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Alba Longa, la madre di Roma, “nascosta” tra Velletri e Lariano, sul Monte Artemisio – Castelli Notizie
Su CastelliNotizie un articolo intrigante che insinua la nozione di una sede diversa per l’antica città di Albalonga, in sostanza la madre di Roma, locata sui Castelli Romani (dove, esattamente?) che comunemente si ritiene sepolta sotto l’attuale Albano Laziale, sul lago di Castel Gandolfo; un estratto:
La prima intuizione sull’ubicazione di Alba Longa si deve ad Angelo Capri e Riccardo Bellucci, che già dal 1978 iniziarono a indagare insieme il territorio dei Colli Albani, confrontando fonti antiche e dati topografici. Dopo anni di ricerche sul campo, nel 1992 maturarono una prima ipotesi strutturata sulla possibile collocazione della città. Nel 1996, con Gianni Dolfi, pubblicarono un estratto delle loro ricerche intitolato Longa Alba, Alba Longa, pubblicato per la prima volta nel 2015 e ristampato nel 2025, che si apre con un’introduzione di Aldo Onorati che mette in luce la passione e l’intuizione di Riccardo Bellucci. Il testo approfondisce la questione della mitica città, fondata da Ascanio, figlio di Enea, capitale della Lega Latina e madre della dinastia dei Silvii, che precedette Roma. Secondo la tradizione, la città si colloca tra Castel Gandolfo, Albano Laziale o nei pressi del Lago Albano, ma Bellucci affronta il tema con spirito critico, analizzando Strabone, Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso e Virgilio, incrociando dati letterari, archeologici e paesaggistici.
La sua conclusione è sorprendente: Alba Longa potrebbe trovarsi nel territorio oggi compreso tra Velletri e Lariano, sul crinale tra il Maschio d’Ariano, noto anche come Maschio di Lariano, e il Maschio dell’Artemisio, offrendo una nuova prospettiva sui sentieri dei Colli Albani e immaginando che sotto i nostri passi possa nascondersi la madre di Roma.
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Mi posizionai presso un pontile, in attesa che il sole facesse capolino. L’attesa fu lunga.
Benché il sole avesse illuminato la Capitale alle 6.13, ci sarebbe voluto diverso tempo prima che scavalcasse la cresta del cratere vulcanico in cui mi trovavo. Davanti a me le luci danzavano donando, di volta in volta, sfumature diverse alle acque e alla vegetazione. Le nubi scorrevano veloci, trasportate dal vento.
Intorno a me solo silenzio e il fantasma di Alba Longa.Ho atteso seduta sulla spiaggia per quasi un’ora, prima che un raggio luminoso irrompesse da oltre la bocca del vulcano. La luce proveniva esattamente da Est, direzione che dal mio punto di osservazione posizionava il sole a sinistra di Monte Cavo.

