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Da oggi a Roma il 45* Fantafestival, che raddoppia la durata | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione del FantaFestival di Roma che apre i battenti per l’edizione numero 45; grossi nomi in cartellone tra i quali spicca, per il personale orticello degli interessi, Richard Stanley, regista di Hardware e Demoniaca nonché autore dei videoclips dei FieldsNephilim, che stasera 21 e domani 22 novembre sarà ospite allo Spazio Scena, Via Orti d’Alibert, oggi col director’s cut di Demoniaca e domani con il lovecraftiano “Il colore venuto dallo spazio”. Chi viene con me?
Ovviamente, e qui esco dalla modalità my continuum, il Fantafestival è molto molto altro, tutto il programma è qui, ed è intrigante da seguire su fanta-festival.it.
Hardware – The Order of Death – Public Image Ltd – PiL
Un po’ di sano cyberpunk (goth) per i PIL e per il film Hardware, un bel clip riassuntivo dove il nomade CarlMcCoy incarna l’oscurità che veleggia verso il futuro e dove le nuove oscurità lo scimmiottano. Regia del nephilim Richard Stanley.
Fields Of The Nephilim guitar demo – DawnRazor, Elyzium style + Aleister Crowley “At Sea” live, rare
Come sarebbe una rivisitazione dello stile dei vecchi FieldsNephilim? Qualcosa del genere, probabilmente, con l’addizione di Hardware, the movie…
Hardware (1990) 30 anni di cyber-plagio | Il Zinefilo
Lucius Etruscus qualche mese fa – colpevole mia svista – ha analizzato a fondo Hardware, la pellicola che Richard Stanley girò una trentina di anni fa, dal sapore cyberpunk ma non solo; potete trovare le sue argomentazioni sul blog Il zinefilo, vi incollo quindi stralcio e vi invito a leggere tutta la (meravigliosa) storia dietro alla realizzazione del lungometraggio, che non conoscevo:
Malgrado sia un’opera non originale, comunque Stanley deve inventarsi un modo per riempire un film avendo per le mani solo qualche pagina di fumetto, quindi ci dà dentro e onestamente tira fuori oro puro, costruendo fili narrativi da tirare al momento giusto, introducendo personaggi che faranno comodo in momenti chiave e inventando modi perché la protagonista possa sfuggire ad un robot assassino in una casa minuscola. Mi sento di dire che Stanley è riuscito pienamente nell’intento, e ancora oggi credo che Hardware sia un film che funzioni, quasi del tutto privo com’è di riferimenti al momento particolare in favore di temi universali. L’ambiente claustrofobico regala grande emozione al tutto: all’epoca chi rimaneva assediato in casa aveva centinaia di metri quadrati dove scappare, ma la povera Jill a giusto una camera e cucina da condividere con il suo carnefice, quindi si apprezzano ancora di più le idee per far andare avanti la storia, riuscite o meno che siano.

