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«Una visione antica del mondo»: Ferretti e Zamboni di nuovo insieme | Rolling Stone Italia
Su RollingStone una bella intervista – strutturata – a Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, il cuore dei CCCP e CSI, in vista di un riavvicinamento che lascia speranze creative per il futuro. Vi lascio a stralci della chiacchierata – concordo sulla chiosa, la mia stessa visione:
Che Ferretti sia un fervente cattolico è noto, ma è evidente che in queste sue asserzioni si cela un’ode al mistero dell’universo che non è difficile condividere e che al di là dell’aspetto religioso rappresenta un altro punto in comune con Zamboni. «Nella mia famiglia, a differenza che in quella profondamente religiosa di Giovanni, la fede era qualcosa da praticare la domenica, un obbligo che come tutti gli obblighi ho fatto presto a dimenticare», dice l’ex chitarrista dei CCCP/CSI. «Ciononostante intendo perfettamente quanto scritto da Giovanni in Óra: anche mia nonna recitava le orazioni la sera, e poi come si fa a essere materialisti in un luogo come questo? Nella natura c’è una dimensione di mistero che comunque intuisco e su cui non c’è nulla da dire o da indagare: non amo la presunzione di chi pensa di sapere cosa regola il mondo, né credo che le leggi fisiche possano svelarci l’ordine delle cose; preferisco osservare l’universo con lo sguardo degli animali, con accettazione».
L’essere umano non è il centro, né il padrone del mondo, è il nocciolo per entrambi. «Non siamo niente, siamo un pulviscolo», commenta Zamboni. «Non è un caso» sostiene Ferretti «che più di 25 anni fa anche Massimo, che era un cittadino a tutti gli effetti, ha cambiato vita trasferendosi in collina, né lo è che ci stiamo rifrequentando: è venuto a trovarmi ieri e guarda che libro mi ha regalato, Germogli della terra di Knut Hamsun, è perfetto!».
Quanto a un’eventuale rinascita dei CCCP, Zamboni dichiara: «Una cosa che non so ancora se appartiene a Giovanni, ma sicuramente appartiene a me, è quella di tornare nei luoghi. Sono tornato a Villa Pirondini, dove registrammo Epica Etica Etnica Pathos, l’ultimo disco dei CCCP. Sono tornato in Mongolia, dove nacque quel Tabula rasa elettrificata che ci valse un primo posto in classifica e un successo cui non eravamo preparati. Voglio tornare di nuovo a Mostar, altro pezzo di storia della band, una città colpita dalla guerra in Bosnia che mi ha lasciato una cosa che ho cercato di descrivere nel mio disco del 2008 L’inerme è l’imbattibile, e cioè l’idea di disastro completo in cui tutte le coordinate umane saltano: la solidarietà, ma anche il senso dell’essere uomini e dell’appartenenza, se questa vuol dire armarsi e uccidere uno che magari era tuo vicino di casa fino al giorno prima. E che mi ha portato a considerare la grandissima forza di coloro che sono riusciti a non armarsi, anche a costo di diventare nemici per la propria stessa parte, visto che in guerra la diserzione non è tollerabile per nessuno: 13, 14 anni dopo la fine del conflitto mi sembravano gli unici che avevano conservato una dignità e che non avevano nulla da nascondere».
Zona Utopica Garantita – Blitzkrieg (Official Video)
Risvolti cyberpunk, molto punk, molto electro, molto CCCP.

