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Biosphere Deathprod – Stator | Neural
[Letto su Neural.it]
Geir Jenssen e Helge Stein – meglio conosciuti come Biosphere e Deathprod – sono per l’occasione di questo album, Stator, chiamati dalla Touch per un progetto che non è una collaborazione ma bensì una vera e propria split release, una selezione che diligentemente alterna produzioni dell’uno e dell’altro sperimentatore. I musicisti – avvezzi sia ad esibizioni nei club che nei festival internazionali più rappresentativi della scena, il primo sul crinale fra laptop music e video art, l’altro con un set ancora più non convenzionale, pregno di elettronica apparecchiata in casa, vecchie macchine a nastri per eco, modulatori ad anello, filtri vari, theremin, campionatori ed un sacco di roba elettronica – sentiti in successione sembrano moltiplicare esponenzialmente le loro peculiari attitudini in vista di un suono corposo e avvolgente, tanto alfine il continuum è denso e coeso. Poco importa se la successione sia stata preparata ad arte o se uno dei due artisti abbia modulato volontariamente in direzione dell’altrui sound o se ancora questo sia stato fatto in entrambe le direzioni. Quello che va segnalato è la primordiale bellezza del risultato, che sa raccontarci di spazi inospitali ma eterei, con tremolii e spettrali concatenazioni auditive, sospese fra tempo, materia, spazio ed energia, in ipnotizzanti pieces astratte e quintessenziali per sapore e atmosfere. Soundscape armonici e droni più ritorti, ronzii e prostranti melodie che forse oggi non ridefiniscono più – nelle forme dell’ambient music oramai tradizionali – lo stato dell’arte della sperimentazione sonora ma che ancora ci catturano all’ascolto con forza, coerenza ed eleganza. Il progetto – per essere più precisi – è stato commissionato in origine da quelli del Tape To Zero festival e i due artisti norvegesi di buon grado si sono sottoposti alla sperimentata tecnica dei cadavre exquis, elaborando – a quanto pare – una singola traccia dopo l’altra.
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