HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Luca Bellincioni
Sul Torrente Subissone | Itinerari nel Lazio dei misteri
Segnalo, dal blog IlLazioDeiMisteri, questo post e questa foto, assai suggestivo e indicativa di cos’era il Lazio arcaico, quello prefondazione di Roma, quello che era Roma prima che venisse urbanizzata o semplicemente antropomorfizzata.
Il Torrente Subissone, lungo il Sentiero del Fiore (a valle di Torre Alfina) crea angoli magici dove par quasi di potersi aspettare la comparsa del “piccolo popolo”… Per saperne di più su Torre Alfina: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.
Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito (2019) – NUOVA EDIZIONE
Spesso ho parlato del blog IlLazioDeiMisteri, tenuto da Luca Bellincioni con cui negli anni passati sono venuto in contatto per un progetto al momento accantonato, che delizia di foto e notizie di luoghi arcaici del Lazio che spesso nemmeno conosco. Una bella notizia al riguardo: la riedizione di una sua pubblicazione che indaga in modo certosino queste bellezze nascoste.
Il Lazio è regione dai mille paesaggi e dall’antichissima presenza umana, ricca di storia, arte e natura. E’ una terra dalle emozioni al contempo profonde e “sottili”, estremamente eterogenea e in larga parte ancora sconosciuta ai più: lontana, nel complesso, dai facili e banali stereotipi del turismo moderno. Esiste poi un Lazio affascinante e inesplorato, spesso ignorato dai tour operator e dalle riviste patinate, che non mancherà di sorprendere il viaggiatore curioso e avventuroso. Isole galleggianti e laghi fantasma, paesaggi fantastici e romantici, impronte di santi, demoni e miscredenti, simboli e chiese templari. Poi ancora, presenze spettrali e avvistamenti UFO, castelli perduti e città morte, voragini impressionanti e grotte arcane, acropoli ciclopiche, dimore filosofali e percorsi iniziatici scolpiti nella roccia, bunker antiatomici e basi militari segrete. Queste sono solo alcune delle suggestioni del Lazio “misterioso e insolito”, che in questa guida – completamente riscritta rispetto alla prima edizione – sveleremo…
Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito (2019) – NUOVA EDIZIONE
Luca Bellincioni, appassionato esploratore del territorio laziale che spesso mi ha incantato nei suoi angoli misconosciuti, ha pubblicato assieme a Daniele Cortiglia una nuova edizione dell’opera Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito, volume I. Sul suo blog ne dettaglia il contenuto, che incollo qui sotto.
Il Lazio è regione dai mille paesaggi e dall’antichissima presenza umana, ricca di storia, arte e natura. E’ una terra dalle emozioni al contempo profonde e “sottili”, estremamente eterogenea e in larga parte ancora sconosciuta ai più: lontana, nel complesso, dai facili e banali stereotipi del turismo moderno. Esiste poi un Lazio affascinante e inesplorato, spesso ignorato dai tour operator e dalle riviste patinate, che non mancherà di sorprendere il viaggiatore curioso e avventuroso. Isole galleggianti e laghi fantasma, paesaggi fantastici e romantici, impronte di santi, demoni e miscredenti, simboli e chiese templari. Poi ancora, presenze spettrali e avvistamenti UFO, castelli perduti e città morte, voragini impressionanti e grotte arcane, acropoli ciclopiche, dimore filosofali e percorsi iniziatici scolpiti nella roccia, bunker antiatomici e basi militari segrete. Queste sono solo alcune delle suggestioni del Lazio “misterioso e insolito”, che in questa guida – completamente riscritta rispetto alla prima edizione – sveleremo al lettore
ACQUISTALO ORA!
Bomarzo – Il Sacro Bosco Alchemico
Nel giardino degli infiniti enigmi, per la scelta alchemica dell’esistenza. Grazie a Luca Bellincioni.
Dintorni di Roma o Toscana? | Luigi Plos
Sul sito di Luigi Plos sono stati pubblicati, nel tempo, un bel po’ di post interessanti riguardo i luoghi rimasti incontaminati intorno a Roma. Ringrazio Luca Bellincioni per la segnalazione, eccovi un estratto dall’articolo:
A pochi chilometri da Roma, Monterotondo si stacca dalla sequenza di morbide colline, e veramente sembra un paese toscano con lo skyline dei paesi sabini e dei monti Lucretili a chiudere alla grande questo paesaggio. Vicino Monterotondo troviamo peraltro la “toscana” Torre Fiora.
Poi c’è, per esempio, il pezzo di campagna prospiciente la Cassia, nei pressi de La Storta, appena fuori Roma: filari di pini a perdita d’occhio, strade ondulate, colline, colori stupendi e il solito skyline dei monti Lucretili, che potrebbero benissimo essere la corona del Pratomagno, il gruppo montuoso che sovrasta la valle dell’Arno sopra Arezzo e che fa da sfondo a tanti celebri dipinti di Leonardo.
Per inciso percorrere la via Veientana in bicicletta, da via di Grottarossa fin dove questa sbuca in via della Giustiniana, è un percorso di grande fascino: sono ancora visibili alcuni tratti dell’antica strada romana con i classici basolati solcati dai carri. Questo percorso può essere prolungato a piacere discendendo la solitaria e boscata via Giustiniana fin dove questa incontra la Cassia Bis e risalendo poi l’altrettanto solitaria e boscata via Prato della Corte, fin dove questa penetra nel cuore del parco di Veio.
Ma è il paesaggio nel quale si snoda la Veientana a essere strepitoso. Appena fuori Roma: strade bianche ondulate con filari di pini a ombrello, campi color terra di Siena, fossi ombrosi e nascosti dalla ricca vegetazione.
Luca Bellincioni in travel
Viaggi sempre con la mente, ovunque, altrove, in perenne empatia e ricordi dei luoghi. Grazie, Luca Bellincioni.
Dai vicoli medievali di Veroli all’Abbazia di Casamari, sulle tracce di simboli magici… | ITINERARI LAZIALI
Un compendio di simboli alchemici sono presenti in questo affascinante post di Luca Bellincioni, che fa delle ricerche iconografiche e storiche su alcune zone della Ciociaria, in particolare Veroli. Si parla quindi di alchimia e di esoterismo, di ricerca iniziatiche e di Gnosticismo. Un passo del post:
Attraversando le caratteristiche vie dei quartieri medievali di Veroli, sugli edifici privati si possono infatti notare, scalfiti nella pietra, diversi simboli, tra cui la Triplice Cinta. Questo segno, risalente forse all’Età del Bronzo e diffuso presso le popolazioni celtiche, viene menzionato anche nella Bibbia e lo si trova inciso nelle cattedrali gotiche. In seguito esso fu probabilmente ripreso dai Cavalieri della Milizia del Tempio per indicare i luoghi aventi una sacralità tellurica. Lo si può notare talvolta scolpito sugli edifici medievali, risalenti al XII e XIII secolo di molte cittadine laziali, tra cui Alatri, Priverno, Norma, Sermoneta (per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”), che presentino alcuni particolari tratti architettonici (come, ad esempio, l’acropoli e le mura megalitiche), e/o conservino testimonianze della presenza cistercense nei propri territori.
Un altro motivo dell’adozione, da parte dei Cavalieri Templari, di simboli dai significati esoterici, fu che alcuni di essi, ossia i più colti, durante le Crociate, cercarono di instaurare con i musulmani un rapporto costruttivo, basato sull’interscambio sia commerciale che culturale, e per questo vennero a contatto con i filosofi arabi, i quali a loro volta erano eredi di antiche conoscenze occulte. Questa politica fu in seguito adottata anche da Federico II, protettore dei Cistercensi, ordine monastico legato ai Cavalieri del Tempio. La Triplice Cinta, secondo gli studi di Renè Guenon, rappresenterebbe i tre gradi dell’iniziazione propri delle scuole esoteriche e, nondimeno, della tradizione druidica. Oltre a ciò, numerose altre ipotesi sono state formulate per chiarire il senso di questo misterioso simbolo, ma quel che è certo è solo che esso sia legato ai Templari, in quanto presente anche presso la Fortezza di Chinon, dove essi furono imprigionati agli inizi del XIV secolo.
Grandi spazi della Tuscia – Prima parte
Grazie a Luca Bellincioni per avermi segnalato queste grandiose immagini e suggestioni. Affondo nell’antica Etruria…




