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Oltre i Pink Floyd: viaggio nella discografia alternativa di Nick Mason | Rolling Stone Italia
Su RolligStoneItalia un bell’articolo di Fabio Zuffanti che illustra l’attività musicale extraFloyd di Nick Mason, unico batterista della band; un estratto:
Quest’anno sono scoccati i quarant’anni dalla pubblicazione del suo primo album solista (che poi tanto solista non è) ed è venuto spontaneo fare un poco il punto su Nick Mason. Il celebratissimo batterista dei Pink Floyd infatti è tutto meno ciò che sembra. Diciamoci la verità, cosa appare oggi Mason se non un multimilionario appagato, assai più sensibile alla sua collezione di auto di lusso che alla musica? Certo, negli ultimi anni ci sono stati i Saucerful of Secrets che sono stati un bel batticuore per i nostalgici dei Floyd d’annata (quelli del periodo ’67-71), ma di nuova carne al fuoco nemmeno a parlarne. Il buon Nick è da tempo seduto sugli allori del suo glorioso passato nel quale ha dimostrato che si può raggiungere un successo spropositato non essendo nemmeno dei musicisti dotati di tecnica straordinaria.
In questo frangente però non è il Nick Mason batterista dei Pink Floyd a interessarci, bensì il personaggio che nel corso degli anni ’70 stupì non pochi appassionati. Se analizziamo i progetti nei quali viene coinvolto in quel periodo scopriremo infatti un artista sempre in movimento che dà il suo contributo ad alcuni dischi destinati a lasciare tracce indelebili. Ancora prima di azzeccare con loro il colpaccio di The Dark Side of the Moon Nick si distingue dai suoi compari per la voglia di misurarsi con un sacco di esperienze diverse, dalla produzione di altri artisti alle joint venture con musicisti ben più preparati di lui. Quanti hanno notato il fondamentale coinvolgimento di Mason all’interno di certi essenziali dischi canterburiani? E quanti avrebbero realizzato un album “solista” come Fictitious Sports facendo un passo indietro e concedendo tutta la ribalta ad alcuni mostri sacri del jazz più avanguardista? Chi glielo faceva fare a mettersi insieme ai fricchettoni Gong quando avrebbe potuto passare il suo tempo nella lussuosa magione acquistata con i proventi di Dark Side? Perché mischiarsi con il punk in epoca di “I hate Pink Floyd”? Perché tirare fuori dall’anonimato i misconosciuti Principal Edwards Magic Theatre?
È una questione di curiosità, coraggio, voglia di mettersi in gioco, volontà di esplorare nuovi territori. Anche un grande senso di amicizia nei confronti di colleghi meno fortunati di lui. Certo, in seguito Mason comincerà a pensare più alle Ferrari che alle collaborazioni innovative, ma intanto ci siamo resi conto di avere un bel mucchietto di dischi da tramandare ai posteri, alcuni veri e propri capisaldi. Ne abbiamo raggruppati otto in ordine di uscita, tra solisti, produzioni e collaborazioni. I più rappresentativi per mostrarvi cosa è stato in grado di combinare l’insospettabile Nick.





