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365 | Fantascienza.com
14 novembre 2023 alle 14:49 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Editoria, Futuro, Letteratura, Oscurità, Passato, Recensioni, SF, Sociale and tagged: Attività politica, Daniele Barbieri, Distopia, Gianluca Cicinelli, Giulia Abbate, Infection, Jazz, Liberismo, Luce oscura, Ridefinizioni alternative
Su Fantascienza.com la recensione di Giulia Abbate a 365, romanzo distopico di Daniele Barbieri e Gianluca Cicinelli.
Parliamo di un narrato altamente politico, come dovrebbe essere per ogni buona distopia, in particolare si discetta di temi italiani legati al decennio ’68-’77 del secolo scorso, periodo altamente tossico e denso di misteri e orrori, di gioie e frustrazioni; un estratto dalla rece di Giulia:
Ci insegna la fantascienza, fantascienza che Barbieri conosce e cita molto bene, che in un mondo dove regna la follia sistemica essere “squinternati” è sintomo di salute. Proprio “squinternati” sono definiti i due protagonisti, ovvero gli autori stessi, forse perché mai redenti, mai ricondotti alla follia del mondo.
Daniele Barbieri, “sessantottino”, e Gianluca Cininelli “settantasettino”: giornalisti, scrittori, uomini che vivono le loro vite. In un giorno come un altro, vengono prelevati dalla Polizia, perché chiamati in causa da un misterioso terrorista che dopo un paio di azioni dimostrative annuncia che a distanza di 365 giorni esatti ucciderà una persona molto importante, a meno che proprio Barbieri e Cicinelli non risolvano il mistero della sua identità.I dodici capitoli del romanzo scandiscono così i dodici mesi dell’anno che passa, misurati da messaggi di 365 (questo il nome assegnato al vilain), e costellati da un’indagine che si disintegra presto in mosse dello Stato e contromosse di Barbieri e Cicinelli. I due a volte si contrappongono tra loro, e sempre di più allo Stato che al terrorista solitario. E l’ombra dello Stato si staglia sui personaggi, più grande e oscura e minacciosa di qualsiasi criminale. A sottolinearlo è la dedica del romanzo:
Il libro è dedicato a Luigino Scricciolo[giornalista e sindacalista militante, nonché amico degli autori]che fu inquisito dallo Stato per 7171 giorni per poi essere assolto e morire poco dopo. È dunque breve il passo verso il rovesciamento delle prospettive: chi è il cattivo? Chi il criminale? Chi il vero antagonista narrativo?
Parliamone, di queste prospettive rovesciate: sono le prospettive che ormai consideriamo consuete, sia nella quotidiana ordalia del senso comune, e sia – ahimè – nella narrativa sempre più assuefatta a regolette anglofone, sempre meno capace, come invece sono Barbieri e Cicinelli, di inoltrarsi in un intreccio e sporcarsi le mani nell’enigma della sua costruzione, per trarvi apertamente quello che conta e quello che si vuole dire, il cosiddetto “messaggio politico” che oggi a troppi sembra ridicolo o passato di moda, ma che i due autori non esitano a mettere al primo posto.
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