HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Connected
Connected | FantasyMagazine
24 febbraio 2024 alle 15:52 · Archiviato in Cognizioni, Cyberpunk, Digitalizzazioni, Postumanismo, Recensioni, Sociale, Tecnologia and tagged: ChatGPT, Connected, Documentario, Emanuele Manco, Epica aziendale, Intelligenza Artificiale, Movie, Simon Poggi, Simona Calo, Solarpunk
Su FantasyMagazine una recensione di Emanuele Manco a Connected, docufilm di Simona Calo, co-sceneggiatrice insieme a Simon Poggi, sulle intelligenze artificiali che indaga parzialmente il rapporto tra loro e noi, come se esse possedessero già uno status di un certo rilievo; un estratto:
Le interviste non entrano nei dettagli scientifici ovviamente, ma portano avanti, in vario modo alcune tesi. La prima, ed è la più forte, ricordandosi di cosa si occupa Bip, è che, come molte innovazioni, quella delle AI è probabilmente destinata a restare. D’altra parte, è quanto accaduto con tutti gli ausili tecnologici di cui l’uomo si è avvalso nei secoli, dalla scoperta degli attrezzi, al fuoco, all’aratro, via via nei secoli, passando per il vapore, fino alla scissione dell’atomo e all’informatica del XX secolo. Siamo sempre stati creature che si avvalgono di tecnologia per superare i propri limiti.
Non manca però la tesi che possano esserci dei problemi, per i quali la Comunità Europea sta approntando una legislazione che possa garantirci ora e nei futuri sviluppi da eventuali storture. In breve, problemi legati al diritto di autore quando le AI sono utilizzate per la generazione di contenuti, per i quali attingono alla rete.Connected, per ragioni di comunicazione aziendale, è altresì ottimisticamente sbilanciato verso la direzione delle opportunità, lambendo poco il fronte dei rischi. Va detto che, la parte di finzione di Connected potrebbe essere considerata come afferente alla fantascienza più ottimistica degli albori, o all’odierno solarpunk. Il conflitto c’è nella parte iniziale, con il protagonista riluttante, ma viene risolto in modo soft, con l’AI che conquista la fiducia dell’uomo sul campo, mostrando le sue doti. Inoltre, con la scelta di una narrazione che mescola musica e immagini, viene alleggerito il relativo peso della parte documentaria, che pure mantiene un tono colloquiale e non cattedratico.
Volendo parlare a un pubblico più ampio possibile, la parte documentaristica non entra molto nei dettagli tecnologici, neanche da parte dei più tecnici tra gli intervistati. È una scelta condivisibile. Risulta pertanto una docufiction che cerca di illustrare l’oggi, con uno sguardo positivo, dichiaramente e onestamente di parte.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

