Archivio per Vento
31 dicembre 2024 alle 18:14 · Archiviato in Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, Tersicore and tagged: Andrew Weis, Luce oscura, Ridefinizioni alternative, Vento, Video
Il vento, la sua anima, il suo suono articolato.
13 luglio 2023 alle 14:36 · Archiviato in Empatia, Energia, InnerSpace, Onirico, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Luce oscura, Nefandum psichico, Olosensorialità, Roger Waters, Vento, Volontà
Quando il vento soffia rovente e sposta i pensieri, gli oggetti, le Volontà divenute nulle e latenti.
8 agosto 2018 alle 17:54 · Archiviato in Creatività, Empatia, Experimental, InnerSpace, News, Oscurità, Surrealtà, Tecnologia, Tersicore and tagged: Edwin van der Heide, Interrogazioni sul reale, Luce oscura, Nefandum psichico, Ridefinizioni alternative, Vento
[Letto su Neural]
Il vento può modificare l’udito di una voce udibile, grazie al più rapido movimento dell’aria. Portando più velocemente le molecole d’aria, può generare suoni accidentali, propagando anche la nostra voce lontano o anche solamente vicino, a seconda della sua direzione. Fluisterende Wind (Whispering Wind) è un’installazione permanente di Edwin van der Heide, posizionata in un passaggio dell’Università di Leida, costituita da un rilievo a parete che emette una composizione sonora generativa a otto canali, creando “un continuum tra rumore e voce umana che si traduce in momenti in cui il vento sembra sussurrare”. Ciò avviene attraverso una spazializzazione in tempo reale dei suoni provenienti da una libreria di parole parlate, analizzate e generate in tempo reale, in modo tale da iniziare a sussurrare. La permanenza di questa installazione ci induce a pensare ai ripetuti pattern vocali e a come le persone che passano spesso possano contribuire a formare un ambiente temporaneo e omogeneo di sussurro.
6 febbraio 2018 alle 21:47 · Archiviato in Creatività, News, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Bitcoin, Ecologia, Julian Oliver, Ridefinizioni alternative, Vento
[Letto su Neural]
Julian Oliver, uno dei più importanti autori del manifesto “Critical Engineering”, non ha mai smesso di creare opere d’arte con un aspetto solido, sia universalmente valide che in grado di aprire uno spazio di conoscenza e senso di contraddizione nel
pubblico. “Harvest” ancora una volta possiede queste qualità. Utilizza una turbina a vento 2m collegata ad un computer (resistente alle intemperie), il quale è connesso ad internet attraverso 4Guplink. L’energia ottenuta dal vento e dalle tempeste alimenta i requisiti del computer per estrarre una criptovaluta (Zcash). I soldi incassati quindi vengono donati alle organizzazioni di ricerca sul cambiamento climatico senza scopo di lucro. Viene definito dall’autore un’opera di “arte ambientale computazionale”, Harvest è un breve circuito semiotico. Il valore associato con i simboli utilizzati cambiano tra i diversi sistemi, mentre passano attraverso, e sono in un circuito. Come in una poesia, essi sono entrambi opinabili e condivisibili. Alla fine ciò che rimane è la struttura del sistema e il suo esito che suona come un’evidenza astratta.
15 ottobre 2011 alle 21:41 · Archiviato in Catarsi, Connettivismo, Empatia, Energia, Inumano, Oscurità, Surrealtà and tagged: Alberi, Anna Perenna, Luce oscura, Nefandum psichico, Olosensorialità, Strix, Vento, Verbena, Wicca
Ascolta il vento parlare linguaggi arcaici; ascolta, e osserva – senti – la pelle incresparsi alle armoniche occulte delle frasi che ti colpiscono dentro, che provengono da un centro di potere che ami. Ogni singola sensazione è un richiamo insopprimibile alla tua natura superiore, le anime affini ti cercano, sperimentano l’inumano.