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Scusi lei che punk è? | Fantascienza.com
Su Delos255 un interessante speciale che cataloga un po’ tutti i sottogeneri “punk” che potete trovare nella fantascienza e nel fantastico in generale: sono tanti, più di venti, tutti interessanti:
Se siete tra quelli che si lasciano affascinare dagli elenchi e dalle classificazioni, insomma se siete affetti dalla Sindrome di Linneo, beh, date un’occhiata a questo. Sapevate voi che il Cyberpunk (dove Punk indicava la ribellione verso lo strapotere economico e sociale di multinazionali fondate sulle nuove tecnologie cibernetiche) ha tanti “sottogeneri”? Qui c’è un elenco in rigoroso ordine alfabetico…
Immagini del Retrofuturismo | ilcantooscuro
Il bravo Alessio “Galessio” Brugnoli ha redatto un post in cui traccia le differenze tra i vari sottogeneri del Fantastico e soprattutto SF in cui compare il suffisso punk; eccovi questo Bignami della nuova Fantascienza del Duemila e passa: mirabile…
Nel Sandalpunk, che può essere fracassone come un peplum o colto e misurato, rivive, nelle sue contraddizioni, il mito atemporale della classicità e della centralità dell’Uomo, intriso di eroismo etico e di equilibrio tra Natura e Cultura.
Nel Clockpunk, invece, la chiave di lettura dominante è lo stupore dinanzi alle infinite possibilità della tecnica.
Nello Steampunk dominano le contraddizioni del positivismo, con la lotta tra uomo e teknè alienante, che tende a ridurre ogni individuo in alienato meccanismo.
Nel Nouveaupunk – così mi piace definire con un pizzico di civetteria la mia narrativa – vige invece la malinconia di un’epoca che muore nella sensazione della tragedia imminente e ineluttabile contro cui gli uomini, senza speranza di riuscire, sono certi della sconfitta. In cui il sogno del Bello nasconde malamente la consapevolezza di una realtà industriale sempre più aliena dall’umano.
Il Dieselpunk, invece, è la realizzazione delle riflessione di Heidegger e di Severino sulla tecnica, viste come nascondimento e rifiuto dell’Essere, dato che il Reale si identifica in ciò che può essere dominato e utilizzato. E questo vale anche per l’Individuo, non più soggetto, ma oggetto del controllo dello stato totalitario.
E questa disperazione, che però dà sicurezza, è un’ancora in cui aggrapparsi nelle tempeste del Reale e si muta in malinconia, quando tutto è perduto: quando non rimangono che rovine e sogni, aperture al mistero dell’essere, siamo nell’Atompunk, in cui rinasce lo stupore dinanzi alle opere dell’Uomo, lo stesso che nasce osservando quel che rimane del Buran.
Aggiungo: in tutto ciò, il punk delimita l’approccio proprio del Cyberpunk e del Punk con un anarchismo di fondo, in cui la caoticità urbana e la sporcizia sociale danno derive da suburbi.
Ecopunk: proposta di manifesto | PennaBlu
Daniele Imperi di PennaBlu segnala il Manifesto dell’Ecopunk. Interesse di Daniele è sviluppare questo particolare ramo della letteratura (e immagino non solo di quella) affinché il genere si espanda con i dettami dell’opensource. Ecco l’incipit del Manifesto:
- Noi cantiamo il connubio fra Natura e Tecnologia, l’attitudine all’energia rinnovabile e all’ecologia. Sensibilizziamo popolazioni e comunità, proponiamo ecosistemi con alterazioni tollerabili e biomi riqualificati, promuoviamo un’ecosfera responsabile.
- La bioedilizia, le tecnologie organiche, lo sviluppo sostenibile sono gli elementi indispensabili della nostra scrittura.
Diffondiamo questo meme, e amplifichiamolo!


