C’è tutto e di più in questo splendido libro di Mario Leoncini e a fine lettura continua la voglia di ritornare indietro, di scorrere ancora anche solo per rigodere l’interessante iconografia, o rileggere e approfondire certi documenti d’epoca, certe lotte avvincenti, certe teorie, certi contrasti che fanno degli scacchi, almeno per i tanti appassionati come il sottoscritto, il gioco più bello del mondo.
HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Scacchi
“Hagia Sophia magnaura” di Sandro Battisti, Delos Digital. A cura di Alessandra Micheli – LES FLEURS DU MAL BLOG
Su LesFleursDuMal è uscita una recensione, a cura di Alessandra Micheli, a uno dei miei molteplici racconti che stanno uscendo nella collana DelosDigital L’orlo dell’Impero, dedicata alla mia produzione sull’Impero Connettivo: Hagia Sophia Magnaura.
Vi lascio alla recensione integrale, volevo prenderne qualche brano ma, davvero, mi è stato impossibile scegliere e leggendola tutta esce fuori esattamente quello che volevo trasmettere al lettore. Ringrazio, davvero tanto, per aver colto ogni sfumatura del racconto e colgo l’occasione per ricordarvi il link alle mie pubblicazioni imperiali uscite per DelosDigital.
Ci sono momenti in cui ci si sente quasi sospesi, in attesa che un segno possa decifrare il nostro futuro o anche tradurre in parole comprensibili il presente. E l’immagine migliore che possiamo usare per descrivere questi attimi è una scacchiera. Pensateci: pedoni bianchi e neri attorno a una regina che in fondo decide il risultato della partita. Non è un caso se questo simbolo lo ritroviamo in ogni cattedrale, in ogni storia dal contenuto esoterico. Mosse ragionate, che cercano di non far morire nessun pezzo di sé, e tanta astuzia, che a volte viene sacrificata da una sorta di sicurezza nelle proprie capacità.
E a volte, per poter vincere, bisogna morire o sacrificare qualcosa.Forse questo significato che mi ha attratto del libro di Sandro Battisti. E se non posso svelarvi tutta la trama, né il significato senza spoilerare, posso però dirvi cosa è accaduto in me, mentre la partita proseguiva.
Mi sono sentita dentro il libro.
Perché in fondo io stessa stavo giocando una partita a scacchi con il peggior degli avversari: me stessa. E attorno a me mille voci, capisci di confondere o forse di dire verità importanti. Ma in quel clamore non sempre possiamo decifrare cosa sia necessario e cosa spazzatura.
Credetemi.
Le voci arrivano da parti che non vi aspettavate, da angoli trascurati e dimenticati. Da grandi edifici ricchi di bellezza, edifici che hai sempre amato, raccontato, custodito. E a gestire il gioco qualcosa di molto più grande.
Persino di te.
Persino della partita stessa, che ha importanza soltanto al fine della rivelazione finale.
Santa Sofia connettiva | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione della mia nuova uscita nella collana “L’orlo dell’Impero”, edita da DelosDigital, che raccoglie la mia produzione relativa all’Impero Connettivo postPremioUrania; in particolare, Hagia Sophia Magnaura è l’ennesima incursione nella capitale connettiva Nèfolm, il sesto affresco che ne delinea i quartieri come riflessi dei rioni di Costantinopoli, per definire meglio quello che sarà “Nèfolm e dintorni”, un enorme contenitore dedicato alla metropoli imperiale, cuore dello Stato oltre lo spaziotempo. La copertina è di Ksenja Laginja, e questa è la quarta:
Una scacchiera olografica, una partita che deciderà il futuro.
Athan nemmeno immagina che ritrovarsi invischiati in una strana partita di scacchi può non essere l’unica sorpresa che lo attende; la sua grigia esistenza postumana gli ha già precluso ogni forma di trascendenza e così, di fronte a una scacchiera olografica, mentre il funzionario imperiale Kiryz gli sta illustrando lo stimolante inferno in cui sta per scivolare, si sente stralunato e non capisce quale forma prenderà il suo futuro. Ma soprattutto, cosa c’è dietro la volontà di quella strana scacchiera che sta cominciando a decifrare?
Il libro digitale è in vendita sul DelosStore e sugli altri store online al prezzo di 1,99€.
Cover reveal di Hagia Sophia @L’orlo dell’Impero, Delos Digital
Questa è la cover disegnata da Ksenja Laginja per Hagia Sophia Magnaura, nuovo racconto appartenente al ciclo “Nèfolm e dintorni”, Impero Connettivo, in prossima uscita per i tipi di DelosDigital, collana L’orlo dell’Impero. A presto!
La bomba ideologica di Nèfolm | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita di un mio nuovo racconto, appartenente al ciclo dell’Impero Connettivo e ambientato nella capitale Nèfolm: Hyppodrome, collana L’orlo dell’Impero di DelosDigital, cover di Ksenja Laginja. Note e quarta:
Leggere la collana L’orlo dell’Impero è quasi un viaggio turistico, un tour accompagnati dal cicerone Sandro Battisti per le vie e le città dell’Impero Connettivo, questa sorta di futuristico impero bizantino che domina sullo spazio e sul tempo. E ad alimentare il senso di meraviglioso aiutano anche le copertine ispirate di Ksenja Laginja.
Quarta: Hyppodrome è il quartiere più centrale e prestigioso di Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo; è posto a ridosso del palazzo di Totka_II e da lì si domina ogni aspetto dell’esistenza connettiva, ambiti e dimensioni su cui l’ecumene postumana può soltanto fantasticare. Lizinio ha una casa avita nel quartiere, non è un cittadino ordinario ma non è il solo: una bomba ideologica sta per esplodere nella metropoli e in tutto l’Impero, e come in una partita a scacchi polidimensionale bisogna calibrare con attenzione ogni mossa per evitare il terribile scacco matto finale.
L’ebook è acquistabile sul DelosStore e sugli altri store online al costo di 1,99€.
Cover reveal di Hyppodrome, nuova pubblicazione in uscita per DelosDigital
Questa è la cover del mio nuovo libro digitale in uscita nei prossimi giorni per DelosDigital, collana L’orlo dell’Impero: Hyppodrome, per la serie “Nèfolm e dintorni”, ovvero i racconti che descrivono i quartieri della capitale dell’Impero Connettivo; la cover è opera di Ksenja Laginja. Rimanete collegati 😉
Sulla Scacchiera. Arte e scienza degli scacchi | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di un bel saggio sugli scacchi, Sulla Scacchiera. Arte e scienza degli scacchi, con testi di Zachary F. Mainen, Razvan Sandru, Stefano Salis e Adolivio Capece, con le fotografie di Massimo Listri. Gli scacchi hanno insiti i concetti di strategia e tridimensionalità applicata al bidimensionale, un gioco in cui la fortuna non riveste alcun ruolo – a differenza di moltissimi altri giochi, di carte per esempio. La quarta:
Gli scacchi – un gioco tanto complesso quanto universalmente noto – e le scacchiere – oggetti ingannevolmente semplici che celano un ampio ventaglio di possibilità – sono i protagonisti del nuovo libro in uscita per i tipi di Franco Maria Ricci editore.
Il fascino di questo gioco, che richiede ragionamento logico, concentrazione, capacità di astrazione, fiducia in sé stessi e disciplina, nei limiti imposti da precise regole, è rimasto intatto nel tempo ed è anzi aumentato, così come la sua diffusione e il volume ne esplora i vari aspetti, muovendosi tra arte, letteratura e scienza.I meccanismi cerebrali che si attivano durante una partita sono l’oggetto del saggio in apertura, scritto dai neuroscienziati della portoghese Champalimaud Foundation Zachary Mainen e Razvan Sandru, che presentano un’analisi dei processi mentali alla base delle varie strategie di gioco. A questo fa seguito il lungo excursus di Stefano Salis, giornalista e scrittore appassionato di scacchi, che accompagna il lettore in un itinerario che racconta la nascita e l’evoluzione di questo gioco unico e antico e ne presenta i riflessi nel cinema, nelle arti figurative, nella letteratura. Da Nabokov al Settimo sigillo, da Borges a Duchamp, i testi si intrecciano con piccoli dettagli autobiografici, in uno spostamento di prospettiva dal generale al particolare che ben esemplifica la doppia dimensione degli scacchi, intima e universale, forse all’origine della sua fortuna. Chiude il volume l’appendice curata da Adolivio Capece, scacchista e giornalista, che oltre a fornire una sintesi delle regole basilari propone una raccolta di partite celebri, sia vere sia fittizie, svelandone mosse e curiosità.
L’importanza degli scacchi nel corso del tempo è testimoniata anche dagli oggetti con cui si giocava: i set da scacchi erano uno degli omaggi più pregiati da donare a re e alti dignitari dello Stato e della Chiesa. I metalli nobili, i legni più rari, l’avorio, sono stati lavorati nei minimi dettagli dai migliori artigiani e orafi. Per illustrare il volume sono stati scelti i pezzi più raffinati di una delle più preziose e complete collezioni private al mondo. Magistralmente fotografati da Massimo Listri, scacchiere e pezzi di questa selezione raccontano il gioco nel suo aspetto estetico e figurativo, suggerendo inoltre che possa esistere una relazione tra l’espressione artistica che rappresentano le scacchiere ed i pezzi del gioco e l’oggetto di studio e di conoscenza che esso costituisce.
La grande storia degli scacchi | ThrillerMagazine
Su ThrillerMagazine la recensione a La grande storia degli scacchi, di Mario Leoncini. Un estratto:
Impossibile fare una disanima completa di tutti gli aspetti che sono in qualche modo collegati agli scacchi e alla loro storia. Ci vorrebbe un altro libro intero per metterne in risalto almeno qualche caratteristica. Ci limiteremo solo a pochi spunti, ad una esile carrellata saltellando in qua e là, perché questo con Mario è un viaggio lungo, lunghissimo e affascinante partendo dalla notte dei tempi fino ad oggi tra voci, miti (gli scacchi un dono degli dei?), leggende arabo-persiane e leggende occidentali, fatti veri vissuti e acclarati. Lungo tutta una serie incredibile di paesi dove gli scacchi hanno subito una loro particolare evoluzione dall’India all’Europa. In compagnia di personaggi storici di vario livello e cultura (poeti, scrittori, filosofi, matematici, capi di stato, califfi, re e chi più ne ha più ne metta) davvero ragguardevoli che abbiamo incontrato in altre, diverse letture. Basti citare per tutti l’incommensurabile Leonardo e il grande Einstein.
Gli scacchi. Ah, gli scacchi! E chi credeva che avrebbero dato vita a una così ampia riflessione e discussione umana? Visti ora come una specie di magia, ora come simbolo di moralità e liceità, ora coltivati dalle menti più aperte del tempo o addirittura osteggiati dalla Chiesa e bruciati in piazza come da datazione storica. Perché gli scacchi hanno avuto fedeli, incrollabili beniamini e accaniti detrattori, a dimostrazione, comunque la si giri, della loro grandezza e importanza. Perfino nel campo politico che il nostro Mario aveva già messo in evidenza in Scaccopoli,come si evince anche da una sua intervista “Le dittature hanno sempre ravvisato nello sport uno strumento di distrazione di massa e di propaganda. I totalitarismi del novecento hanno cercato di fare qualcosa di più: hanno tentato di ridisegnare lo sport, come ogni altro settore della società, secondo la loro visione del mondo”. E qui non può che venire in mente lo scontro titanico fra Fischer e Spassy del 1972 che fu visto da molti, a ragione o a torto, anche come lo scontro tra la libera e aperta America contro l’opprimente regime russo. Lo stesso nazismo, si servì degli scacchi “per dimostrare la superiorità dell’uomo ariano. Il gioco ariano doveva essere un gioco d’attacco che privilegiava i sacrifici e i gambetti, mentre quello ebreo era dipinto come chiuso e finalizzato ai piccoli guadagni.”E ancora furono visti come simbolo dell’emancipazione femminile, partendo dalle donne benestanti del XVI° secolo (in realtà ancora in condizione subalterna) fino ad arrivare al momento dell’industrializzazione e al primo torneo internazionale femminile tenuto a Londra nel 1897.
Holmes & Watson (2018) Citazione scacchistica | SherlockMagazine
Su SherlockMagazine un dialogo tra Sherlock Holmes e il dr. Watson sugli scacchi e sull’uso della logica ferrea che il gioco pretende. Meraviglioso.
Holmes: «Scacco matto!»
Watson: «Cosa? Non è neppure iniziata.»
Holmes: «Avreste aperto con il gambetto di Donna.»
Watson: «Be’, forse è una prima mossa affidabile.»
Holmes: «Vi avrei neutralizzato con la difesa slava.»
Watson: «Oh, una mossa audace, davvero imprevedibile.»
Holmes: «Sareste nel panico, con la Regina sotto assedio.»
Watson: «No, non la mia Regina!»
Holmes: «Vedere la Regina così esposta vi avrebbe costretto a difenderla.»
Watson: «Per forza, è il mio dovere, negli scacchi e nella vita.»
Holmes: «Ignorando così la mia Torre.»
Watson: «Ah!»
Holmes: «Scacco matto.»
Watson: «Proviamo un altro gioco? Magari morra cinese?»
Holmes: «Pietra, pietra, forbice, forbice, carta, carta, carta, pietra, forbice, forbice.»
Watson: «Al diavolo!»
Strategie dimensionali
Sento gli atteggiamenti inneggiare alla complessità empatica, ma la manovra ha bisogno di strategia dimensionale per arrivare con successo ai limiti del continuum.


