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Vittorio Guindani – Materia Breve | Neural
[Letto su Neural]
Residui, frammenti sonori, field recording. Sottili trame, schegge di paesaggi dispersi ricomposte dal tempo e dall’ascolto. Ogni suono, ogni silenzio amplificato diventa materia viva, un’eco minuta che resiste allo scorrere delle stagioni, un gesto che raccoglie e tiene accese le braci dell’esperienza. Vittorio Guindani, che nel suo curriculum vanta collaborazioni con svariate compagnie di danza contemporanea e artisti tra cui video maker, illustratori, coreografi, registi teatrali e altri musicisti, nel 2020 ha pubblicato per la 901 Editions il suo album di debutto Jisei e adesso, sempre per l’etichetta di Fabio Perletta, torna con questo Materia Breve, comprensivo di quindici caduche composizioni (solo una supera di poco i cinque minuti), una trattazione molto densa e forbita di come le pratiche di ascolto profondo possano generare nuove cartografie del sensibile. In questi micromondi sonori, Guindani esplora le pieghe nascoste del quotidiano, trasformando l’ordinario in territorio di scoperta. La brevità delle composizioni non è limitazione ma scelta precisa: distillare l’essenza, presentare il suono nella sua forma più pura e concentrata. Come haiku sonori, queste tracce non richiedono sviluppo ma immersione, non narrano ma evocano. A differenza di Jisei, che meditava sul concetto giapponese di poesia dell’addio, Materia Breve sembra rivolgersi alla presenza, alla materialità del suono che, per quanto effimera, lascia impronte tangibili nella memoria. Guindani raccoglie i suoi suoni con la pazienza del cercatore, attento a quell’invisibile polvere sonora che si deposita sugli oggetti e negli spazi, e che solo un orecchio educato alla lentezza può percepire. Il risultato è un’opera che si colloca in quella fertile zona di confine tra musica ambientale, arte sonora e documentazione acustica, dove l’autore non impone la propria presenza ma si fa mediatore, testimone attento di un dialogo continuo tra silenzio e suono, tra assenza e permanenza. “Ogni universo ha la sua lingua. Ogni universo ha le voci che cerchi” scrive Luca Lanfredi nel testo che accompagna questo album, delineando nei suoi versi alcune delle coordinate poetiche del progetto. Per esempio un’idea del silenzio che si apre, che diventa spazio sonoro, con suoni minimi e pause ripetute, ribadendo quanto il suono possa rivelarsi come elemento organico e vitale. In definitiva, Materia Breve è un invito alla contemplazione sonora, un’opera che ci ricorda come la vera musica risieda spesso negli interstizi, nelle pause, nei momenti di apparente assenza. È un richiamo alla consapevolezza acustica, a quella forma di attenzione che permette di cogliere la poesia nascosta nel paesaggio sonoro quotidiano, trasformando ogni istante in una possibile rivelazione.
Esce “Kotodama”, raccolta di haiku giapponesi di Maria Laura Valente e fotografie di Stefano Bertoli | KippleBlog
[Letto su KippleBlog]
Da oggi è disponibile su www.kipple.it la plaquette Kotodama, silloge di haiuku giapponesi in lingua italiana di Maria Laura Valente e fotografie originali di Stefano Bertoli, con traduzioni in anglo-americano della stessa Maria Laura Valente coadiuvata da John Martone; le traduzioni in lingua giapponese sono di Ban’ya Natsuishi e la prefazione è di Diego Martina, la postfazione è di Sonia Caporossi.
LA QUARTA
La «parola-spirito» kotodama 言霊è vocabolo totemico, nonché rivelatore, dello spirito (ani)mistico e poetico del Giappone più ancestrale, il cui concetto fondativo, come rilevato da Pierantonio Zanotti, pertiene all’ambito antropologico prima ancora che a quello letterario, giacché «indica il potere performativo […] della parola […] abitata da forze in grado di agire sul mondo materiale».
A ciò sembra essere sotteso un ineluttabile stato di promiscuità tra umano e divino (quest’ultimo da intendersi come spirituale lato sensu), un meticciato ontologico primigenio, la cui intrinseca armonia metatemporale trova la propria condicio sine qua non tanto nel riconoscimento del potenziale liberatorio di una tale sincresi primeva quanto nel makoto no kokoro («cuore sincero»).
GLI AUTORI
Maria Laura Valente (Campobasso, 1976), classicista, poetessa, haijin e critico letterario, vive a Cesena, dove lavora come docente liceale di Letteratura latina e italiana. Si occupa di critica letteraria collaborando con i lit-blog “Poesia del Nostro Tempo”, “ParolaPoesia”, “Versante Ripido” e “Cinquesettecinque”, nonché con il periodico cartaceo “Graphie – Rivista Trimestrale di Arte e Letteratura”. È membro di giuria nei premi letterari “Bologna in Lettere” e “Versante Ripido”, fa parte dello staff organizzativo del festival multidisciplinare “Bologna In Lettere”. Come poetessa, ha pubblicato le raccolte Giochi d’Aria (Rupe Mutevole, 2010), Lustralia – Abluzioni liriche (LunaNera, 2016) e La memoria del dolore (Progetto Cultura, 2022). Nell’ambito della poesia haiku in lingua italiana, oltre a comparire su riviste e antologie di settore, ha pubblicato le sillogi La carezza del vento (LunaNera, 2018) e Hatsuyume (La Ruota, 2019), con cui ha conseguito il Premio Speciale della Critica nell’VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia L’Arte in Versi nel 2019). Annoverata per tre anni consecutivi tra i 100 haikuists più creativi d’Europa (Haiku Euro Top, 2016-2018), suoi componimenti sono stati esposti al pubblico nelle città di Washington (Golden Triangle Haiku Contest, Marzo 2018) e di Dublino (Nickie Hayden’s Haiku Wheel / Sanctuary Exhibition @Olivier Cornet Gallery, Dicembre 2020). Con suoi haiku in lingua inglese figura in antologie internazionali, tra le quali The Old Song (Red Moon Press, USA, 2018); Ekphrasis (Gran Bretagna, 2018); Wild Voices (Gran Bretagna, 2018); World Haiku Anthology (Giappone, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022); Wishbone Moon (Jacar Press, USA, 2018); Peonies (Bulgaria, 2019), nonché su riviste di settore di vari Paesi, quali Giappone (The Mainichi; Asahi Hakuist Network; NHK Haiku Masters), Austria (Chrysanthemum), Gran Bretagna (Presence; Blithe Spirit; Hedgerow; Ephemerae), Francia (Gong), Stati Uniti (Modern Haiku; The Haiku Foundation; Otata; Akitsu Quarterly; Frameless Sky), Canada (Haiku Canada Review), Russia (Ershik; Utlika), Africa (The Mamba). Alcuni suoi tanka in lingua inglese sono apparsi nei periodici statunitensi Moonbathing e Skylark. In Giappone, è invitata a intervenire alla Conferenza Internazionale della World Haiku Association Haiku Future / Haiku World (Tokyo, 13-15 settembre 2019) nella duplice veste di relatrice sul tema delle criticità della traduzione di haiku contemporanei in lingua latina e di poeta haijin.
Stefano Bertoli è nato in Italia nel 1969, da quasi quarant’anni si divide fra una carriera di Musicista e una di Sound Engineer, Sound Designer. Si appassiona alla fotografia digitale nei primi anni 2000, dopo una lunga esperienza come grafico per le copertine di diverse uscite discografiche. Nel 2020 esce il suo primo libro fotografico: KAWAAKARI (Rivelazioni IÖR) realizzato insieme a dei Cut Off su versi della Poeta Daniela Biasoletto. Il Concept Book successivo, Cielo Cadmio (Kipple Edizioni Librarie) del 2021 è accompagnato, invece, dai versi della Poeta Ksenja Laginja. Kotodama è la sua terza uscita fotografica e seconda parte di una trilogia di Album Fotografici dedicata al Giappone.
LA COLLANA
Collana Fuori è uno spazio per le opere di frontiera di Kipple Officina Libraria, intrise di sensibilità ineffabile da lasciare l’anima e il cuore aperti, istanti di essenza in crescita.
Maria Laura Valente – Stefano Bertoli| Kotodama
– Prefazione di Diego Martina
– Postfazione di Sonia Caporossi
– Traduzioni in lingua anglo-americana di Maria Laura Valente e John Martone
– Traduzioni in lingua giapponese di Ban’ya Natsuishi
Kipple Officina Libraria
Collana Fuori — Formato cartaceo — Pag. 64 – € 15,00 — ISBN 978-88-32179-90-3
Link
- su Kipple Officina Libraria: https://shorturl.at/beAW4
Solstizio d’Estate |Haiku | Matsuo Basho
Da BooksBlog rubo alcuni haiku di Matsuo Basho dedicati all’estate, che spingono l’arte della poesia oltre ogni potenza immaginifica pensabile. Li riposto qui sotto, splendidi, e ringrazio per avermeli fatti conoscere.
Il fiume Mogami ha tuffato
le fiamme del sole
nel mare.___________________________________
Le rovine di Takadachi
Erba d’estate!
i guerrieri
vestigia di un sogno.___________________________________
La brughiera d’estate
Il mio cavallo cammina
per la pianura d’estate:
mi vedo in una pittura.

