Archivio per Twitter
7 Maggio 2023 alle 09:59 · Archiviato in Cognizioni, Filosofia, Futuro, Postumanismo, Recensioni, Sociale, Tecnologia and tagged: Ayn Rand, Donald Trump, Elon Musk, Evgenij Morozov, Fabio Chiusi, Jeff Bezos, Lerry Page, Liberismo, Lungotermismo, Mark Zuckerberg, Marte, Nick Bostrom, Quaderni d'Altri Tempi, Richard Barbrook, Roberto Paura, Sergey Brin, Toby Ord, Twitter, William MacAskill

Abbiamo un problema con Elon Musk. E no, non è esattamente quello che pensate. Non è semplicemente il problema che l’uomo oggi più ricco del mondo, titano della tecnologia, proprietario di un influente social network, è anche una persona piena di strane e pericolose idee sulla politica, l’umanità e il suo futuro; è piuttosto il problema di come quelle idee stiano infettando il discorso sul futuro al punto da rischiare di farlo deragliare fino a chiudere la porta a ogni possibilità di pensare il futuro.
Questo è l’incipit di un lungo post di Roberto Paura su QuaderniAltriTempi, dedicato proprio al controverso multimiliardario tecnofilo – parecchio, ma anche altro – di cui si analizza il pensiero e l’operatività. Un altro estratto, con le allarmanti considerazioni finali che potrete leggere nel resto dell’articolo:
Negli ultimi anni, questo mito si è fortemente incrinato. Durante la pandemia Musk, anziché impegnarsi negli sforzi di contenere il virus, ha iniziato a diffondere teorie complottiste contro i lockdown. Già prima era emerso il suo ambiguo sostegno alle politiche di Trump, e ben presto ha iniziato a emergere il discorso tipicamente alt-right contro i cosiddetti woke, dipinti come troppo impegnati a guardarsi l’ombelico pensando a quali pronomi usare per definire la loro identità di genere piuttosto che darsi da fare per cambiare il mondo. La guerra di Musk a Twitter, il suo social network preferito, reo di imporre il pensiero unico del politicamente corretto contro il cinismo muskiano, lo ha portato alla più tradizionale delle sparate di un arci-miliardario: se qualcosa non mi piace, la compro e la cambio.
È iniziata così a prendere forma la consapevolezza che a Elon Musk non sta tanto a cuore il futuro, quanto la sua visione del futuro, da imporre a tutti i costi. Prima attraverso i soldi, poi attraverso la tecnologia, quindi attraverso la grancassa dei social network; e magari, in un giorno non troppo lontano, attraverso la politica attiva. Una visione del futuro che Fabio Chiusi, nel suo L’uomo che vuole risolvere il futuro, ascrive correttamente alla categoria del “soluzionismo tecnologico” (Morozov, 2014):
“Solo mettere gli ingegneri e gli scienziati al comando, suggerisce questa scuola di pensiero applicata alla comprensione di Musk, ci darà una reale possibilità di risolvere il futuro, trattarlo cioè, da buoni soluzionisti, come un altro dei problemi umani riducibili a calcolo, probabilità e assiomi matematici”.
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26 marzo 2013 alle 13:07 · Archiviato in Creatività, Cyberpunk, Experimental, News, Segnalazioni, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Codice Morse, Disturbi sonori, Ridefinizioni alternative, Twitter
[Letto su Neural.it]
Negli ultimi decenni gli artisti multimediali hanno dimostrato un crescente interesse nella storia delle tecnologie e dei loro linguaggi (forse spinti da una crescita esponenziale di questi), parallelamente al convergere non sincrono di incongrui procedimenti e relative opere. Le attitudini futuriste-vintage e steam-punk hanno tirato fuori una miriade di opere anacronistiche ed epocalmente ibride. A tal proposito Martin Kaltenbrunner ha creato un sistema di comunicazione che combina la telegrafia vintage – utilizzando il codice Morse – con il contemporaneo protocollo di rete di Twitter. Sia Twitter che il codice Morse condividono un requisito comune e un modello per la condivisione di informazioni: sono entrambi interessati a inviare informazioni in piccoli pacchetti. Questi flussi di dati compressi – che definiscono in un certo qual modo la maniera di comporre sintatticamente i messaggi – rendono tuttavia questo sistema ibrido concettualmente più conciso. Questa affinità tra i protocolli ha ispirato Martin a creare Tworse Key. Utilizzando una struttura di supporto hardware open source, Martin ha modificato un classico telegrafo Morse, permettendogli d’inviare messaggi Twitter tramite un cavo standard di rete LAN. I segnali Morse, creati dai gesti analogici battuti sul tasto telegrafico, vengono convertiti in formato digitale, pronti per la trasmissione alle API di Twitter, utilizzando una scheda Arduino Ethernet incorporata. Nello spirito dell’hacking hardware e della filosofia open source, Martin sul suo sito web fornisce inoltre dettagliate istruzioni, schemi, configurazioni software e requisiti generali su come costruire un Tworse Key. La natura quasi-musicale del codice Morse è stata molto sfruttata nelle ultime ricerche elettroniche sperimentali. Lo staccato dei bip ritmici ha agito come un ritornello percussivo per quelli che stanno esplorando paesaggi sonori infusi di dati. Scrivere un messaggio twitter è un’azione che comporta una serie di sequenze percussive su una tastiera standard: inserendo lo stesso messaggio attraverso Tworse Key si accentua la “battente” qualità della comunicazione digitale, in modo tale che un tweet di 150 caratteri è percepito come una sorta di minimale musica dai bit binari. La telegrafia è una tecnologia ormai dimenticata ma Morse, come protocollo di comunicazione, è ancora molto popolare fra gli appassionati radioamatori per trasmettere e calibrare i loro sistemi. Non deve sorprendere se i radioamatori sono stati subito ricettivi nei confronti di Tworse Key. Potete ascoltate infatti alcuni dei loro tweets, così come altri esempi di tweeting morse, accedendo al sito di Tworse Key. L’ invenzione di Samuel Morse e Alfred Vail, che è di circa 170 anni fa, con quest’opera risplende di vita nuova: un tributo che gli era dovuto.
18 gennaio 2013 alle 09:15 · Archiviato in Creatività, Cybergoth, Digitalizzazioni, Experimental, News, Sociale, Tecnologia and tagged: Application Programming Interface, Infection, Poesia, Twitter
[Letto su Neural.it]
“Obama texting Past convicted Catch receive Egypts dog”: ecco un esempio di componimento firmato Plinko Poetry, un dispositivo interattivo di generazione poetica progettato da Deqing Sun e Inessah Selditz. I versi sono composti ricombinando parole contenute nei tweets di NYTimes e Foxnews tramite un meccanismo di selezione ludico ed interattivo. Su un pannello luminoso gli ultimi tweets delle sopraccitate testate scorrono suddivisi in otto strisce, individuate da una griglia di pioli gialli. Come giocando a connect4, (lo storico gioco di allineamento di dischetti di plastica di colore uguale in una matrice che li contiene, un po’ un antesignano del Tetris) l’utente lascia cadere il suo dischetto rosso che passa tra i tweet zigzagando sui pioli. Le parole su cui casualmente scivola rimangono luminose (mentre le altre vengono annerite) poichè sono le prescelte per la composizione. l bizzarri versetti risultanti vengono poi twittati in tempo reale sul profilo di Plinko Poetry. I componimenti (formati da un massimo di otto parole) per lo più non hanno senso compiuto dal punto di vista semantico. Ma in questo apparente nonsense hanno una specifica pregnanza. proprio come se fossero versi realmente composti sembrano comunicare un’immagine poetica, un sentire istintivo del momento storico contemporaneo alla loro generazione, poichè utilizzano le parole dense dei tweets di testate giornalistiche che descrivono gli avvenimenti nel momento in cui accadono. Forse per questo leggendo i tweets di Plinko Poetry uno di seguito all’altro, pur senza coglierne un significato specifico, ci si sorprende a cercare una qualche regola metrica che ne sancisca la dignità letteraria, come fossero le 17 sillabe di un haiku, ricalcolate sulla più imminente realtà.