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Archivio per aprile 14, 2018

Vitalità


Non perfezioni alcuno dei tuoi momenti creativi, e per questo ti senti rabbioso oltre le barriere dell’incarnazione perché non sai riconoscere cos’è davvero la vitalità.

L’origine


Sprofondano i pensieri, in un attimo condiviso di noia senziente. Dov’è l’origine di ogni autoconsapevolezza?

Sherlock Holmes e l’ultima rivelazione: intervista ad Alessandro Napolitano, vincitore dello Sherlock Magazine Award 2017 | KippleBlog


Bella intervista di Roberto Bommarito ad Alessandro Napolitano, fresco vincitore dello Sherlock Magazine Award 2017. Su KippleBlog.

Ciao Alessandro, è un piacere riaverti ospite qui fra le pagine virtuali di Kipple. Oggi non sei qui a nome di Electric Sheep Comics ma come autore campione del concorso letterario Sherlock Magazine Award 2017 con il racconto “Sherlock Holmes e l’ultima rivelazione”. Ma prima di iniziare, per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di parlarci del tuo percorso creativo?

È sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con gli amici di Kipple. Il percorso creativo parte da lontano, con ogni probabilità dai tempi della scuola media. Pur non essendo stato un alunno modello, ho sempre avuto molta confidenza con l’italiano e in particolare con la composizione dei temi. Con il passare degli anni e l’arrivo di internet, ho avuto la possibilità di frequentare diversi siti letterari e mi sono messo alla prova con altri scrittori esordienti. Oggi, alcuni di loro, pubblicano con le più importanti case editrici italiane e averli incrociati è stata per me un’indubbia palestra di scrittura. Piano piano ho preso fiducia e ho iniziato un percorso personale, scrivendo racconti per concorsi sempre più importanti fino a raccogliere nell’ultimo anno alcune buone soddisfazioni. Mi diverto molto a partecipare, a mettermi in discussione e a cercare sempre una strada nuova per migliorare.

Mangiare e bere a Ostia Antica – ilcantooscuro


Bella dissertazione di Alessio Brugnoli sulle taverne dell’antica Roma. È un po’ come regredire di duemila anni…

Qualche erudito, con piglio degno di un teologo bizantino, cerca di distinguere tra taberna vinaria, una sorta di pub dell’epoca, in cui si poteva bere vino e mangiare stuzzichini, le popinae, le antenate delle fraschette e le cauponae, le osterie vere e proprie, con locali per mangiare, camere per dormire, spesso associate a bordelli.

Ma in realtà, la plebe latina, di queste distinzioni, se ne fregava alquanto: usava tranquillamente queste parole come sinonimi… Tranne forse thermopolium, termine che ogni tanto fa capolino in qualche libro di latino: lo usa infatti il buon Plauto in una commedia dove si burla dell’usanza diffusa fra i suoi contemporanei di inventare parole grecizzanti per pedanteria!

In ogni caso, questi locali erano costituiti da una grande sala, che si affacciava su una strada affollata, con un bancone in muratura nei pressi dell’ingresso, decorato con lastre marmoree o di terracotta in cui erano incassate delle giare (dolia) o anfore e le pareti coperte di scaffalature, per conservare prosciutti, formaggi, vasi pieni di garum e di ogni altro ben di Giove, una cucina e nei locali più chic di un giardino interno (viridarium) con triclinio, per permettere agli avventori di mangiare all’aperto, all’ombra di
pergolati.

L’antico romano medio e alquanto affamato entrava, si avvicinava al bancone, dato che spesso non sapeva leggere, come in Cina e in Giappone, guardava le riproduzioni dipinte dei cibi in vendita, le indicava per ordinarle e pagava un prezzo differente nel caso decidesse se consumare le vivande a casa oppure direttamente nel locale.

Lo spettro della realtà


Copioincollo questo post di Alessandra Daniele, così pregno del senso distopico e quantico. Buona lettura.

Nell’episodio di Star Trek TOS “Lo spettro di una pistola” (Spectre of the Gun), Kirk e gli altri si ritrovano prigionieri in una simulazione western, una specie di ponte ologrammi ante litteram, nel quale le pallottole restano tridimensionali e quindi mortali soltanto finché le si crede reali.
Consapevole di non avere abbastanza controllo della propria mente per riuscire a smettere del tutto di credere reali le pallottole (anche l’ombra di un dubbio residuo potrebbe essere letale) Kirk chiede a Spock, che ha più controllo della propria mente grazie alla disciplina vulcaniana, di condizionare telepaticamente tutto il gruppo a smettere di credere. Questo rende le pallottole inoffensive.

Diceva Philip K. Dick “La realtà è quella cosa che non sparisce quando smettiamo di crederci”. Forse però la realtà è quella cosa che non sparisce, perché non possiamo davvero smettere del tutto di crederci.

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