascia Londra e decide di recarsi a Kirsdale per cercare di esorcizzare i suoi fantasmi .
Predatori dall’Abisso di Ivo Torello ritorna in una nuova edizione ampliata | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione della riedizione di Predatori dall’Abisso, romanzo weird di esordio – di circa dieci anni fa, ora riedito con ampliamenti – di Ivo Torello; questa è la quarta:
Highlands, 1890. La morte di Alan Renwick, scienziato e studioso di occultismo, apre le porte a una serie di eventi misteriosi. Nel frattempo a Londra strani sogni popolano la mente del giovane Julius Milton che, attratto da un incomprensibile richiamo, si reca nello sperduto villaggio di Kirsdale, sul quale grava una minaccia ignota e mortale. Qui oltre agli scontrosi highlanders, incontrerà il professor Thaddeus Walkley, bizzarro zoologo e collezionista di “mostri”, con cui vivrà un’avventura insieme affascinante e terrorizzante, tra saperi proibiti e creature venute dall’altrove.
Torna dopo dieci anni Predatori dall’abisso, il romanzo d’esordio di Ivo Torello, qui riproposto in una nuova e più corposa edizione ricca di parti inedite, un’avventura lovecraftiana istoriata in una rigorosa ricostruzione delle atmosfere scozzesi di fine Ottocento.


