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Archivio per PostPopuli

DUEMILA ANNI DI ANTROPOCENTRISMO… ANIMALI A PARTE » PostPopuli


Bell’articolo su PostPopuli per illuminare di odioso antropocentrismo le posizioni antianimaliste di alcuni importanti filosofi storici. L’amore per gli animali è sempre in prima fila, da queste parti, un occhio di riguardo estremo per chi non ha nessuno a difenderli. Un estratto dal post:

Due sono i libri che hanno segnato il riscatto del mondo animale. Il primo è Liberazione Animale del filosofo Peter Singer, l’altro I diritti animali di Tom Regan. Entrambi gli autori sono stati attaccati per le loro idee atee e irreligiose. In definitiva, pare che i paladini dei diritti di questi fratelli minori del Creato siano difesi solo da miscredenti. Ma le grandi religioni dove sono? E come si rapportano con il delicato tema del rispetto della vita in “ogni sua forma” ed “espressione della volontà di Dio”?

 È possibile che questa battaglia non rientri nei valori di amore e pietà? È come se il pensiero di Dio volesse che ci si preoccupasse dei soli umani, condannando tutto il resto a una sofferenza senza senso e senza redenzione. Qualcosa non funziona e, sono certa, non è nemmeno la volontà del Supremo. Ma tutto parte da un antropocentrismo di millenaria memoria.

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ZENA RONCADA, “MARGINI” » PostPopuli


Bel post di Giovanni “Kosmos” Agnoloni su PostPopuli, dedicato al Polesine e alla poesia crepuscolare e oscura che vi alberga lì tramite dei racconti di Zera Roncada.

“Aveva un che d’insinuante ortica, il freddo.
Una frusta a zig zag, nella notte che diventa mattina.
Cieli cinesi e cavi: solo infilzato dalla galaverna. E dal silenzio dell’aria pulita.
Stelle vicine e lucidate.
Batteva ai vetri, il freddo.
Vi restava impresso con zampe di passero. A sperderlo non bastava il palmo della mano.
Poi, unghia su lavagna, una bicicletta schiacciava i cristalli sull’asfalto.
Uno sfrigolio croccante come, dopo una gelata, la voce di certi panni, scordati fuori ad asciugare.”

Chi conosce quei luoghi sa di cosa si parla; chi ci vive è impregnato di quel senso oscuro che si estrinseca nei tempi fluviali. Zera Roncada sembra centrare esattamente tutti quei sensi.

IL ROCK ALTERNATIVO ANNI ’70 E OLTRE? SU “MOONSTONE”! | PostPopuli


Su PostPopuli, a firma di Giovanni “Kosmos” Agnoloni, un’intervista a Sonia Caporossi, conduttrice di Moonstone, programma musicale di rock alternativo dal ’70 a oggi. Mi piace segnalare Moonstone perché lo ritengo affine a Tersicore, anche se più ben fatto – non di poco – e condotto con piglio professionale, coinvolgente. Il programma va in onda la domenica sera dalle 21 alle 24, ed è ascoltabile a Roma su Radio Centro Musica.

“Moonstone”, un programma radiofonico che si può considerare una piccola enciclopedia sonora della musica rock alternativa ed elettronica dagli Anni ’70 fino ad oggi. Com’è nata questa idea?

Moonstone nasce sulle frequenze di Radio Centro Musica nel 2008, anno in cui il fondatore della radio Marco Gollinelli, conoscendo i miei trascorsi musicologici sulle pagine della rivista specializzata Musikbox, mi chiese di occuparmi di una trasmissione di musica rock e alternativa. Sono rimasta al timone di quella prima avventura di Moonstone fino al luglio 2009, poi la vita mi ha portata ad occuparmi di altro (nel frattempo mi sono data alla scrittura sia come autrice che come critico letterario, oltre a proseguire la mia carriera musicale con i Void Generator); finché, nel settembre 2013, non ho fortuitamente rincontrato Marco, che mi ha invitata a tornare all’ovile a braccia aperte. La trasmissione va di nuovo in onda dal 20 Ottobre 2013 ogni domenica sera dalle 21.00 a mezzanotte, in esclusiva su RCM, a cicli di dodici puntate successive e, debbo dire, nonostante proponga musica di nicchia, con ottimi risultati di ascolto.

GIOVANNI DE MATTEO E IL SUO “TERMINAL SHOCK” » PostPopuli


Splendida intervista di Giovanni “Kosmos” Agnoloni a Giovanni “X” De Matteo, su PostPopuli. Casus belli è il romanzo breve di De Matteo Terminal Shock, uscito qualche tempo fa per la Mezzotints eBook. Seguiamo i due in un estratto della loro chiacchierata, che copre un vasto territorio dell’immaginario del lettore di SF e di coloro che amano speculare sulla consistenza della realtà.

Il nuovo libro di fantascienza di Giovanni De Matteo è un e-book di notevole interesse. Terminal Shock ci pone davanti a un’esplorazione dello spazio profondo, ai margini del sistema solare, là dove si trova Terminus, un misterioso corpo celeste che da un secolo e mezzo invia un segnale, la Sequenza, scoperta nel 2023. Così i terrestri hanno deciso di organizzare una rischiosa spedizione, per arrivare a scoprirne la fonte. Ma il primo tentativo, a quanto pare, è finito male, perché gli esploratori non hanno più mandato notizie. Sarà il secondo, sotto la guida dello psiconauta Thomas Qilliam, a permettere di affrontare il mistero oscuro di quell’enigmatica entità frattale.

In questa intervista a Giovanni De Matteo affrontiamo i punti salienti della sua nuova opera. Segue (gradito omaggio dell’autore a Postpopuli) il suo racconto – già uscito solo sulla rivista ufficiale del Connettivismo NeXT, ma inedito in rete – Destinazione Antartide 1911-12.

Leggi il seguito di questo post »

BRUNO SCHULZ E LA NATURA INDIFFERENTE » PostPopuli


Bel post su PostPopuli a firma di Giovanni “Kosmos” Agnoloni. Il focus è sul Connettivismo e sue fonti artistiche di ispirazione varia:

In questa seconda puntata dei miei appunti preparatori per l’articolo che scriverò per il numero di Italica Wratislawiensia in uscita nel corso del 2015, sul Connettivismo letto alla luce della letteratura novecentesca, desidero affrontare un’altra chiave melodica in cui si può leggere la plurisfaccettata poetica del movimento.

Ringrazio Giovanni anche per la stesura di alcune note che mi riguardano, mentre l’artista di riferimento questa volta è Bruno Schulz, scrittore polacco analizzato nel suo rapporto con la natura, che poi spazia imprevedibilmente su tante correnti letterarie e artistiche dell’ultimo secolo, rivoli e vibrazioni che Agnoloni coglie in ogni sfumatura.

POSTPOPULI SU “LA CITTÀ” DI TERAMO | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Sul blog di Giovanni “Kosmos” Agnoloni la segnalazione di un’intervista fattagli dal quotidiano “La città” di Teramo, riguardo all’attività del blog PostPopuli, di cui Giovanni è uno dei redattori fondatori.

LUKHA B KREMO, ARTISTA DELLA PAROLA » PostPopuli


Bella intervista da parte di Giovanni “Kosmos” Agnoloni a Lukha B. Kremo, editore di Kipple Officina Libraria e connettivista della prima ora. Su PostPopuli. Un significativo estratto della chiacchierata che ha coperto aspetti multimediali della vita artistica di Kremo:

Recentemente hai formulato un’ipotesi interessante sull’evoluzione del Connettivismo nella direzione di un movimento letterario e artistico nella scia della cultura postmoderna. Ce ne puoi parlare?

Sì, ne sono sempre più convinto, non solo come evoluzione del Connettivismo, ma addirittura come un’evoluzione possibile della fantascienza stessa. L’uomo sta vivendo un momento di boom tecnologico che sottrae forza a certe storie di fantascienza tecnologica o di anticipazione scientifica. Ma la vera forza della narrativa è quella di proporre sempre nuove suggestioni. Oggi la direzione è quella della full immersion, della realtà aggiuntiva (intesa anche come reality show), e infatti il medium più popolare è quello del cinema, seguito dai videogiochi, soprattutto per quanto riguarda la fantascienza. Alla narrativa (che per sua natura è già di per sé una full immersion), non resta che adeguarsi, “invadendo il territorio” del lettore senza con questo perdere la propria principale caratteristica, cioè quella di lasciare libertà d’immaginazione (che nella fantascienza dovrebbe scaturire il famoso sense of wonder). E per far questo deve trovare vie nuove, utilizzando tutte le proprie armi, come il montaggio della storia, la sintassi, il lessico, la grammatica. Ed è ciò su cui ha lavorato maggiormente la letteratura postmoderna, soprattutto statunitense. Con le dovute differenze culturali, che evitino l’imitazione e la manierizzazione, il Connettivismo dovrebbe seguire le ricerche fatte dagli autori postmoderni e farle proprie. Per il Connettivismo suggerirei senz’altro Kurt Vonnegut, anche se non è propriamente annoverato tra gli autori postmoderni.

FIORI DI BACH PER ANIMALI? PAROLA DI MARINA MENICHELLI » PostPopuli


PostPopuli ospita un altro articolo di Giovanni “Kosmos” Agnoloni dedicato ai Fiori di Bach. Sono essenze olistiche contenute nei fiori che permettono di bilanciare e combattere alcuni malesseri interiori con i principi attivi che vibrano a determinate frequenze naturali; tale cura (Naturopatia) può essere estesa anche agli animali. Come?

Beh, sicuramente, almeno per quanto mi riguarda, con gli animali è molto più semplice per molti fattori: come spiego nel mio libro Da Anima ad Anima, I Fiori di Bach nella Relazione Uomo / Animale, fin da piccola la mia capacità di vicinanza e lettura col mondo animale è sempre stata molto accentuata, sia per l’ambiente in cui sono vissuta, sia evidentemente per capacità naturali. Gli studi successivi hanno sicuramente raffinato questo mio talento, ma mi sento, comunque, empaticamente molto più vicina al mondo animale che a quello umano, quindi rischio di “inquinare” un po’ la risposta a questa tua domanda; cercherò di fare il possibile, ok? Quando lavoriamo con gli animali non abbiamo resistenze da parte di un Io autocosciente che sceglie di dare più o meno ascolto all’Anima o alla personalità, quindi l’efficacia dei Rimedi è assolutamente più veloce e di grande effetto.

Gli animali non hanno coscienza di sé, non dovendo sperimentare quel terribile grande dono che è il libero arbitrio, e una volta che li aiuti a rimettersi in contatto con la loro Anima (“Anima-le” = portatore di Anima), che contiene tutte le risposte, il processo di riequilibrio e risoluzione dei problemi è molto più lineare, non come nell’Uomo che deve dibattersi con le resistenze mentali della Personalità e attraversare un processo di consapevolezza che a volte può essere complesso e faticoso. Però è anche vero che l’animale ha un fattore di complessità in più, dettato dall’uomo, ovvero dal suo referente umano (non mi piace la parola “proprietario”!!); infatti il mio lavoro è principalmente rivolto a questo aspetto, alla relazione con gli umani, cercando di capire qual è il nodo che ha scatenato il problema nella creatura; non mi piace, infatti, semplicemente “raccomodare” i pezzi, lasciando che il problema si ripresenti dopo un po’ perché non è stato sciolto l’inghippo da cui deriva.

Quando prendiamo un Rimedio Floreale percorriamo una sorta di “ponte” che ci permette di attingere direttamente alle energie psichiche dell’archetipo, per risvegliare potenziali capacità trasformative impegnate in un percorso che non significa semplicemente “stare meglio” o tornare come prima (niente in Natura può tornare indietro, tutto è impegnato in un processo di evoluzione e trasformazione continua), ma attivare e adoperare strumenti di comprensione più profonda di noi, del mondo e di come possiamo relazionarci con esso.

ALESSIO BRUGNOLI: LA FANTASCIENZA ALL’EPOCA DELLA CRISI » PostPopuli


Su PostPopuli la recensione all’ultima fatica di Alessio “Galessio” Brugnoli: Noccioline su Marte, in eBook senza DRM per le tipe de LaMelaAvvelenata.

Adesso provate a immaginare scenari futuribili di una colonia su Marte, figuratevi Mars One come già attuato, pensate ai colossal americani del genere, con basi superefficienti, tecnologie avanzatissime e personale iperaddestrato a qualsiasi evenienza e azione, tanta azione e avventure di qualsiasi tipo in stile Fantasmi da Marte. Bene, adesso dimenticate tutto!

Non che in “Noccioline da Marte” manchi la tecnologia (abbondano ologrammi, bot, I.A. olotastiere, olovetrine, cloni, radiotrasmittenti planetarie via ionosfera, microcristalli per la diffrazione dell’immagine etc.) e la preparazione beninteso; semplicemente a questi ingredienti dobbiamo aggiungere alcune “tipicità” italiane; in primis l’arte di arrangiarsi, la polemica e l’assoluta mancanza di fiducia nei vertici. D’altra parte, come avere fiducia, quando ti trovi a minimo 56 milioni di distanza da casa, da quell’Italia che si appresta a “incoronare” – con una cerimonia complessa e a tratti in “latinorum”, trasmessa in “olovisione” che il nostro protagonista troverà soporifera e pacchiana – il “Sesto Clone” come leader supremo, dopo aver venduto ai cinesi il “Quinto Clone”, che ricorda molto da vicino Berlusconi?

Un bel lavoro, da premiare con l’acquisto a davvero pochi spiccioli.

IL CONNETTIVISMO DI MARIO GAZZOLA » PostPopuli


Bella intervista, su PostPopuli, a Mario “Black M” Gazzola, che prende spunto dall’evento che sabato 8 giugno lo vedrà protagonista a Pavia per una presentazione di Crepe nella realtà (il suo cofanetto di racconti uscito in eBook per i tipi di Alea) con reading di uno dei tre racconti (sarà “Voto Segreto”). Gran spessore, più propriamente quindi, anche per le domande rivolte a Mario da Giovanni “Kosmos” Agnoloni:

– Il tuo approccio al connettivismo – lo si vede dalla tua raccolta di tre racconti “Crepe nella realtà” – ha una chiara impronta politico-sociale. Perché?

Non sono uno scienziato alla Asimov, non saprei mai scrivere quella hard s/f in cui si sviscerano le frontiere della ricerca in qualche campo. Invece le distopie alla Orwell mi hanno sedotto fin da ragazzo e la narrativa di s/f offre un punto di vista privilegiato (l’ambientazione al futuro) per “giocare al profeta di sventura”, una componente che più o meno implicitamente ha sempre serpeggiato anche nel cyberpunk, corrente di riferimento del mio romanzo Rave di Morte (e pure con diverse stoccatine allo scenario politico globale contemporaneo) e un po’ meno dell’antologia Crepe nella realtà; come anche nel cinema che dal cyberpunk è derivato, da Blade Runner a Strange Days. Ci offre un’ottima chance per dimostrare ai detrattori del genere che anche la nostra letteratura pulp può avere coscienza e uno sguardo morale sul mondo, la società che ci circonda al presente (è sempre quella, in fondo, che nutre le nostre visioni), la Storia, le azioni dell’umanità in essa .

Potremmo dire che la s/f ci consente di “fare un po’ i catoni” senza troppo montar sul pulpito, ma mantenendo la leggerezza, quel pizzico d’ironia, anche di autoironia (che nelle mie storie credo, spero, si percepisca sempre), legata al fatto che, in fondo, stiamo sempre facendo narrativa pulp, appunto, non saggi di sociologia. Insomma, se giochiamo ai profeti di sventura abbiamo il lusso di non essere obbligati ad esser neppure veritieri, anzi – date le nostre visioni – in fondo speriamo sempre di essere smentiti dal futuro!

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