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NeXT Hyper ObscureArchivio per Apuleio
Sacerdoti e sacerdotesse di Eleusi
2 marzo 2024 alle 15:52 · Archiviato in Catarsi, Cognizioni, Empatia, Energia, Filosofia, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Passato, Quantsgoth, Sociale, Storia, Surrealtà and tagged: Apuleio, Grecia, Luce oscura, Mitologia, Olosensorialità, Orazio, Persefone
Su LaMisuraDelleCose un lungo articolo che spiega storia e filosofia, mitologia e implicazioni surreali del mito di Demetra e sua figlia, Persefone, nel mondo dell’antica Grecia e successivamente romano; un estratto:
Le cerimonie in onore di Demetra e sua figlia Persefone, la fanciulla (Kore) rapita da Ade per farne la sua sposa e regina degli Inferi, erano tra le più importanti feste celebrate fin dai tempi remoti, il cui nucleo mitico è riportato nell’Inno omerico a Demetra. Queste celebrazioni sopravvissero per più di cinque secoli dopo che la Grecia divenne una provincia romana, fino alla completa distruzione di Eleusi da parte dei Goti di Alarico nel 396. Attorno ai cosiddetti Grandi Misteri ruotava un gran numero di sacerdoti e funzionari, consacrati e civili, uomini e donne che svolgevano le funzioni più varie, dalla proclamazione della festa alla spiegazione dei simboli, fornendo indicazioni agli iniziandi rispetto ai rituali cui dovevano sottoporsi prima di entrare in contatto con le divinità.
L’esperienza misterica consisteva in una iniziazione che si realizzava mediante la comunione personale dell’individuo con la divinità, e comprendeva una visione, raggiunta nella trance estatica – indotta tramite danze turbinose o bevande “mistiche” –, e la conseguente illuminazione.
Il rito era finalizzato alla trasformazione spirituale dell’iniziato, che in questo modo, dopo un’esperienza di “morte” e “rinascita”, otteneva la salvezza (oltremondana, eterna). Mantenere il segreto è un punto su cui le fonti antiche insistono particolarmente. Scrive Apuleio, raccontando la sua esperienza iniziatica (Metamorfosi, 11, 23):“Arrivai ai confini della morte, posi il piede sulla soglia di Proserpina e poi tornai indietro, trasportato attraverso tutti gli elementi. In piena notte vidi il sole brillare di fulgida luce; mi avvicinai agli dei inferi e a quelli superi, li adorai da vicino. Ecco, ti ho riferito; ma quello che hai ascoltato è necessario che tu non lo capisca”.
La segretezza veniva imposta con il massimo rigore, con le leggi degli uomini e quelle degli dei: chi avesse divulgato i misteri, oltre a essere bandito da Atene, attirava la vendetta divina su di sé e su coloro che gli erano vicini. Così Orazio (Odi, 3, 2):
“[La Virtù] è premio sicuro all’inviolato silenzio: dunque vieterò che stia sotto il mio tetto o salpi insieme a me su fragile battello chi rivela i misteri di Cerere”.
Pertanto, non sappiamo nulla delle cerimonie mistiche eleusine, ma conosciamo solo lo svolgimento della parte pubblica.
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Processo per magia | LaMisuraDelleCose
13 gennaio 2024 alle 13:41 · Archiviato in Fantastico, Filosofia, Letteratura, Oscurità, Passato, Sociale and tagged: Antonini, Apuleio, Cartagine, Decadenza, Impero Romano, Misticismo
Su LaMisuraDelleCose una retrospettiva su Apuleio e il suo mondo magico; vi lascio all’incipit:
Romanziere, poeta, avvocato, medico, scienziato, oratore, maestro, filosofo, conferenziere, saggista… per di più bello, elegante, mondano: Apuleio ha 33 anni ed è all’apice della gloria quando subisce un processo in seguito all’accusa di aver esercitato pratiche di magia sulla ricchissima Pudentilla allo scopo di carpirle la dote, e poi anche indicato come il probabile avvelenatore del figliastro Ponziano (dicunt Apuleio Madaurensi magiae crimine reo).
Il processo per magia contro Apuleio di Madaura (oggi Mdaurusc’, Algeria), giovane e brillante uomo di lettere e di scienze originario dell’Africa latina, autore delle Metamorfosi (meglio conosciute con il titolo L’asino d’oro), si è celebrato a Sàbrata (Libia) nel 158 d.C.
Da tutte le parti sono accorsi amici, nemici, famigliari e curiosi, poiché il nome dell’accusato era molto noto, e il foro era gremito. A presiedere il dibattito c’era il proconsole di Roma e giudice supremo, Claudio Massimo, durante gli ultimi anni di regno di Antonino Pio.
Filosofo e conferenziere itinerante, retore “curioso di magia” alimentato dal clima della nuova sofistica, Apuleio ha dimostrato sempre vivo interesse per la sfera mistico-magica e attenzione ai problemi religiosi, approfondendo la conoscenza di molti culti fino all’iniziazione nei rispettivi misteri. Il suo curriculum di formazione, come ricorda egli stesso, è molto ampio e parte dagli studi di grammatica e retorica a Cartagine fino al perfezionamento ad Atene, dove si dedica allo studio della geometria, della musica, della poesia, della dialettica e soprattutto della filosofia universale (universa philosophia), nella cornice concettuale del platonismo. Fu naturalmente anche a Roma, dove risiedette per vario tempo ed esercitò l’avvocatura.Sullo sfondo la “dolce vita” di un’età corrottissima, quella in cui la compagine dell’impero, dietro l’immagine rassicurante della pubblicistica di regime, è minacciata dalle popolazioni barbariche ai confini e percorsa al suo interno da forti contrasti. Il desiderio di cambiamento e riscatto, le frustrazioni sociali per i problemi irrisolti se non addirittura ignorati, tutta la sfera delle angosce e delle paure individuali e collettive sfocia nella tensione verso nuove esperienze religiose, nella ricerca di una religiosità “personale” che non trova più soddisfazione nelle istituzioni ufficiali. Ed ecco che, nella letteratura del I e II secolo, si possono incontrare sorprendenti intrusioni del mondo della magia e del sogno, dell’orrido e dell’angoscia, del misterioso e dell’ignoto (come ad esempio Una scena di necromanzia nella Pharsalia di Lucano).
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