HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Daniza
MAMMA ORSA, RIPOSA IN PACE » PostPopuli
15 settembre 2014 alle 15:18 · Archiviato in Sociale, Varie and tagged: Animalisti, Daniza, PostPopuli
Su PostPopuli un articolo che sposo in pieno, sull’orso Daniza uccisa maldestramente, quantomeno maldestramente, da chi la doveva solo addormentare. Qualcosa che grida forte la rabbia e l’incredulità di quanto è accaduto…
Perché è morta Daniza e, soprattuto, come? Sarà l’autopsia a dare la risposta. In ogni caso, anche solo il fatto che una madre venga separata dai suoi piccoli genera nell’animale un tale innalzamento dello stress derivante dalla cattura, dalla paura e dalla disperazione di non poter proteggere la prole che l’alterazione di tutti i parametri fisiologici ha effetti, spesso, difficili da valutare. Mai sentito di gente a cui per il terrore viene un infarto??? Ora, senza entrare nel merito delle tecniche di cattura – gabbie a tubo e simili – anche la sedazione può presentare un potenziale rischio, in un animale completamente alterato. La domanda, però, era se realmente si potesse solo sedarla. Chiedendo a un amico veterinario con esperienza quarantennale nella cura di fauna selvatica, mi è stato confessato che è davvero difficile “stendere” un animale, a meno che non si sia degli incompetenti, o peggio, volutamente colpevoli. C’è poi un errore concettuale: quello di separare la madre dai piccoli. La tecnica di cattura doveva prevedere l’installazione di ampi recinti dove recuperare la famiglia di plantigradi.
In tutto questo, nessuno ha pensato ai cuccioli, che ora sono drammaticamente condannati a morte senza la guida materna. Un orso, per giungere all’indipendenza, vive con la madre sino a oltre i due anni di età. Questi hanno 7 mesi. Non ci vuole un premio Nobel per capire che madre Natura, se ha previsto la simbiosi di 24 mesi tra madre e cucciolo, ha le sue buone e infallibili ragioni… Anche questo aspetto dimostra l’approssimazione e l’incapacità di gestire il progetto. Sempre se la decisione di lasciar vagare la prole nei boschi non sia finalizzata alla sua estinzione “naturale”. A pensar male – si dice – non si fa mai sbaglio.
La morte di Daniza ha però un risvolto che nessuno aveva previsto. L’urlo di “dolore e sdegno” ha visto la fossa del morto frequentata dai soliti sciacalli pubblici (con rispetto per la specie animale, of course) che nulla hanno fatto per assicurare la libertà e la protezione dell’orsa da viva, il cui unico errore è stato di aver tutelato i propri piccoli. Siamo davvero una specie senza redenzione. E il miglior esempio lo dà il nostro dicastero dell’Ambiente, che se ne viene fuori con una dichiarazione di disappunto per come è stata gestita la vicenda e dichiarando che sin dall’inizio aveva espresso parere praticamente negativo alla cattura. Peccato che, per dare il via alle operazioni, c’era bisogno di un’autorizzazione del Ministero in questione e un parere dell’ISPRA – questo completamente ignorato perché specificava che l’orsa aveva tenuto un comportamento normale di fronte a un pericolo per la prole – unitamente all’Amministrazione provinciale di Trento.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

