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E.1027 Eileen Gray and the House by The Sea | ThrillerMagazine
Su ThrillerMagazine una bella recensione, articolata, complessa, profonda, di Sacha Rosel a E.1027 Eileen Gray and the House by The Sea, film/documentario di Beatrice Minger e Christoph Schaub che indaga la vita dell’architetto/designer Eileen Gray; vi lascio a un corposo incolla dell’articolo, che dona un respiro non comune alle visioni del non visto, ma intimamente vero:
Siamo nella Parigi dei primi anni del Novecento: ricca e affamata d’arte, Eileen (Natalie Radmall-Quirke) è una donna solitaria che preferisce il lavoro alla mondanità. Continuamente alla ricerca di un linguaggio estetico che possa creare un respiro continuo fra gli oggetti d’arte, lo spazio che li ospita e le persone che vi sostano dentro, Eileen abita la sua identità queer esercitando la pratica della sparizione, un minimalismo esistenziale che la porta a schivare il contatto umano e a concentrarsi esclusivamente sulla sua quest personale ed artistica. Dopo una parentesi amorosa incendiaria con la ballerina Damia, che preferiva il frastuono all’armonia del silenzio, Eileen si dedica alla creazione di pezzi di arredamento quali sedie e poltrone, dando loro un design innovativo attraverso l’utilizzo di materiali quali vetro e metallo ma soprattutto imprimendovi una forza circolare. Ogni mobile diventa una sorta di abbraccio o una vibrazione che avvolge le persone, e nel loro camminarvi accanto esse stesse fungono da cassa di risonanza di quella sensazione avvolgente.
Il primo (e per molto tempo l’unico) ad accorgersi del senso vero di quella ricerca è Jean Badovici (Axel Moustache), giornalista e aspirante architetto che vede attraverso le forme create da Eileen e capisce il suo voler andare oltre i limiti funzionali imposti dall’architettura e dal design. Accomunato dal suo stesso intento liberatorio, “Bado” incoraggia Eileen a progettare non più esclusivamente dei mobili, ma un’intera casa attorno a essi, e la designer, che già desiderava costruire un luogo dove le donne come lei potessero vivere indisturbate e sentirsi protette ma allo stesso tempo libere, si trasforma consapevolmente in un’architetta. Partita alla ricerca del luogo perfetto dove poter vivere il silenzio e la gioia, Eileen getta le basi del suo capolavoro in un angolo sperduto eppur vitalissimo di natura: Roquebrune, in Costa Azzurra. Qui, fra le rocce, Eileen crea la sua casa bianca a ridosso del mare, dando corpo a un sogno nutrito dal desiderio nonostante le leggi dell’architettura di allora ritenessero folle e pericoloso costruire così vicino al mare, e così ad un passo dall’annegare sotto i suoi flussi capricciosi. Eileen non si cura di queste leggi, ma si lascia conquistare dalla forza della sua creatura, e a suggellare l’unione con Bado decide di chiamarla E.1027, come le loro iniziali: E e 7 per “Eileen” e “Gray”, 10 e 2 per “John” e “Badovici”.


