HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per settembre 23, 2018
Lasciati cullare
23 settembre 2018 alle 22:34 · Archiviato in Cybergoth, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Inumano, Oscurità, OuterSpace, Reading, Scrittura, Surrealtà and tagged: Infection, Interrogazioni sul reale, Luce oscura, Siderale, Teoremi incalcolabili
Provvedi a lasciarti cullare dalle tue idee, ne nascono sempre momenti intensi, idonee visioni acute, estemporanei lampi di altri sistemi dimensionali in profonda ascesa psichica.
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Estensioni oscure
23 settembre 2018 alle 20:31 · Archiviato in Cybergoth, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Infection, Interrogazioni sul reale, Luce oscura, Olosensorialità, Ridefinizioni alternative
Stili di malvagia estensione, perché hanno accanto e dentro sé la bellissima vertigine dell’oscuro disincarnato.
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Music from Ancient Civilizations to Space
23 settembre 2018 alle 17:39 · Archiviato in Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Inumano, Oscurità, OuterSpace, Quantsgoth, Surrealtà, Tersicore and tagged: Cryochamber, Luce oscura, Nulla senziente, Siderale, Teoremi incalcolabili, Video
Un lungo percorso di ambient siderale, per esplorare le profondità matematiche del Nulla senziente.
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Guerrevisioni. Corpi, droni e kamikaze nelle guerre contemporanee – Carmilla on line
23 settembre 2018 alle 15:40 · Archiviato in Sociale, Tecnologia and tagged: CarmillaOnLine, Controllo sociale, Fascismo, Omicidio, P.K. Dick
Su CarmillaOnLine un lungo articolo che parte da più punti di vista e analizza, molto analiticamente, la pulsione che permea gli atti suicidi dei kamikaze e il controllo sociale che la controparte opera, in chiave perfettamente dickiana, sfoggiando involontariamente ma inevitabilmente tutto il corollario fascista di cui è capace.
Grespi pone l’accento su come la minaccia di subire un attacco da parte dei kamikaze determini in Occidente l’ossessione del riconoscimento preventivo mentre, inversamente, per gli attentatori suicidi il problema diviene quello di non farsi individuare. Di fronte al rischio di attentati l’obiettivo dei servizi di sicurezza occidentali è pertanto quello di riconoscere preventivamente e a tal proposito nel 2007 il Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha dato il via al “Project Hostile Intent” al fine di formare agenti per migliorare le loro «capacità di interpretare i corpi, rilevando tutti quegli elementi comportamentali, gestuali e vocali che rendono un viaggiatore sospetto e meritevole di ulteriori, più aggressive indagini antiterroristiche» (p. 345). Alle tecniche di osservazione sul campo si sono aggiunti sofisticati sussidi tecnologici denominati “Future Attribute Screening Technology” con lo scopo di monitorare la temperatura basale, il movimento oculare e il battito cardiaco. I dati raccolti da tali tecnologie vengono poi trasmessi agli agenti della “Transportation Security Administration”, sottosezione dei “Behaviour Detection Officers”: «a loro spetta l’incarico di osservare i passeggeri, inquadrandone il comportamento e producendo un calcolo del “coefficiente di pericolosità” di ogni individuo, ovvero della probabilità che egli nutra intenzioni criminose» (p. 346). Tale coefficiente si basa sostanzialmente sul riconoscimento delle emozioni secondo un modello proposto dallo psicologo statunitense Paul Ekman, l’ideatore del “Facial Action Coding System”, consistente in una misurazione obiettiva dei micromovimenti facciali che dovrebbe poi essere convertita in un codice informatico destinato alla produzione di “tecnologie sensibili alle emozioni”. Al momento il supporto informatico si limita alla rilevazione delle espressioni involontarie del volto, mentre è all’abilità umana degli agenti che spetta il compito di interpretare tali espressioni riconoscendo i segni di stress corrispondenti alla paura di essere scoperti, i sintomi della menzogna ecc.
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10 anni di Paolo Barbieri a FantastikA Dozza | FantasyMagazine
23 settembre 2018 alle 12:50 · Archiviato in Creatività, Editoria, Fantastico, Letteratura and tagged: Paolo Barbieri, Ridefinizioni alternative
Su FantasyMagazine una segnalazione che riguarda Paolo Barbieri, illustratore e autore schivo ma bravo, bravo, bravo. Un estratto:
Nato, artisticamente parlando, come autodidatta approcciato alla fantascienza con quei robottoni, come li chiama lui, che vedeva in televisione e che copiava velocemente durante le puntate in onda. Un tipo di fantascienza romantica, dice, che ha interiorizzato anche se non vedeva molto l’aspetto romantico a 6 anni e che ha poi cercato di migliorare,
anche se è una bestemmiascherza su. Ma questo cercare di migliorare quei soggetti fu una palestra per la mente, portandolo a intraprendere una carriera come illustratore. Prima di approcciarsi al fantasy, Paolo Barbieri, tramite vari studi con cui ha collaborato, ha lavorato alle copertine di Urania, iniziando così a lavorare con gli editor della casa editrice Mondadori. Da lì, passò poi al fantasy e nel 2008 arrivò il primo libro illustrato del Mondo Emerso, seguito da un secondo nel 2010. Fu poi dal 2011 che iniziò la carriera come autore, oltre che illustratore, con L’inferno di Dante, primo libro illustratore interamente di Barbieri.
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